Punt ...non solo piacenza.......

miciolo

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MONTE DINAVOLO E I CALANCHI (PC)



dopo tre anni ritorniamo sui sentieri di casa percorrendo il crinale che divide la Val Trebbia dalla Val Nure passando in ordine a Montebello, Monte Barbieri, Monte Sant'Anna ed infine Monte Dinavolo o Denavolo.

Partiamo da una silenziosa Rallio di Montechiaro iniziando subito a salire con vista Pietra Parcellara



Passiamo nei pressi della Casa Nuova o Cà Donnino



Si sta bene, la temperatura è quella giusta ed il fondo è perfetto.



Superiamo l'abitato degli Ammaini e ci portiamo verso il Monte Barbieri





qualche tratto è rovinato dalle moto, molto presenti su questi sentieri.

...ma non ci sono problemi! I vari motoclub passeranno poi dopo a sistemare....



Arriviamo sui prati del Monte Sant'Anna





Ora possiamo mettere le protezioni, ed iniziare a percorrere la parte alta del trail Bracconieri.

Purtroppo è in stato di abbandono



La seconda parte del trail è leggermente meglio e riusciamo ad arrivare sul trail Frana, sentiero tra i calanchi.











Transitiamo nei pressi di quel che resta della Fortezza di Spettine



e ultimo tratto del trail in discesa parzialmente abbandonato.

Il ponticello rotto nel centro non mi fa pensare che la causa sia stata una leggera moto, son tutti dei bravi e rispettosi ragazzi!! :arrabbiat:
... molto più probabile qualche e-biker in sovrappeso... :nunsacci:



Dolcemente risaliamo sino a Casaleto, sotto al Castellaro dove il sentiero passa ancora nei calanchi.





Ora invece fa veramente caldo e la salita sul Monte Dinavolo da Chiulano per me è un martirio, ma arriviamo in cima.



Dopo aver scambiato quattro chiacchiere con diversi escursionisti iniziamo l'ultima discesa.



Il fondo è perfetto ed il livello tecnico necessario per scendere si è molto abbassato rispetto a qualche tempo fa.





5 minuti e siamo di nuovo a Rallio.



Questa escursione, pur non presentando un dislivello proibitivo (1300 mt), non va sottovalutata da un punto di vista fisico. I continui rilanci ed alcuni tratti molto duri a fine giro si fanno sentire.

Nota positiva è aver trovato la gran parte dei sentieri (non tutti) in uno stato perfetto;
ma non so per quanto!
il risveglio primaverile della natura comporterà l'aumento di rovi e prunoli sui trail con conseguenze non piacevoli su braccia e gambe!!!
..quindi se volete percorrerli fateli al più presto!:medita:
 
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L'ALTRA FACCIA DELLA LUNA



Siamo nella media Val Trebbia, sulla sponda destra del fiume, dove ripercorriamo un'itinerario molto particolare e scenografico ma ahimè poco adatto alle bici (...ma il bello è proprio questo!)

Partiamo dal comodo e capiente parcheggio di Perino dove ci ritroviamo in compagnia di altri frequentatori di sentieri, tutti però con il motore: e-bike, moto e quad.

Subito inizio dolce su tratto misto asfalto/sterrato che porta a Villanova



poi dura sterrata dove raggiungiamo il Rifugio Maramotti OTP-GEA e l'anfiteatro delle Cave d'Amianto.



ora l'escursione cambia; non si pedala più e si spinge e si porta

Siamo sotto le propaggini del Monte Mangiapane e lo smosso la fa da padrone



Qualche breve tratto in cui pedaliamo



ma sappiamo bene cosa ci aspetta....





il fondo del trail all'aperto è sempre su roccia



alle mie spalle i monti Gonio e Belvedere



la nostra cima di giornata è il Poggio Alto a 1237 mt. slm. e sotto belle vedute sulla Val Perino



ultimi sforzi



fatta! Siamo in cima



Panino con calma, su le protezioni ed iniziamo il primo tratto di discesa





Dopo un tratto wild senza sentiero, dove occorre prestare attenzione a residui di filo spinato usati per il bestiame al pascolo, siamo in vista del Sasso Ponticello



Scendiamo sul Green Caz, rovinato nella sua parte iniziale ma fattibile



continuiamo a scendere anche sul trail della Costa Lunga



e siamo alla selletta del Monte Armelio.

Ora potremmo scendere tranquillamente ma, ...non vuoi andare sulla Luna?

