... restando all'uva, in Belgio ho provato la Lambic che Cantillon produce e non ha nulla a che vedere con le IGA italiane
Concordo, ma
tutto il mondo della fermentazione spontanea non ha nulla a che vedere con qualsiasi altra birra, italiana o no, Cantina Errante fa robe di quel tipo lì (ed altro, tipo Solera) ed è di livello assoluto, ma come ha potuto provare
@gargasecca si tratta di prodotti molto particolari.
...usano l'uva fresca e non il mosto (così come molte delle grape ales estere).
La scelta di usare uva fresca (in realtà quasi sempre mosto fresco o comunque uva schiacciata) è una conseguenza della tipologia di birra che vai a produrre. Se fai fermentazioni spontanee l'apporto dei lieviti selvatici sulla buccia della frutta fresca non è un problema, anzi rappresenta un valore; ma per una birra "normale" sei costretto a pastorizzare il mosto, che sennò poi ti dicono che "sa di mela marcia"
Io per esempio ho in programma, spero per il prossimo autunno, di provare una fermentazione mista aggiungendo l'uva fresca ad una birrà già parzialmente fermentata con lievito "standard". All fin fine me la bevo io (e chi mi fornisce l'uva), per cui se viene imbevibile (difficile...) o solo "strana" (magari!) pazienza. Tra poco proverò ad aggiungere non solo il mosto (pastorizzato...) ma anche le vinacce per verificare l'apporto che possono dare.
Ad ogni modo, vale per la IGA quello che ho scritto poco fa per tutto il mondo dell'artigianale: aggiungere l'uva/mosto locale non basta, ci vuole di più se vuoi i miei 5 euri...