Domanda antipatica su tuttomtb

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mutante

Biker cesareus
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e il megavolumone di superprova di tutte le bici sul mercato, al lago di garda? lo avevo praticamente imparato a memoria e poco dopo mi feci comprare una kona hahanna.

comunque diego cugia e autori dovrebbero trovarsi un lavoro. vero.

Pablohoney ha scritto:
..cavolo ricordo anche io la prova degli attacchi manubrio... figo ammodo che spacca abbomba!!!
Luca il pazzo è un manico, e non ci piove, però tra essere bravo ad andare in bici e saper scrivere un articolo su una rivista, c'è differenza...
i suoi articoli sono pieni di krazzi mazzi krasti (quello dei simpson??) e boiate simili, che fanno tanto milanese fighetto yeah io sono quello alternativo e spacco di brutto...
non li reggo, sinceramente mi fanno venire il nervoso.
pace e bene!
 

mutante

Biker cesareus
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bhè insomma, se c'è una salamandra morta non è mica colpa di chi la fotografa.

io sogno una rivista di mtb come la tua.

io compro solo decline.

skwattrinated ha scritto:
Io sogno una rivista di mtb con impostazione seria, grafica sobria, proprietà di linguaggio (italiano, se possibile). Difatti ho smesso di prendere TMB.

Non sopporto il linguaggio da truzzo, le colonne storte con caratteri giallo fluorescente su sfondo di teschi, mi ha dato fastidio il cattivo gusto della foto della salamandra, ho visto qui la foto dei medi alzati e lo trovo squallido... sottolineo: non è che urti la mia sensibilità, in giro c'è di peggio. Ma il fatto che in giro ci sia di peggio non è una giustificazione per pubblicare cose squallide.

Quindi ho fatto l'unica cosa sensata da fare: non lo compro più (e mi tengo pure 6 euri...).
 

skwattrinated

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mutante ha scritto:
bhè insomma, se c'è una salamandra morta non è mica colpa di chi la fotografa.

Sono d'accordo con te: ricordo che nel numero successivo spiegarono che non l'avevano schiacciata loro, che l'avevano trovata così. Resta il cattivo gusto.
Un giorno sì e uno pure leggo sui quotidiani notizie di guerra. Se mi mettessero anche un bel primo piano di un mozzicone di gamba sanguinante appena saltato su una mina antiuomo, lo so che la mina non l'ha messa il caporedattore: però sarebbe di cattivo gusto.

io sogno una rivista di mtb come la tua.

io compro solo decline.

OT: adesso googleegio un po' ma... ce l'ha un sito internet?
 

sembola

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Forse non mi sono spiegato bene, e voglio essere sicuro di non essere frainteso. Io non mi faccio di certo il sangue amaro per una rivista, figurati, ma d'altra parte questo è un forum, deputato per sua natura alle discussioni, possibilmente civili come questa , e non ha senso obiettare che esistono cose "più serie" altrimenti il forum setsso cessa di avere ragione di esistere.

Vado a spiegare più compiutamente il ragionamento NON SUL FREERIDE (che in quanto tale per me è un modo di pensare e di fare totalmente libero e che quindi può comprendere una vasta gamma di atteggiamenti) ma su un CERTO TIPO DI FREERIDE di cui TMTB si fa di fatto alfiere. Che piaccia o no, quello che facciamo e come lo facciamo ha una conseguenza a livello di immagine che, a torto a ragione, influenza pesantemente il giudizio che viene dato dall' esterno; quello che pensiamo NOI di quello che facciamo conta un fico secco, probabilmente chi va in quad sostiene e crede di essere un amante della natura... Ripeto, può piacere o non piacere (se ne è parlato approfonditamente mesi fa con Panzer) ma questo è un fatto incontrovertibile.
Fino a che i biker si sono guadagnata la quota in autonomia, siamo stati visti come dei "simpatici pazzi" o comunque come "escursionisti a pedali" dagli altri utenti della montagna, forse anche perchè il numero di praticanti era indubbiamente minore e, non essendo legato a impianti e furgoni, molto più disperso sul territorio.
Ora, la concentrazione in determinati territori di un numero di biker che incentra sulla discesa, dopo una risalita meccanica, spesso più volte ripetuta, fuori da percorsi dedicati, ha fatto venire meno la "simpatia" verso i praticanti di questa attività, e questo ha innescato conflitti che si potevano risolvere solo in due modi: o con la creazione di di percorsi dedicati fuori dai circuiti escursionistici (come al Cimone) , o con i divieti contro la parte più debole, vale a dire come fa da anni il Veneto e dal 1° maggio 2006 il Trentino. Ecco, in una situazione di effettiva difficoltà secondo me è più produttivo avere negli interessi del movimento un comportamento di basso profilo, senza fornire su un piatto d'argento ai detrattori della mtb tutta intera argomenti di cui non hanno certo bisogno. Non dico che la colpa dei divieti sia di chi fa freeride o di TMTB, ma sostenere che un certo modo di andare in mtb non abbia niente a che farci è come minimo miope; lo so che è più facile dare la colpa ai politici, come se fossere persone calate dall' alto dagli alieni e non elette dai cittadini...