Bici in spalla e su!!



il sentiero CAI passa tra le rocce e a piedi lo si percorre senza difficoltà



sino all'inizio della nostra discesa dove rimontiamo in sella



trail stupendo, tutto su roccia in un luogo magico









ormai siamo all'imbocco del Pistino DH



Il Pistino nella sua parte alta presenta un paio di punti molto impegnativi ma poi diventa scorrevole e ben curato.

Non ci sono foto, pensiamo solo a scendere. Con le borracce vuote il nostro obiettivo è raggiungere le "medie" del bar di Perino.

Arriviamo alla sterrata che, con un breve trasferimento, ci porta a percorrere il trail Covid, anche questo trovato in condizioni strepitose





Stavolta è finita davvero e finalmente siamo con le gambe sotto al tavolo a placare la sete con le nostre birre medie :prost:
 
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L'ALTRA FACCIA DELLA LUNA



Siamo nella media Val Trebbia, sulla sponda destra del fiume, dove ripercorriamo un'itinerario molto particolare e scenografico ma ahimè poco adatto alle bici (...ma il bello è proprio questo!)

Partiamo dal comodo e capiente parcheggio di Perino dove ci ritroviamo in compagnia di altri frequentatori di sentieri, tutti però con il motore: e-bike, moto e quad.

Subito inizio dolce su tratto misto asfalto/sterrato che porta a Villanova



poi dura sterrata dove raggiungiamo il Rifugio Maramotti OTP-GEA e l'anfiteatro delle Cave d'Amianto.



ora l'escursione cambia; non si pedala più e si spinge e si porta

Siamo sotto le propaggini del Monte Mangiapane e lo smosso la fa da padrone



Qualche breve tratto in cui pedaliamo



ma sappiamo bene cosa ci aspetta....





il fondo del trail all'aperto è sempre su roccia



alle mie spalle i monti Gonio e Belvedere



la nostra cima di giornata è il Poggio Alto a 1237 mt. slm. e sotto belle vedute sulla Val Perino



ultimi sforzi



fatta! Siamo in cima



Panino con calma, su le protezioni ed iniziamo il primo tratto di discesa





Dopo un tratto wild senza sentiero, dove occorre prestare attenzione a residui di filo spinato usati per il bestiame al pascolo, siamo in vista del Sasso Ponticello



Scendiamo sul Green Caz, rovinato nella sua parte iniziale ma fattibile



continuiamo a scendere anche sul trail della Costa Lunga



e siamo alla selletta del Monte Armelio.

Ora potremmo scendere tranquillamente ma, ...non vuoi andare sulla Luna?

Bici in spalla e su!!



il sentiero CAI passa tra le rocce e a piedi lo si percorre senza difficoltà



sino all'inizio della nostra discesa dove rimontiamo in sella



trail stupendo, tutto su roccia in un luogo magico









ormai siamo all'imbocco del Pistino DH



Il Pistino nella sua parte alta presenta un paio di punti molto impegnativi ma poi diventa scorrevole e ben curato.

Non ci sono foto, pensiamo solo a scendere. Con le borracce vuote il nostro obiettivo è raggiungere le "medie" del bar di Perino.

Arriviamo alla sterrata che, con un breve trasferimento, ci porta a percorrere il trail Covid, anche questo trovato in condizioni strepitose





Stavolta è finita davvero e finalmente siamo con le gambe sotto al tavolo a placare la sete con le nostre birre medie :prost:
Ciao! Siete davvero fenomali! Piacere di avervi conosciuti ieri al parcheggio a fine giro!
 
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Buonasera. Piacere sono Marcello un ragazzo di Piacenza. Volevo chiedere cortesemente una traccia del giro che avete fatto davvero bello. Grazie
Buonasera @Marcello86
Ieri sera ti ho inviato la traccia che mi hai richiesto con MP al fine di evitare malintesi con eventuali utenti che potrebbero scaricarla e pensare di dover affrontare un'escursione "pedalata". :-)
Claudio
Ciao! Siete davvero fenomali! Piacere di avervi conosciuti ieri al parcheggio a fine giro!
ciao @Isabel73
è stato un piacere anche per noi conoscervi. :}}}:
Claudio
 

miciolo

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FORESTE DEL PENNA E DELLE LAME (PR/GE)



è sempre un piacere ritornare in questi luoghi che frequentiamo da una vita nonostante la distanza da Piacenza e la strada in auto non proprio agevole.

