Artemis II: intorno alla luna

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MagicTartaruga

Biker paradisiacus
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la mia domanda era però un'altra: come ne esci?
Se vuoi andare sulla luna, dovrai entrare nell'orbita uscendo dall'effetto fionda.
Il piano di volo di Artemis II (a differenza dell'Apollo 8) non prevede di entrare in orbita lunare ma solo il sorvolo, appunto per evitare le 2 accensione necessarie all'inserimento ed uscita minimizzando i rischi.
 

valerio_vanni

Biker paradisiacus
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E inoltre, se prima o poi si vuole andare su Marte, mi ricordavo che gli astronauti perdono massa ossea quando stanno nello spazio, come si approccia il problema?
Non so se ci sia qualcosa (che so, integratori), per lo più penso che conoscano i rischi e che decidano comunque di correrli.
Un altro problema è quello del sistema sanguigno: i nostri vasi sono "progettati" per reggere pressioni differenti nei vari punti del corpo, se togli la gravità improvvisamente quelli della parte bassa si trovano il sangue che spinge poco, e quelli della parte alta si trovano una pressione eccessiva.
 

albatros_la

Biker paradisiacus
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la mia domanda era però un'altra: come ne esci?
Se vuoi andare sulla luna, dovrai entrare nell'orbita uscendo dall'effetto fionda.
Non scendo in tecnicismi di calcoli orbitali... Comunque, è una questione di velocità in relazione alla distanza dal corpo col quale interagisci, nella fattispecie la Luna. Puoi passare relativamente basso e ad altissima velocità e la tua rotta viene deviata soltanto dalla Luna. Puoi andare un po' più piano ed essere deviato di più nella tua rotta, fino appunto a fare la cosiddetta fionda e tornare indietro verso la Terra. Oppure puoi andare ancora più piano ed essere catturato in pieno dalla gravità lunare e rimanere in orbita attorno alla Luna. Se vai ancora a più piano precipiti direttamente al suolo.
Artemis II ha in tal senso un piano di volo molto più semplice di Artemis I che prevedeva orbite più complesse attorno alla Luna. Il molto vociferato e ben riuscito TLI (TransLunar Injection) è una botta propulsiva che ha già dato tutta l'energia necessaria a realizzare l'effetto fionda. Lungo la rotta solo minimi aggiustamenti sono necessari per mantenere appunto i parametri orbitali giusti per un corretto flyby.
Se vieni catturato dalla gravità lunare al punto da non evadere alle condizioni con cui sei sopraggiunto in prossimità della Luna, l'unico modo è una manovra propulsiva. Fornisci cioè al veicolo l'energia necessaria per evadere dalla gravità lunare e cambiare orbita. Artemis I ha previsto una manovra propulsiva per immettersi nell'orbita di ritorno verso la Terra. Senza di essa, il veicolo sarebbe rimasto in orbita attorno alla Luna.
 

albatros_la

Biker paradisiacus
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Grazie per le risposte. Adesso viene la domanda di ogni appassionato sci-fi. L’idea di creare gravità facendo roteare la capsula su se stessa è veramente fattibile, in vista di un viaggio più lungo? Sulla ISS non mi pare esista.

E inoltre, se prima o poi si vuole andare su Marte, mi ricordavo che gli astronauti perdono massa ossea quando stanno nello spazio, come si approccia il problema?
Non è l'unico problema. Anzi, ce ne sono di molto peggiori, in primis le radiazioni, e non ultimi i problemi di natura psicologica che rendono la selezione di un ipotetico equipaggio un vero dilemma.
Non è possibile, in una navicella (servirebbe una megastruttura di almeno 500mt di diametro) ricreare la gravità artificiale grazie alla rotazione.
il numero di rotazione necessarie sarebbe eccessivo, inoltre l'effetto di coriolis creerebbe problemi (nausea ecc..) all'equipaggio.
Corretto. Il problema principale non è ruotare abbastanza velocemente da creare una gravità artificiale grazie alla forza centrifuga. Il problema è proprio l'effetto Coriolis sul corpo umano.
considerando che andare su Marte richiede dai 6 ai 9 mesi solo andata, gli astronauti rimarrebbero senza gravità per oltre un anno. In che condizioni tornerebbero sulla Terra?

