Sabato scorso abbiamo fatto la seconda uscita di sgrossatura del percorso per il prossimo 12 maggio.
Già dalla mattina il cielo non promette niente di buono, e il tempo inclemente ci consiglia di stare a casa.
Abbiamo da segnalare la sezione Cohoddio. Anche qui Luca ha fatto un grande lavoro di ricerca che ora deve essere segnalato in modo chiaro e univoco per i pulitori che nei giorni prossimi, armati di roncole e rastrelli, saranno sul tracciato.
Manco a dirlo, l'appuntamento è il solito. Ci incontriamo e il cielo ci avverte chiaramente quale sarà il nostro destino. Acqua.
La discussione verte sul partire-o-stare (al bar a bere birre).
Smette di piovere e si parte nonostante la possibilità di prendere acqua sia certezza.
La famosa coppia Angiolino&Ullallà è dei nostri. Il progetto di fare un giro-giro serio è svanito per via alla pioggia che ci ha fatto perdere una buona mezz'ora ad aspettare che spiovesse e il granito di Pisanu Mele, reso viscido dalla pioggia, non è certo il posto migliore dove girare. Poi le nuvole basse ne ricoprono le cime come un cappello di soffice lana bianca.
Anche la sommità della montagna che ci attende è coperta da nuvole basse in veloce transito, ma ormai siamo in strada e viaggiamo tra racconti di viaggi nell'emisfero Australe. Sydeney, Bueno Aires, Uluru, El Calafate, Torquay, Puerto Madryn, Melbourne, Perito Moreno... Cohoddio. Piccolo, insignificante luogo a due passi da Gavoi che ci aspetta e ci accoglie con la sua coltre ovattata. Dove le figure lontane e colorate sembrano immagini uscite da una sessione di postproduzione in Photoshop. Le chiome delle grandi querce svaniscono tra le nuvole che le accarezzano e ne bagnano le gemme pronte ad aprirsi al sole di aprile che ora sembra lontanissimo. Ma loro, le querce, sanno che arriverà presto. Viaggiamo lenti e tranquilli tra rocce erose, placche di granito, prati verdissimi... e umidissimi, roverelle nane nate tra i graniti e roverelle secolari nutrite da campi pulitissimi...
Tra una foto, una risata ed un battibecco andiamo avanti a segnare il percorso, pronti a discutere su tutto. ;)
Ci affacciamo un paio di volte su Gavoi ed il lago di Gusana. Il vento che in cima soffia forte ha aperto attorno a noi uno spazio sufficiente a vedere San Giovanni, Fonni e poco più...
Sul granito bagnato non si stà in piedi neanche da fermi e gli scivoloni sono il leit motiv del pomeriggio. Affronto un passaggio poco più che banale da asciutto e timbro il cartellino delle cadute. Il mio gomito destro porta ancora labili segni. Ma sono felice come una Pasqua perchè non ho rotto il cambio e sorido. Mi basta regolarlo... :)
Rientriano asciutti e nonostante il giro brevissimo (scusateci Angiolino&Ullallà) abbiamo passato un paio d'ore di spensieratezza.
Ad uscire non si sbaglia mai! Anche quando sembra che tutto possa andare per il verso sbagliato.
Ciao!