Io e Paolino ormai sono più di 50 anni che veniamo grazie al nostro babbo che, fin da bambini, ci ha fatto conoscere questi magici luoghi.
Mi ricordo che anni fa il Rifugio Casermette del Penna non esisteva.
Al suo posto c'era solo una piccola struttura dove una Guardia Forestale vendeva i biglietti per poter accedere alla raccolta dei funghi alla luce di una piccola lanterna.
E anche Ila ormai sono più di vent'anni ...che ci accompagna!!!

Lo start come sempre è dal comodo parcheggio antistante il Rifugio Casermette del Penna dove iniziamo a pedalare su tranquilli sentieri e sterrate in direzione Passo della Spingarda.

Il nostro primo obiettivo è salire sul Monte Aiona a 1701 mt.



Dietro a Ila l'altro "gigante" della zona: il Monte Penna



Decidiamo di raggiungere la Cima Sud dell'Aiona che ospita una caratteristica statuetta della Madonna





La successiva discesa sul versante Aveto inizialmente è in stile freeride





per poi entrare nel bosco



e perdere quota su single trail ultra flow





Questi trail sono perfettamente percorribili, c'è solo un leggero strato di foglie secche



Dobbiamo ora riguadagnare quota per raggiungere il versante nord del Monte Aiona sul Passo del Cereghetto.

Questo è un tratto molto spettacolare e leggermente esposto dove il sentiero tende sempre a franare a causa degli eventi atmosferici







un brevissimo tratto di 3/4 metri potrebbe essere "fastidioso" per chi soffre l'esposto



ma poi si riprende subito a pedalare



Ormai è ora di pranzo e ci fiondiamo al Riparo Moglia Negretta dove sbricioliamo i nostri panini.



Riprendiamo le nostre bici e percorriamo il Pallino Verde, un trail S0/S1 liscio come un biliardo che ci riporta al Rifugio Casermette del Penna.

Ma vuoi finirla qui?
Proprio no!
Destinazione secondo obiettivo di giornata: la cima del Monte Trevine a 1651 mt.

Il Monte Trevine è uno spettacolare rilievo roccioso da dove si gode una splendida veduta delle pareti strapiombanti del vicino Monte Penna.
....ma bisogna arrivarci!

Subito il trail Cuori in faggeta



Altro luogo caratteristico è la depressione della "Nave" che ricorda la chiglia di un'imbarcazione



qualche piccolo nevaio che ancora resiste



ed ora il tratto più duro dell'escursione con bici in spalla per superare il ripido tratto che sale nel bosco.
Dobbiamo anche affrontare diversi rami e tronchi schiantati dalla neve e dal vento





per un breve tratto si pedala anche



molto breve però



ultimi sforzi



finalmente usciamo allo scoperto e ...sorpresa!
Il Monte Penna è sparito coperto dalle nuvole che salgono dalla Liguria



qualche sprazzo di cielo azzurro ancora resiste



l'ultimo canalino in prossimità della cima è sempre impegnativo se fatto con bici al seguito



Attendiamo qualche minuto ma il Monte Penna non si libera dalle nubi e vista l'ora ormai tarda decidiamo di scendere sull'altro versante in direzione Rifugio Faggio dei Tre Comuni







Arriviamo sulla comoda sterrata che passando per la sorgente del fiume Taro e successivamente al Passo dell'Incisa ci riporta al Rifugio Casermette del Penna dove abbiamo la nostra auto.

Birra e torta di pere e cioccolato concludono la nostra escursione. :prost:

In tutto saranno 40 km per 1400 mt di dislivello con zero metri di asfalto.

Sul Training Camp trovate già diverse tracce di giri in zona ampiamente descritti che vi daranno la possibilità di pianificare e studiare escursioni in questo meraviglioso territorio. :medita:
 

miciolo

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I COLORI DELL'OSERO (PC)



Paolino è in ferie e non posso lasciarlo andare da solo per una escursione infrasettimanale.

Decidiamo per qualcosa di non eccessivamente distante in quanto la nostra autista Ila si è eclissata per impegni improrogabili!

Il giro del Monte Osero con partenza dal Lago dei Pini fa al caso nostro.
C'è di tutto: salite pedalate, salite a spinta ma non con bici in spalla, fioriture di orchidee e affini e soprattutto belle, anzi bellissime discese.

Arriviamo alla Cappelletta percorrendo traversi trovati con un fondo perfetto a parte le solite vasche dove c'è acqua anche a Ferragosto e percorriamo le ultime rampe



durissime!!