Questa è la mia idea sui divieti e sulla loro genesi, ma tutto questo è abbastanza offtopic. Qui si parlava di un atteggiamento di fondo di una rivista, che io trovo autolesionista nel medio e lungo periodo. Sono totalmente d'accordo che i problemi delle Dolomiti siano ben altri, il principale è l'impatto ambientale del turismo di massa. Il problema è quel turismo di massa porta un sacco di soldi, e noi invece portiamo poco, troppo poco per poter fare la voce grossa. In altre parole il coltello dalla parte del manico non ce l'abbiamo noi, e fornire a chi ci vuole male anche la pietra per affilarlo mi pare poco intelligente.
 

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sembola ha scritto:
..
Fino a che i biker si sono guadagnata la quota in autonomia, siamo stati visti come dei "simpatici pazzi" o comunque come "escursionisti a pedali" dagli altri utenti della montagna, forse anche perchè il numero di praticanti era indubbiamente minore e, non essendo legato a impianti e furgoni, molto più disperso sul territorio.
Ora, la concentrazione in determinati territori di un numero di biker che incentra sulla discesa, dopo una risalita meccanica, spesso più volte ripetuta, fuori da percorsi dedicati, ha fatto venire meno la "simpatia" verso i praticanti di questa attività, e questo ha innescato conflitti che si potevano risolvere solo in due modi: o con la creazione di di percorsi dedicati fuori dai circuiti escursionistici (come al Cimone) , o con i divieti contro la parte più debole, vale a dire come fa da anni il Veneto e dal 1° maggio 2006 il Trentino....

Straquoto, anche se siamo off topic.
 

mutante

Biker cesareus
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si il basso profilo, essere educati, non farsi notare. chiedere permesso. genuflettersi.

l'unica via è l'azione politica (e con questo intendo una politica autoorganizzata, come inondare di lettere i politici trentini. ma di prevenzione, non sul già accaduto). il basso profilo ci spazzerà via e basta, tanto nessuno si lamenterà, tanto nessuno oserà protestare o lo farà educatamente.
un coordinamento rompiballe, che coordini lo sviluppo di aree a uso singolo o multiplo. prendere contatto con le amministrazioni prima di finire nel loro occhio: a certi sport nessuno rompe le scatole, perchè è una rogna.
e qui viene fuori il problema vero del ciclismo: per chi si occupa di ciclismo da strada, il fuoristrada potrebbe tranquillamente estinguersi. per chi fa granfondo e xc, freeride e downhill che ci siano o meno non cambia. inoltre, nessuno dei sopracitati si occupa minimamente di trasformare la bici da giocattolo in mezzo di trasporto, nessuno che si interessi minimamente agli sparuti gruppi che in ogni città lottano per allargare lo spazio all'uso delle bici.

ecco sembola, e qui chiudo l'offtopic, frammentati e di basso profilo siamo pronti per andare a far compagnia al dodo.

sembola ha scritto:
Forse non mi sono spiegato bene, e voglio essere sicuro di non essere frainteso. Io non mi faccio di certo il sangue amaro per una rivista, figurati, ma d'altra parte questo è un forum, deputato per sua natura alle discussioni, possibilmente civili come questa , e non ha senso obiettare che esistono cose "più serie" altrimenti il forum setsso cessa di avere ragione di esistere.