@albatros_la parlavi di effetto fionda. Per fare più giri intorno alla luna come farebbero?
I mesi di viaggio sono un problema per l'esposizione alle radiazioni di fondo e ai burst solari. Oggi come oggi la dose che si beccherebbe un equipaggio a bordo di un veicolo come Orion in un viaggio così lungo sarebbe tale che praticamente, tornassero vivi, sarebbero tutti già ammalati di cose che lascio immaginare.
Schermare di più è possibile ma richiede in genere molto peso e ciò è un fattore fortemente limitante per qualsiasi cosa si debba portare in orbita.

Il viaggio di andata è lungo, quello di ritorno pure e a ciò si aggiunge la permanenza necessaria, perché per tornare in tempi ragionevoli i due pianeti devono essere in posizione favorevole. In pratica si starebbe via molto più della somma dell'andata e del ritorno.

Gli effetti della gravità sul corpo vengono parzialmente contrastati con l'allenamento a bordo, utile ma non sufficiente. Va detto però che su Marte comunque non sarebbero in condizioni di microgravità, perché là la gravità è circa un terzo di quella terrestre. Pertanto da questo punto di vista potrebbero rientrare con uno stato fisico non necessariamente peggiore di chi si è fatto un anno e più sulla ISS.
 

albatros_la

Biker paradisiacus
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Chissà se Omega ha fornito all'equipaggio uno Speedmaster edizione celebrativa...
Da rivendere poi in edizione limitata a un prezzo vergognoso, ovviamente :mrgreen:
Speedmaster X-33, che non è nemmeno disponibile per i comuni mortali.
Ci sono anche dei Breitling al polso di alcuni di loro e se si guarda bene si vede che alcuni indossano anche tre orologi.
 

marco

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Non è l'unico problema. Anzi, ce ne sono di molto peggiori, in primis le radiazioni, e non ultimi i problemi di natura psicologica che rendono la selezione di un ipotetico equipaggio un vero dilemma.

Corretto. Il problema principale non è ruotare abbastanza velocemente da creare una gravità artificiale grazie alla forza centrifuga. Il problema è proprio l'effetto Coriolis sul corpo umano.

I mesi di viaggio sono un problema per l'esposizione alle radiazioni di fondo e ai burst solari. Oggi come oggi la dose che si beccherebbe un equipaggio a bordo di un veicolo come Orion in un viaggio così lungo sarebbe tale che praticamente, tornassero vivi, sarebbero tutti già ammalati di cose che lascio immaginare.
Schermare di più è possibile ma richiede in genere molto peso e ciò è un fattore fortemente limitante per qualsiasi cosa si debba portare in orbita.

Il viaggio di andata è lungo, quello di ritorno pure e a ciò si aggiunge la permanenza necessaria, perché per tornare in tempi ragionevoli i due pianeti devono essere in posizione favorevole. In pratica si starebbe via molto più della somma dell'andata e del ritorno.

Gli effetti della gravità sul corpo vengono parzialmente contrastati con l'allenamento a bordo, utile ma non sufficiente. Va detto però che su Marte comunque non sarebbero in condizioni di microgravità, perché là la gravità è circa un terzo di quella terrestre. Pertanto da questo punto di vista potrebbero rientrare con uno stato fisico non necessariamente peggiore di chi si è fatto un anno e più sulla ISS.