Arriviamo alla sella tra il Monte Osero ed il Monte Cogno tra fioriture di tarassaco



e di diverse specie di orchidee





Su le protezioni ed iniziamo a scendere





in fondo sulla destra la Val Nure



ed arriviamo ad imboccare i trail che scendono dal Monte Zucchero



trail con un fondo dal grip perfetto





arriviamo all'imbocco del divertente sentiero DH con le sue compressioni



con i suoi passaggi tra le pietre



sulle lastre



e su brevi tratti ripidi



Siamo in fondo con il sorriso dei giorni migliori perchè sappiamo che ci aspetta il nostro solito terzo tempo.
...ma la chiudiamo così?
con Paolino ci si capisce al volo e siamo in sella per un ulteriore risalita di 350 mt di dislivello.

In 40 minuti sbrighiamo la pratica e ci ritroviamo all'imbocco dell'altro trail must della zona: il Freeride Ozzy



anche questo sentiero è in uno stato perfetto







Arriviamo in fondo per la seconda volta sempre più contenti.

A dire il vero potremmo risalire un terza volta per andare a percorrere la nuova variante della Freeride ma direi che i 30 km ed i 1300 mt di dislivello fatti per oggi possono bastare.

Carichiamo le bici sulle auto e via al volo a .....dissetarci :prost:
 

miciolo

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PRIMAVERA IN VAL NURE (PC)



Altra escursione infrasettimanale alla ricerca di spazi aperti in una Val Nure in assetto primaverile.

Questo itinerario, che ricalca una traccia che era contenuta nella preistorica guida di Ila, sono diversi anni che non lo percorriamo ed ora, con la primavera alle porte, è giunto il momento di riesumarlo.

Partiamo da una Centenaro tranquilla con destinazione Monte Aserei.

Passiamo per il bel borgo di Codegazzi dove facciamo anche rifornimento di acqua



Purtroppo il tratto successivo che porta a Molinari è molto rovinato dal passaggio dei trattori dei locals ed il transito non è dei più semplici



I sentieri che abbiamo affrontato sono tutti aperti e perfettamente percorribili



Passiamo anche per l'abitato di Nicelli



e sempre su bel trail con alcuni tratti duri raggiungiamo il Fontanone



il sentiero che porta ai pascoli del Monte Aserei ora è una sterrata



Paolino in salita è un trattore



Sui pascoli diverse orchidee selvatiche



anche diverse vescie di dimensioni ragguardevoli



ambiente veramente rilassante





Raggiungiamo il crinale e scendiamo lato Val Trebbia



oggi i sentieri tecnici non sono pervenuti



incontriamo anche una coppia rientrante dai bagordi della sera prima



Raggiungiamo il Passo del Mercatello, non prima di aver fatto un passaggio anche alla Madonnina del Boscaiolo



Rientriamo in Val Nure passando prima a Grondone e poi a Ciregna tra prati e sentieri





Sotto le rocce dei Groppi di Lavezzera





con calma si prosegue







...se a qualcuno servisse un pitale...



Il rientro verso Centenaro è sempre su trail che al momento sono percorribili



Il giro termina dopo circa 1300 mt di dislivello.

Finalmente niente bici in spalla!!!
 

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GIRO DELLE 4 REGIONI (PC/GE/PV/AL)



Con previsioni meteo ottimali è giunto il momento di ripercorrere l'itinerario che si snoda tra le regioni di Emilia, Piemonte, Lombardia e Liguria per la maggior parte su crinali appenninici iper panoramici.

Lo start è dalla tranquilla località Piani del Lesima tra lepri e caprioli.

Partiamo con passo tranquillo perchè l'escursione non è delle più semplici; non in fatto di tecnica ma di resistenza fisica, è una lunga cavalcata dove si alternano tratti pedalati a tratti a spinta/portage. Le discese sono invece fattibili al 100%.

Il primo rilievo che dobbiamo raggiungere è Il Monte Chiappo a 1700 mt con salite molto dure



con la dovuta calma siamo in cima



Inizia ora la cavalcata sui crinali



Molto intenso il verde dei boschi e dei pascoli su tutti i monti circostanti



Scendiamo sino a Capannette di Cosola



e ci spostiamo sempre su sentiero sui Monti Cavalmurone e Legnà con diversi tratti non ciclabili per le nostre gambe





dietro di me il caratteristico "pallone" del Monte Lesima visibile anche da molto distante che terremo come ultima chicca di giornata.



Il trail non è difficile, occorre solo prestare attenzione ai solchi lasciati dalle moto e non distrarsi troppo a contemplare i panorami durante le discese







Puntiamo ora il Monte Carmo, davanti a me nella prossima foto.



...da non confondersi con il Monte Carmo di Loano

Ci sono ora 10 minuti di facile portage per guadagnare la cima





Ed anche il Monte Carmo è raggiunto.



