Questa vicenda è tutta sbagliata.
In ambiente, che si vada a piedi, in bici, con gli sci, con la corda, la regola aurea è che si è responsabili delle proprie scelte.
Ormai in Italia è passata l'idea che se costruisco una rampa alta 1m e uno tentando improvvidamente di farla cade, la responsabilità è di chi ha costruito la rampa...
Con questo criterio dovremmo mettere le transenne a tutti i sentieri esposti in montagna. Sia mai che uno inciampando voli di sotto. La colpa non sarebbe di quello distratto che è inciampato, ma di chi ha tracciato il sentiero.
Sono d'accordo.
Ma esiste l'art. 24 della Costituzione, e tutti possono agire in giudizio per la tutela dei propri diritti e interessi legittimi.
A prescindere dalla loro reale esistenza o meno, il cui accertamento è compito del giudice.
Quindi, più o meno in tutta Italia, succede che:
-Tizio ha un terreno
-Caio, all'insaputa di Tizio, ci costruisce sopra un sentiero con tanti zompi
-Sempronio percorre il sentiero ed esplode malamente a causa di uno zompo mal costruito
-Sempronio decide di provare a guadagnare qualche soldino dalla propria disavventura
-Fa quindi causa, non a Caio (che non sa nemmeno chi sia), ma a Tizio, facilmente identificabile come proprietario dalle mappe catastali
-Tizio deve difendersi in giudizio cercando di dimostrare che gli zompi sono stati costruiti sul suo terreno a sua insaputa, anticipando una carrettata di spese legali ben prima della sentenza
-Tizio si sfoga della vicenda con il suo amico Mevio, proprietario del terreno confinante
-Mevio, messo sul chi vive, scopre che anche sul suo terreno qualcuno ha costruito zompi
-per evitare le grane patite dal suo amico Tizio, il giorno dopo Mevio pialla tutto col Bobcat.
Altro giro, altra corsa.