Vado a spiegare più compiutamente il ragionamento NON SUL FREERIDE (che in quanto tale per me è un modo di pensare e di fare totalmente libero e che quindi può comprendere una vasta gamma di atteggiamenti) ma su un CERTO TIPO DI FREERIDE di cui TMTB si fa di fatto alfiere. Che piaccia o no, quello che facciamo e come lo facciamo ha una conseguenza a livello di immagine che, a torto a ragione, influenza pesantemente il giudizio che viene dato dall' esterno; quello che pensiamo NOI di quello che facciamo conta un fico secco, probabilmente chi va in quad sostiene e crede di essere un amante della natura... Ripeto, può piacere o non piacere (se ne è parlato approfonditamente mesi fa con Panzer) ma questo è un fatto incontrovertibile.
Fino a che i biker si sono guadagnata la quota in autonomia, siamo stati visti come dei "simpatici pazzi" o comunque come "escursionisti a pedali" dagli altri utenti della montagna, forse anche perchè il numero di praticanti era indubbiamente minore e, non essendo legato a impianti e furgoni, molto più disperso sul territorio.
Ora, la concentrazione in determinati territori di un numero di biker che incentra sulla discesa, dopo una risalita meccanica, spesso più volte ripetuta, fuori da percorsi dedicati, ha fatto venire meno la "simpatia" verso i praticanti di questa attività, e questo ha innescato conflitti che si potevano risolvere solo in due modi: o con la creazione di di percorsi dedicati fuori dai circuiti escursionistici (come al Cimone) , o con i divieti contro la parte più debole, vale a dire come fa da anni il Veneto e dal 1° maggio 2006 il Trentino. Ecco, in una situazione di effettiva difficoltà secondo me è più produttivo avere negli interessi del movimento un comportamento di basso profilo, senza fornire su un piatto d'argento ai detrattori della mtb tutta intera argomenti di cui non hanno certo bisogno. Non dico che la colpa dei divieti sia di chi fa freeride o di TMTB, ma sostenere che un certo modo di andare in mtb non abbia niente a che farci è come minimo miope; lo so che è più facile dare la colpa ai politici, come se fossere persone calate dall' alto dagli alieni e non elette dai cittadini...

Questa è la mia idea sui divieti e sulla loro genesi, ma tutto questo è abbastanza offtopic. Qui si parlava di un atteggiamento di fondo di una rivista, che io trovo autolesionista nel medio e lungo periodo. Sono totalmente d'accordo che i problemi delle Dolomiti siano ben altri, il principale è l'impatto ambientale del turismo di massa. Il problema è quel turismo di massa porta un sacco di soldi, e noi invece portiamo poco, troppo poco per poter fare la voce grossa. In altre parole il coltello dalla parte del manico non ce l'abbiamo noi, e fornire a chi ci vuole male anche la pietra per affilarlo mi pare poco intelligente.
 

Lampo 13

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Ma si, mi piace, dai, diventiamo come i tifosi di calcio,
creiamo gli ultras del ciclismo, bruciamo cassonetti,
facciamo manifestazioni violente, tiriamo molotov, poi
potremmo fondare delle radio private in cui si parla del
"divo" biker del momento, andiamo al suo matrimonio,
cerchiamo i biscardi, i mosca e i mughini del ciclismo ...

:voxpopul: :twisted: :adore!:



come stà cadendo in basso la nostra società ... :ueh:
 

Borich

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Lampo 13 ha scritto:
Ma si, mi piace, dai, diventiamo come i tifosi di calcio,
creiamo gli ultras del ciclismo, bruciamo cassonetti,
facciamo manifestazioni violente, tiriamo molotov, poi
potremmo fondare delle radio private in cui si parla del
"divo" biker del momento, andiamo al suo matrimonio,
cerchiamo i biscardi, i mosca e i mughini del ciclismo ...