Scendiamo, dopo aver pranzato, sul versante opposto molto più dolce





e dopo un largo giro prendiamo la via del ritorno



Qualche breve tratto coincide con quanto già fatto all'andata



Ci spostiamo ora verso il "pallone" del Monte Lesima, che altro non è che un radar utilizzato per scopi aeronautici.

La salita verso la cima non è dura; è di più!!



Ultima cavalcata di cresta dove infiliamo tre rilievi: il Monte Tartago (1688 mt), il Monte Terme (1489 mt) e il Monte La Colla (1438 mt)

















Arriviamo alle auto dopo quasi 42 km e 1850 mt di dislivello e ci reidratiamo con le birre e le torte dell'Albergo Prodongo.

Per chi volesse replicare la traccia gpx è qui sotto

 

miciolo

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PARCO DEI CENTO LAGHI (PR)



Il Parco dei 100 Laghi ricopre una zona molto vasta con itinerari che possono soddisfare tutte le categorie di ciclisti, dai gravellisti ai croscauntristi, dagli enduristi agli esploratori cicloalpinisti.
Il tutto a seconda dell'itinerario che si decide di seguire.

Per questa escursione partiamo dall'abitato di Boschi di Corniglio con l'intento di raggiungere due cime: il Monte Navert e la più "scomoda" Roccabiasca.

Essendo la salita della Roccabiasca più impegnativa decidiamo di affrontarla subito.

Ci avviciniamo su comode sterrate e sentieri passando per La Vezzosa



I giochi sono semplici sino alle Capanne di Badignana dove compare la nostra meta ed inizia il sentiero.



il primo tratto nel bosco è abbastanza impegnativo e si sale esclusivamente con la bici in spalla





...ma ormai la Roccabiasca ci ha attratto con i suoi strati di arenaria e dobbiamo per forza arrivare in cima.



Fuori dalla faggeta siamo catapultati in uno scenario da montagna vera su un bel traverso



tra fioriture primaverili



stringendo i denti



un ultimo sforzo e ci siamo



sotto il Lago Pradaccio dove troviamo l'unico e breve tratto esposto



Ila arriva per prima in cima ai 1731 mt della Roccabiasca.



seguita da me e Paolino





Su le protezioni e via per la prima discesa

la prima parte percorre in senso contrario l'ultimo tratto fatto in salita



per poi entrare nel bosco dove una miriade di sassi ci rende la vita molto dura e dobbiamo affrontare parecchi tratti a piedi.

Scendendo il trail diventa più ciclabile sino a raggiungere la forestale che sale al Rifugio Lagoni ed al successivo Passo della Colla.

Iniziamo ora a risalire il nostro secondo obiettivo: il Monte Navert che, come da previsioni, si dimostra meno ostico del Roccabiasca.



Nel frattempo il meteo sta cambiando ma fortunosamente non prenderemo neanche una goccia d'acqua



come sulla Roccabiasca anche qui, fuori dal bosco, spazi aperti



le verdissime vallate sottostanti



e anche i 1653 mt del Monte Navert sono raggiunti



Sulla sommità è un bellissimo pascolo





prestare sempre attenzione al lato strapiombante



stavolta la discesa è perfetta sul trail denominato Cavrones





Perdiamo quota per poi risalire su una forestale dal fondo impossibile che riporta sulla sterrata fatta in precedenza.

Nei pressi del Rifugio Lagoni parte il trail Parmetta, trail molto ruspante dove dobbiamo ringraziare i nostri gps in quanto è un attimo, nella parte alta, perdere il sentiero.



Un bel guado



Raggiungiamo finalmente la civiltà ed in un attimo siamo alla nostra auto.



Per questa escursione di circa 35 km e di più di 1800 mt di dislivello bisogna essere belli motivati ed essere avvezzi al portage.
Comunque nel comprensorio del Parco ci sono tanti altri itinerari che possono soddisfare la gran parte dei biker.

Non pubblico la traccia perchè i segmenti che abbiamo percorso sono presenti in queste due tracce già caricate sul TC


di @P.Fizz


di @FRANCESCO CHIARI
 
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FRAMURA (SP)



PRIMO GIORNO
SAN NICOLAO


Per questa breve vacanza troviamo alloggio sulle alture di Framura e più precisamente nella frazione di Costa.

Costa è sinonimo di tranquillità; siamo a 300 mt slm, con una vista a 180 gradi sul Mar Ligure.
Il paese è solamente pedonale, tutto a scale ed è per questo motivo che, a parte qualche raro escursionista, non incontri anima viva; solo qualche micio.
Solo le campane della Torre Carolingia ci tengono compagnia.