E quindi la seguente domanda non può che riguardare Musk, che sembra afflitto da Trumpite acuta quando spara tempistiche tecnicamente improponibili per un viaggio su Marte. Lo perculate fra di voi?
 

albatros_la

Biker paradisiacus
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E quindi la seguente domanda non può che riguardare Musk, che sembra afflitto da Trumpite acuta quando spara tempistiche tecnicamente improponibili per un viaggio su Marte. Lo perculate fra di voi?
Nell'ambiente c'è molto rispetto per i risultati sul piano tecnico. SpaceX ha indubbiamente rivoluzionato il settore e ci ha messo un po' di pepe, il che non è male perché significa una rediviva concorrenza dopo tanti anni di poco dinamismo. Però parliamo di lanciatori: fondamentali, spettacolari, influenti anche sulla possibilità di fare o non fare certi veicoli in un certo modo, ma pur sempre il primo passo per arrivare nello Spazio (in alcuni ma non tutti, con SpaceX, anche l'ultimo passo). Tante volte pochi intensi minuti. Da lì in poi comincia la parte davvero grossa dell'universo, e lì si gioca un'altra partita.

Sulle tempistiche diciamo che è un maestro della menzogna ma non è certo un pioniere. Lo Spazio è fatto di imprese con margini risibili e rischi giganteschi, finanziari e talvolta umani. Nessuno ci vuole davvero mettere del denaro quanto vorremmo, perciò le carte false, in primis sulle date, sono spesso necessarie. Nessun politico vuole farsi lustro con risultati tra 10 anni. È un gioco delle parti, tra calci in avanti e calci nel didietro. D'altronde se devi convincere gente che è abituata a mentire e non ha scrupoli, devi giocare ad armi pari.

Sull'uomo Musk, si sa, si possono dire tante cose ed è difficile che siano (personalmente) positive, ma si va a finire in politica.
 

marco

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Nell'ambiente c'è molto rispetto per i risultati sul piano tecnico. SpaceX ha indubbiamente rivoluzionato il settore e ci ha messo un po' di pepe, il che non è male perché significa una rediviva concorrenza dopo tanti anni di poco dinamismo. Però parliamo di lanciatori: fondamentali, spettacolari, influenti anche sulla possibilità di fare o non fare certi veicoli in un certo modo, ma pur sempre il primo passo per arrivare nello Spazio (in alcuni ma non tutti, con SpaceX, anche l'ultimo passo). Tante volte pochi intensi minuti. Da lì in poi comincia la parte davvero grossa dell'universo, e lì si gioca un'altra partita.

Sulle tempistiche diciamo che è un maestro della menzogna ma non è certo un pioniere. Lo Spazio è fatto di imprese con margini risibili e rischi giganteschi, finanziari e talvolta umani. Nessuno ci vuole davvero mettere del denaro quanto vorremmo, perciò le carte false, in primis sulle date, sono spesso necessarie. Nessun politico vuole farsi lustro con risultati tra 10 anni. È un gioco delle parti, tra calci in avanti e calci nel didietro. D'altronde se devi convincere gente che è abituata a mentire e non ha scrupoli, devi giocare ad armi pari.

Sull'uomo Musk, si sa, si possono dire tante cose ed è difficile che siano (personalmente) positive, ma si va a finire in politica.

molto diplomatico, ma direi che ci sta. Vediamo quando Space X va in borsa se riesce, come pare, a tirare su capitali ingenti, sarebbe un bel boost per la ricerca.
 

MagicTartaruga

Biker paradisiacus
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molto diplomatico, ma direi che ci sta. Vediamo quando Space X va in borsa se riesce, come pare, a tirare su capitali ingenti, sarebbe un bel boost per la ricerca.
Se con SpaceX riesce a portare i data-center nello spazio ha fatto un altro colpaccio.
 

picca

Biker paradisiacus
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Frontino basco
ESA ESTEC, Noordwijk, Olanda. In mezzo ai tulipani. A Parigi c'è la sede direzionale, qui quella tecnico ingegneristica. Sono qui soltanto per la missione, non lavoro per l'ESA bensì per l'industria.
Sul chi sono, uno spione ha già risposto :smile:

Grazie

Praticamente per tutta la missione, sì. Oggi ci sono mezzi molto più potenti che negli anni 60 e 70. Perciò riusciamo ad avere e trasmettere di tutto. Avrai già visto del footage notevole, come i video della separazione dal terzo stadio, ad esempio, e le foto fatte dalla capsula o dalle fotocamere poste alle estremità dei pannelli solari.
Per come si sviluppa l'orbita, ci sarà una loss of communication sfasata rispetto all'eclissi lunare, perciò quando il veicolo sarà al buio in realtà avrà comunicazione mentre per un periodo sarà ancora al Sole non potrà comunicare. Sono periodi brevi, per fortuna. Quando manca la comunicazione anche noi tecnici da Terra non possiamo monitorare i sistemi di bordo.
Finché c'è possibilità la navicella si connette al DSN, il Deep Space Network, un sistema di comunicazione apposito che sfrutta diverse stazioni a Terra. Quando si è più vicini a Terra c'è la Near Space Network.

Il lanciatore è a perdere. Per come è fatto non c'è possibilità di costruirlo riutilizzabile. Farlo riutilizzabile comporterebbe una missione più complessa.
Non c'è bisogno di ulteriori spari propulsivi d'ora in poi ma soltanto di spari correttivi perché si sfrutta a pieno l'effetto fionda attorno alla Luna.


Uno spione! ;-)

Mi sembra lo abbia detto qualcun altro, è troppo grosso e pesante. Oltretutto cade più lontano nell'Oceano rispetto ai due SRB. I motori sarebbero difficilmente ricondizionabili quand'anche si riuscisse a recuperarli.

Pensa a pedalare là con quei tutoni :smile:

Quella telecamera non è sulla navicella Orion bensì sull'estremità di uno dei quattro pannelli solari. Vengono usati davvero come dei selfie stick per fare foto dedicate ai media e di utilità. La cosa curiosa è che sono delle GoPro 4 modificate per renderle più robuste alle radiazioni e richiuse in case adatti. Si connettono via wifi alla capsula.

Che pubblicità sarebbe, eh?
Aneddoticamente, le immagini della MER sono censurate opportunamente per non vedere ciò che c'è sugli schermi più grandi e che altrimenti risulterebbe leggibile. Quelli piccoli o sono indecifrabili o hanno il privacy filter.
A questo punto potevi rispondere anche a quello che voleva sapere che ci andate a fare .

A parte gli scherzi, complimenti vivissimi...tanta stima.
 
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cicciopasticcio74

Biker urlandum
14/11/14
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Foto dalla capsula Orion

659586013-1493256312169740-2042398293693968717-n.jpg
Certo fa un certo effetto pensare a tutto quello che c'è dietro a questa foto.
Poi ti ci svegli dentro e le uniche notizie che senti e vedi sono schifose guerre fatte da potenti a discapito degli ultimi, dove ammazzano poveri civili per religioni, terre promesse, petrolio ed altre schifezze.
Forse non ce la meritiamo
 

Diavoletto

Biker ciceronis
30/12/18
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CN
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Certo fa un certo effetto pensare a tutto quello che c'è dietro a questa foto.
A me certe foto fanno anche pensare "ma quanto siamo piccoli"? Un po come quando sali in quota in bici o guardi fuori dal finestrino di un areo, e tutte le citta', catene montuose ecc che sembravano coprire distanze enormi, diventano piccole come moscerini. Non oso immaginare come sia visto da lassu'.
 

marco

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A me certe foto fanno anche pensare "ma quanto siamo piccoli"? Un po come quando sali in quota in bici o guardi fuori dal finestrino di un areo, e tutte le citta', catene montuose ecc che sembravano coprire distanze enormi, diventano piccole come moscerini. Non oso immaginare come sia visto da lassu'.

basta anche solo andare in un posto senza inquinamento luminoso (una barca in mezzo al mare, o in montagna) e guardare le stelle. Pensare che la luce che vediamo di alcune stelle è così vecchia di millenni, fa relazionare tutto
 
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