:voxpopul: :twisted: :adore!:



come stà cadendo in basso la nostra società ... :ueh:
STRAQUOTO!!!
ciao
 

Lampo 13

Biker imperialis
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Lodz - Polonia
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A proposito, tanto per chiarire come la penso,
non difendo assolutamente le leggi regionali
tirate fuori dal ceppello dagli amministratori del
Trentino, sono convinto che siano state fatte
con i piedi dietro la spinta di "poteri forti", ma

ritengo che NON esista il diritto per cui chiunque
possa fare qualunque cosa, dove gli pare;
siamo in tanti, troppi probabilmente, e le attività
umane debbono per forza di cose essere regolamentate
per fare in modo che i prepotenti non possano soverchiare
tutti gli altri.
Nel nostro piccolo credo che NON esista il diritto per il
primo biker che si sveglia la mattina di andare con la sua bici
a fare ciò che gli pare, dove gli pare, quando gli pare e
senza prendere in considerazione i diritti degli altri.
Ben vengano, quindi, delle regole che però prendano in
considerazione, alla pari, i diritti di tutti e le necessità del
territorio.
Quanto al dito mostrato in foto, a me non frega nulla, vorrei
però che dopo averlo mostrato a tutti beeeeeeeeeeeep,
così, per lo svago dei lettori! ... e sarebbe ancor più "estremo"!
 

Beppogatto

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caro Sembola, anzittuto continui a non capire quello che ho detto a proposito della vis polemica, ma pazienza. non vedo cosa c'entri l'"esistenza del forum". mah!

per il resto mi trovo in parte d'accordo con te. però è vero che un provvedimento legislativo come quello del Trentino dimostra una miopia della classe politica indiscutibile, e la colpa è della loro scarsa acutezza e non di chi fa fr o dh.
chiaro che l'immagine che si fornisce di uno sport è importante, ma in cosa il fr sarebbe nocivo? in una situazione in cui si viene discriminati per ignoranza tu prendi le parti dell'ignorante. non mi sembra il giusto atteggiamento. dimmi per favore nel dettaglio a quale condotta nociva tmb istiga....mi sembra interessante. drop? salti? linguaggio da rapper? boh..

il problema è solo che il freerider si nota di più. per l'abbigliamento, per la bici ecc..a prescindere da quello che fa. non ho avuto modo di riscontrare condotte negative di freeriders nei miei numerosi giri. anzi, molti sentieri sono manutenuti proprio da chi fa fr o dh. c'è tra chi fr anche chi è maledutaco o stupido, ma nella stessa percentuale che nel xc o nell'escursionismo. ciò che infastidisce è la diversità, la presenza di un estraneo che altrimenti, a piedi o vestito normale, sarebbe invisibile.

mi trovo d'accordo sul fatto, proprio x' si è inevitabilemte sopra le righe, di cercare di essere discreti e particolarmente rispettosi degli altri, ma continua a sfuggirmi quale è il bersaglio della tua crociata contro un "certo modo di"...quale sarebbe questo "modo di"? come poi tmb lo istigherebbe?
 

mutante

Biker cesareus
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ma ti droghi? ma chi ha mai detto una roba del genere?! quando faccio l'esempio di altri sport, parlo dello sci da discesa. chi rompe le balle allo sci da discesa?
nonostante tutto, organizzandosi e coordinandosi, un sport ad altissimo impatto come il motocross riesce a sopravvivere.
nel momento in cui critico il basso profilo, è solo per dire che non serve a nulla. non che dobbiamo metterci a bruciare cassonetti: spegni la tv e connetti il cervello, per favore.

Lampo 13 ha scritto:
Ma si, mi piace, dai, diventiamo come i tifosi di calcio,
creiamo gli ultras del ciclismo, bruciamo cassonetti,
facciamo manifestazioni violente, tiriamo molotov, poi
potremmo fondare delle radio private in cui si parla del
"divo" biker del momento, andiamo al suo matrimonio,
cerchiamo i biscardi, i mosca e i mughini del ciclismo ...

:voxpopul: :twisted: :adore!:



come stà cadendo in basso la nostra società ... :ueh:
 

mutante

Biker cesareus
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infatti, il nulla.
stai dicendo che non sei d'accordo che il primo che si sveglia la mattina terrorizzi gente, spaventi vecchie, abbatta le torri gemelle con la sua bici e faccia il dito medio ai tutori dell'ordine e ai bambini.
contributi lapalissiani, non c'è che dire.