Come prima escursione decidiamo di percorrere i trail che scendono dal Monte San Nicolao, una cimotta di 847 mt di altezza
deturpata da una marea di antenne e ripetitori.

L'ultimo tratto in salita è tutto in doppia cifra su asfalto e lo dobbiamo percorrere tre volte per arrivare all'imbocco dei trail che percorreremo.

Il primo trail è il Baracchino che parte proprio dalla cima (S2 in prevalenza con brevi passaggi sino a S4).

Inizialmente bello flow nel bosco





per poi uscire all'aperto con belle vedute



e bei passaggi su roccia





il trail termina con alcuni passaggi tecnici sull'Aurelia che percorreremo per un breve tratto passando per il Passo del Bracco sino a risalire per la seconda volta sul nostro Monte San Nicolao.

Ci portiamo all'inizio della seconda discesa di giornata: il trail RAI Lunga trovato in eccellenti condizioni

A parte un paio di Jump facilmente bypassabili il trail è molto divertente (S2 con brevi passaggi S3)



il fondo è principalmente su roccia con buon grip









Questa bella discesa termina sempre sull'Aurelia però sull'altro versante.

Ora terza risalita sino all'imbocco del trail RAI corta

Anche questo trail è in condizioni perfette con un fondo da favola (difficoltà S2)







Finalmente le risalite sul San Nicolao sono terminate ed affrontiamo il sentiero Bracco Maneggio che passa ad ovest del Monte dei Rospi.



Ora la traccia che abbiamo costruito prevede il passaggio da Montebello a Castagnola.

Pur trattandosi di un sentiero CAI lo abbiamo trovato in stato di abbandono con erba alta, rovi e diverse piante cadute di non facile superamento con le nostre mtb





Con qualche difficoltà arriviamo a Castagnola dove imbocchiamo il sentiero cementato che ci riconduce a Costa.



Ricapitolando per chi volesse percorrere questi trail:

Baracchino, Rai Lunga, Rai Corta e Bracco Maneggio a maggio 2026 sono perfetti.

Da evitare il tratto da Montebello a Castagnola.

Sul TC tutti questi trail sono già stati caricati.
 

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FRAMURA

SECONDO GIORNO
SULLE ALTURE DI BONASSOLA E LEVANTO




Per questa escursione partiamo sempre dai 300 mt slm della Fraz. di Costa di Framura dove siamo alloggiati.

La traccia che seguiremo prevede tratti molto panoramici non proprio adatti per le mtb.

Pronti via saliamo brevemente su asfalto ed iniziamo un trail che si rivela subito molto ostico, parzialmente chiuso dalla vegetazione e soprattutto con lunghi tratti in contropendenza dove è un attimo finire nella spinosa macchia mediterranea.





Scendendo verso il mare la situazione migliora decisamente



tra le ginestre in fiore



e bei tratti su roccia ferma



Raggiungiamo il Salto della Lepre a strapiombo sul mare



vuoi la foto bella?



ma poi devi ritornare su



la veduta sulla costa lato Bonassola/Framura



lato Levanto



scendiamo a Levanto su scale



Dopo un bel gelato rinfrescante decidiamo di ripartire e ci tocca un tratto di asfalto per riguadagnare quota.

L'asfalto lo condivideremo con parecchi stradisti, tutti gasati per l'imminente passaggio del Giro d'Italia.



Ila passa per prima al traguardo volante :smile:



Siamo proprio dei selvatici!!
I veri ciclisti vengono da lontano per vedere i corridori e noi che che siamo in zona ce ne andiamo senza vederli sul sentiero sopra a Bonassola dove ci troviamo senz'altro più a nostro agio.



Qui va decisamente meglio!



Sulle strette scale di Bonassola



nei pressi della Torre dell'Orologio



Scendiamo al livello del mare e rientriamo a Framura passando sulla ciclovia che utilizza le vecchie gallerie ferroviarie dismesse.



...ma è mica finita qui!

Ci sono sempre i 300 mt di dislivello per arrivare al nostro alloggio di Costa dove ci attende la consueta birra di fine giro!! :prost:
 

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TERZO GIORNO
CRESTA INCISA E FUMARUPE DI DEIVA




Per questa escursione decidiamo di esplorare i trail lato Deiva Marina.

Solita partenza da Costa di Framura in direzione Monte Serro dove, dopo diversi tratti con rampe importanti su sentiero recentemente sistemato ed allargato, raggiungiamo l'inizio della nostra prima discesa: il trail Vigo.

Il Vigo l'avevamo percorso circa 6 anni fa e rispetto ad allora ora la prima parte è stata parecchio allargata e bisogna prestare attenzione ai tronchi di traverso usati per lo scolo dell'acqua, la seconda parte invece in alcuni punti è parecchio scavata.

Comunque arriviamo in fondo (trail senza infamia e senza lode).



Ora ci tocca un lungo tratto di asfalto con morbide pendenze sino ad intercettare il sentiero che sale sulla Cresta dell'Incisa.

I primi metri sono con bici in spalla o a spinta per la pendenza ma poi il trail diventa più ciclabile



Le belle vedute ed i panorami sono limitati dalla vegetazione tranne che in poche occasioni come nella prossima foto
con Ila e la costa di Moneglia



Il trail nella seconda parte è impestato di rocce



Arriviamo al Monte Crocetta



breve tratto vista mare



poi giriamo a sinistra per intraprendere un infinito single trail



con destinazione Mezzema

.

Entriamo nel bel borgo e sempre su asfalto, con alcune rampe, raggiungiamo il must della zona: il trail Fumarupe.

Il Fumarupe è un trail spettacolare, quasi tutto su roccia prevalentemente con difficoltà S2 ed alcuni passaggi S3 soprattutto nella parte finale.

La partenza del Fumarupe tra le ginestre



il fondo roccioso













Arriviamo in fondo, giù le protezioni e dopo un paio di km siamo sul lungomare di Deiva



Immancabile gelato ed anche immancabile risalita sino ai 300 mt di Costa dove la birra artigianale non manca mai!! :prost:


 

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QUARTO GIORNO
SCENDENDO SU LEVANTO




In questa escursione andiamo a mettere le nostre ruote sui trail più gettonati di Levanto: il 28-19 ed il successivo Tornantini.

Partiamo dalla solita frazione di Costa e per evitare una lunga risalita asfaltata decidiamo di risalire per una ripida traccia che diventa sterrata.



andiamo ad intercettare il bel sentiero praticamente in piano che ci porta all'inizio del trail 28-19





Trail perfettamente mantenuto su fondo roccioso





E' senza dubbio insieme al Fumarupe il trail più divertente che abbiamo fatto in questa trasferta





Il trail non è difficile (prevalenza S2 con piccoli salti segnalati da bandierine)





Dopo un breve tratto di bici a spinta arriviamo sul panoramico Monte delle Streghe







dove riprendiamo a scendere



sotto di noi Levanto



sul trail Tornantini (S2/S3)







Il trail Tornantini termina sulla malefica strada del Passo de Bracco percorsa già qualche giorno fa prima del passaggio del Giro d'Italia.



Dolcemente guadagniamo quota ma il caldo delle 13 è opprimente ed arrivo semi scoppiato all'imbocco di un'altra serie di trail nell'area denominata Castagnaccio.

Anche qui una discreta calura e cricetiamo non poco



Su un piacevole e lungo traverso in discesa ritorniamo alla nostra Costa.



Termina qui la nostra vacanza con l'immancabile birra di fine giro.

Molto importante per la pianificazione di queste escursioni è stata la sezione
TRAILGUIDE del TRAINING CAMP (cliccandoci in cima sono elencati tutti gli itinerari caricati in zona 5 Terre.
 

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COLI E I SUOI CALANCHI (PC)



il meteo è incerto e i vari siti prevedono possibili temporali in Appennino.

Per questo motivo ritorniamo sui collaudati trail di Coli nella media Val Trebbia senza salire in quota.

Oltre a Paolino ci fa compagnia il Vallo, trovato in splendida forma, ...nonostante l'età avanzata :-)

Partiamo dal solito parcheggio di Bobbio e, tra una chiacchiera e l'altra, saliamo sino a Coli e successiva sterrata tra le ginestre in fiore.







Arriviamo alla prima discesa: Lagòn Trail

divertente sentiero in pineta



con ultima parte più aperta



terminato il trail Lagòn risalita con clima "tiepido" sino all'imbocco della seconda discesa: gli aerei Calanchi





come ho già scritto tante volte è il mio trail preferito della zona



bei contrasti tra il grigio dei calanchi ed il verde dei boschi



le vedute non mancano anche se è meglio non distrarsi









e finita la discesa si fa rifornimento di zuccheri...