Lampo 13 ha scritto:
A proposito, tanto per chiarire come la penso,
non difendo assolutamente le leggi regionali
tirate fuori dal ceppello dagli amministratori del
Trentino, sono convinto che siano state fatte
con i piedi dietro la spinta di "poteri forti", ma

ritengo che NON esista il diritto per cui chiunque
possa fare qualunque cosa, dove gli pare;
siamo in tanti, troppi probabilmente, e le attività
umane debbono per forza di cose essere regolamentate
per fare in modo che i prepotenti non possano soverchiare
tutti gli altri.
Nel nostro piccolo credo che NON esista il diritto per il
primo biker che si sveglia la mattina di andare con la sua bici
a fare ciò che gli pare, dove gli pare, quando gli pare e
senza prendere in considerazione i diritti degli altri.
Ben vengano, quindi, delle regole che però prendano in
considerazione, alla pari, i diritti di tutti e le necessità del
territorio.
Quanto al dito mostrato in foto, a me non frega nulla, vorrei
però che dopo averlo mostrato a tutti beeeeeeeeeeeep,
così, per lo svago dei lettori! ... e sarebbe ancor più "estremo"!
 

mutante

Biker cesareus
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cacchio quanto siamo offtopic. qualcuno rientri nella discussione, porfavor, sennò il prossimo intervento di lampo13 è sulle mezze stagioni che non esistono più.
 

muldox

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Mutante, sei invitato ad usare toni più rispettosi. Dato che nessuno ti ha dato del pirla o del drogato, cerca di fare altrettanto nei confronti degli altri. Se hai da replicare fallo per favore via MP, grazie.
 

sembola

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una nera e l'altra pure
@mutante: quando parlo di "basso profilo" mi riferisco non certo alla protesta contro i divieti ma all' atteggiamento di fondo della rivista. Sono d' accordo con te al 100% che per lottare contro i divieti, ma anche per reclamare un posto per la bici nella mobilità urbana, c'è bisogno di una strategia "politica" che usi i mezzi di comunicazione per mettere gli amministratori locali di fronte alle loro responsabilità e, se come credo faranno orecchie da mercante, adire le vie giurisdizionali adeguate (ho già scritto in altro topic che la delibera trentina, così com'è, è facilmente impugnabile davanti a un TAR, in quanto non ha nè capo nè coda, non ci sono motivivazioni nè chiarezza etc). In quest'ottica la stampa di settore, che di fatto rappresenta l'immagine del movimento dovrebbe a mio parere comportarsi in maniera responsabile, evitando di fornire munizioni alla parte avversa.



@beppogatto: il forum esiste per discutere, ovviamente in maniera civile. Non tutte le discussioni possono essere condivise, ma ciò non significa che non debbano esserci, meglio un eccesso di opinioni che nessuna opinione.
Detto questo, credo di aver già precisato quale sia l'oggetto della mia "crociata" (definizione abbastanza infelice, ma sorvoliamo).
...la concentrazione in determinati territori di un numero di biker che incentra sulla discesa, dopo una risalita meccanica, spesso più volte ripetuta, fuori da percorsi dedicati, ha fatto venire meno la "simpatia" verso i praticanti di questa attività, e questo ha innescato conflitti...
Ecco, su questi temi non ho mai trovato traccia sulle riviste italiane, meno che mai su TMTB. Nota bene che io non ho mai parlato di maggiore o minore dannosità del freeride o di un certo tipo di freeride, perchè non è questo il punto. Il punto è che l'allargamento (relativo) dei praticanti ha creato occasioni di attrito con altre realtà, con le quali volenti o nolenti dobbiamo confrontarci. E le copertine con i medi sollevati o gli articoli sulle passarelle (che poi i meno intelligenti tentano di costruirsi), i gechi spiaccicati sotto le gomme o le pubblicità della Dainese a mio parere non sono la via migliore per smussare gli attriti.



@Lampo13: io non sono concettualmente contrario ai divieti, ma questi debbono essere motivati e sensati, cosa che non credo nel caso del Trentino, ma anche in quello del Veneto. Io rifiuto il metodo "tutto vietato, salvo eccezioni" perchè non risponde a nessuna necessità reale e impedisce un controllo effettivo. Altra cosa sarebbe stata una regolamentazione basata su divieti mirati, ad esempio per motivazioni ambientali (un biotopo particolarmente fragile, una riserva integrale, una zona di nidificazione....) o turistiche (un sentiero particolarmente frequentato).
 
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