Ora non ci resta che l'ultima discesa della giornata: il must Costa del Cannone che affrontiamo pensando solo a divertirci, in attesa di placare fame e sete .....:prost:

 
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miciolo

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LA CRESTA DEL BINO - VAL NURE (PC)



Per questa escursione ripercorriamo uno degli itinerari che era contenuto nella preistorica guida di Ila "Piacenza e le sue valli in MTB" con alcune interessanti variazioni apportate in itinere.

Siamo in Val Nure e più precisamente a Ferriere dove su asfalto superiamo gli abitati di Canadello, Rocconi e Pertuso.

A Pian Meghino l'asfalto lascia il posto alla bella sterrata



Oltrepassiamo Prato Grande e puntiamo alla prima variazione: una breve A/R sul Monte Roccone.



Dalla sommità si possono vedere entrambi i Laghi Bino e Moo



La discesa è freeride







Perdiamo quota sulla sassosa sterrata sino a Lago Bino



E qui scatta la seconda variazione: "perchè non andiamo sulla cresta del Bino a toccare le guglie?"

Anche questa variazione è una breve A/R molto panoramica





il sentiero è anche relativamente ciclabile





Ognuno si sceglie la propria guglia







Torniamo indietro



boschi e rocce







Pranziamo alla Mòia Longa



ed attraversiamo la prateria di Lago Moo



Passiamo a Fontana Rosa, a San Gregorio e ai Toni dove in alcuni punti il trail si inerbisce



Arriviamo sulla Statale ai Perotti e seguiamo la traccia lungo il Nure.

Sbaglio un bivio e ci ritroviamo a risalire lungo il fiume.

Dobbiamo anche guadare e qui ci sono due scuole di pensiero:

il guado alla marines di Ila con scarpe ai piedi



ed il guado di due poveri fratelli che invece le scarpe se le tolgono





finalmente ritroviamo sull'altra sponda la traccia



Arriviamo alla Ila mobile belli soddisfatti e pronti per il nostro terzo tempo!! :balla-co:
 

miciolo

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LE PIETRE DI PERINO (PC)



escursione sui trail di casa nella media Val Trebbia.

Partiamo dal comodo parcheggio a Perino sotto la Statale 45 ed iniziamo a risalire in direzione della prima pietra: la Perduca.

La prima parte della risalita presenta tratti abbastanza duri ma il fondo asfaltato con zero traffico ci agevola non poco.



Attraverso un inerbito sentiero ci avviciniamo alla Pietra Perduca ed al suo Oratorio di Sant'Anna



Sullo sfondo ruba la scena la Pietra Parcellara



Gli ultimissimi metri non sono ciclabili



ma due foto sulla cresta della Pietra Perduca si fanno sempre volentieri



qui la vasca di acqua piovana abitata dai tritoni ed altri anfibi



l'acqua non è molto limpida ma un tritone riusciamo ad immortalarlo



per la discesa seguiamo inizialmente la via fatta all'andata qualche minuto prima



e ci portiamo in direzione del Passo della Caldarola



per affrontare le tecniche discese del Monte Mosso.

Appena iniziamo lo sterrato al Passo della Caldarola troviamo il fondo leggermente fangoso. I temporali che ieri hanno bagnato la zona a macchia di leopardo qui hanno scaricato ed è meglio non rischiare. Ci sono buone probabilità di restare bloccati dal fondo argilloso del sentiero di avvicinamento utilizzato anche dai motociclisti.

Rapido dietro-front tra una marea di stradisti



Risaliamo sino all'Oratorio dedicato alla Madonna di Caravaggio proprio sotto la Pietra Parcellara



su le protezioni ed iniziamo la discesa, con diversi rilanci in parte pedalati ed in parte a spinta, della Pietra Marcia (che non è altro che la continuazione del crinale della Parcellara)





Arriviamo finalmente all'inizio del trail più famoso della zona: il Pietrail

inizialmente nella frana di rocce



trail sempre molto divertente ed impegnativo









La Trebbia con le sue limpide acque a fare da sfondo



Vuoi finirla qui?

Rigonfiamo le gomme e risaliamo sull'altro versante con destinazione Covid Trail.

Le rampe di Molino Pellegri fatte sotto il sole di mezzogiorno sono belle impegnative ma le portiamo a casa.

Al Capanno di caccia bella rinfrescata generale sotto un bel getto di acqua fresca, ancora qualche breve rampa e siamo pronti per il Covid Trail.

La primissima parte, se devo essere sincero, non la digerisco molto.



ma poi tutto diventa più scorrevole



e pensiamo solo a divertirci



Il giro, manco a dirlo, termina sempre come al solito!

Grazie Paolino :prost: