Punt ...non solo piacenza.......

luca9913

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...IL NOSTRO GIORNO DI RIPOSO

Dopo due escursioni "cicloalpinistiche" consecutive finalmente è arrivato il momento di cambiare attività.

In Val Varaita e più precisamente nella Valle di Bellino c'è la bella Via Ferrata sulla Rocca Senghi che dovrebbe tenerci impegnati per l'intera mattinata.



E' una Via Ferrata impegnativa dal punto di vista fisico, molto atletica e super esposta soprattutto nella sua prima parte.
Presenta alcuni passaggi dove l'essere 1,90 mt di altezza mi ha agevolato, Ila ha tribolato un pelo di più.

Cambre, fittoni e corde fisse sono in perfetto stato.

Si parte subito belli verticali









Sino ad arrivare alla croce sommitale



La prima parte della discesa passa in un buio tunnel utilizzato come polveriera durante la guerra



Il sentiero di discesa si ricongiunge con quello utilizzato all'andata ed in un attimo siamo al Rifugio Melezè a fare quello che ci riesce meglio!!!



La Val Varaita non è solo bici!!!
Tunnel strapiombi!!! Ma te se fuera!!!
 
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PIC DE CARAMANTRAN (3021 MT) E TANTI LAGHI - ALPI COZIE (ITALIA/FRANCIA)



Splendida escursione sul confine italo/francese con l'ascesa alla cima del Pic De Caramantran, uno dei 3000 forse più ciclabili che si possono trovare in zona.

Partiamo da un comodo parcheggio appena oltrepassato l'abitato di Chianale dove il bitume per salire ai 2744 mt del Colle dell'Agnello non fa sconti. Sono circa 9 km per quasi 1000 mt di dislivello che in due ore esatte portiamo a casa.
Essendo mattino di giorno feriale non troviamo traffico.



Al Colle inizia finalmente la nostra escursione; sgonfiamo le gomme consapevoli che non rivedremo più il bitume ma che dovremo affrontare km e km di single trail.

Partiamo in leggera discesa



per poi iniziare a spingere e a portare sino al Col de Chamoussière



Sempre in portage arriviamo con un ultimo breve tratto esposto ai 3021 mt del Pic de Caramantran





La seguente discesa è da antologia



Davanti a noi la Rocca Bianca e l'appuntita Roc dela Niera



sentiero in ottime condizioni



Oltrepassato il Colle di Saint Veran stavolta non restiamo sul sentiero alto che tra un mare di sfasciumi ci porterebbe al Col Blanchet, ma perdiamo quota per andare a vedere il sottostante Lac Blanchet Superieur





scendiamo ancora



su rocce bianche



sino ad arrivare al Lac Blanchet Inferieur



da dove si stacca un agevole sentiero che in poco tempo con un portage leggero ci porta al Col Blanchet



Ora altra bella discesa al cospetto della Roc della Niera



In prossimità dell'asciutto Lago della Niera imbocchiamo un sentiero poco ciclabile che, restando alto, offre belle vedute sui sottostanti Lago Blu e Lago Nero



il sentiero diventa pedalabile



sino ad arrivare in una spianata costellata di laghi e laghetti.

Tra questi spiccano i Laghi Bes



ed il Lac de Longet da cui nasce l'Ubaye



ritorniamo verso il Col Longet su un sentiero più basso con vista sul Monviso



Passiamo in prossimità dei Laghi Bes



ed arriviamo al Col Longet che segna la fine delle nostre fatiche in salita





Ora inizia una discesa ostica, con tratti molto tecnici fino a raggiungere lo scorrevole sentiero abbandonato prima della deviazione



Passiamo anche in prossimità del Lago Blu avvistato dall'alto





e d'un fiato affrontiamo la lunga e tecnica discesa che ci riporta all'auto parcheggiata a Chianale.



Bisogna prestare attenzione ai numerosi escursionisti presenti su questo tratto di sentiero

Questa escursione, se fatta con meteo favorevole, è forse la più bella fatta in zona, con panorami eccezionali e trail che vanno dal flow al tecnico (prevalente S2-S3 con brevi passaggi S4).
 
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VALLE VARAITA: COLLE DI LUCA E I PINI CEMBRI DEL BOSCO DELL'ALEVE' (CN)



e siamo arrivati all'ultima escursione del nostro soggiorno in Val Varaita;

Lo start di questa escursione è da Casteldelfino, borgo dove pare che il tempo si sia fermato.

Breve risalita su bitume sino alla borgata di Bertines dove intercettiamo il bel sentiero che, con diversi tratti a spinta, ci deposita alle case di Pui.



Sul sentiero centinaia di mazze di tamburo (macrolepiota procera) a testimonianza che ormai l'autunno è alle porte.



Superato l'abitato di Pui saliamo su una pedalabile sterrata che abbandoniamo per infilarci nel vallone che porta al Col di Luca.

Inizialmente si pedala



ma poi si spinge o si porta a seconda dei gusti del biker



In tranquillità si arriva ai 2436 mt del Col di Luca



Saliamo ancora per un 150 mt di dislivello con vedute sulla Punta delle Guglie



sino a svalicare nel vallone del Lago di Luca.



Su questo versante scendiamo tra curiosi spettatori



in un contesto molto bello (se il meteo è ok)





giù verso il Lago di Luca





tra i bovini anche un elemento dall'aspetto poco rassicurante (quadrupede a bordo lago) che comunque non ci ha creato problemi



Discesa nella sua prima parte molto bella





tra attente sentinelle



poi la musica cambia e per un bel tratto la discesa non è ciclabile.

Ritorniamo in sella tra i pini cembri del bosco dell'Alevé



sentiero mai impossibile



tra diversi grange a testimonianza del tempo passato



tra muretti a secco





Prestare attenzione, appena prima di arrivare alla borgata di Caldane, alla presenza di bovini al pascolo.
Insieme ai bovini c'è un botolo ringhioso che è maledettamente attratto dai nostri copertoni.
Questo giro l'avevamo fatto due anni fa ed anche allora il fenomeno aveva tentato di addentare le nostre gomme.

Rientriamo a Casteldelfino percorrendo con bici al fianco il "Budellino"



La traccia gpx è la stessa che avevamo caricato sul TC 2 anni fa:

https://training.camp/it/route/2165/valle-varaita-colle-di-luca/

Solitamente, per le nostre vacanze, siamo sempre alla ricerca di posti nuovi e non ritorniamo mai dove abbiamo già messo le nostre ruote.
In Val Varaita, valle OCCITANA in provincia di Cuneo, è diverso; è già la terza volta che ci torniamo e posso affermare che insieme alla Val Maira e alla Val Stura garantisce sempre escursioni cicloalpinistiche per tutti i gusti.
 
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CONTEA DI COLI (PC)



siamo rientrati alla base dalla nostra esperienza in Val Varaita nel Cuneese e, dopo un deludente sabato micologico, vediamo di recuperare andandoci a divertire sui bei trail della Contea di Coli.

Partiamo da Bobbio dove insieme a Paolino iniziamo a salire per la tranquilla strada asfaltata in direzione Coli.

Con qualche taglio con bici a spinta prendiamo quota ed arriviamo al primo trail di giornata: il Poggio dei Castelli

è forse il trail che godo di meno, dove a causa della poca luce e della mia vista da talpa sono parecchio in difficoltà

...ma lo portiamo a casa!









Atterriamo sulla strada asfaltata che porta a Peli, dove in lontananza sentiamo musica ed un sottofondo festaiolo di Sagra di paese.
Persone normali sarebbero attratte dalla Sagra: metteremmo i piedi sotto al tavolo ed avremmo risolto la giornata.
...ed invece... ci flagelliamo ben bene sulla bella salita che dagli Averaldi porta ad imboccare la salita che conduce al Sant'Agostino DH.



Posto molto bello



Iniziamo il Sant'Agostino DH



belle vedute sulla Val Trebbia



poi solita faggeta da favola



con le sue curve e controcurve



Arriviamo nei pressi dell'inizio del terzo trail di giornata: il Lagon trail



trail principalmente in pineta molto bello e flow nella sua prima parte,



un pò più tecnico e ripido nella seconda



Ora purtroppo c'è un breve tratto su asfalto



sino ad imboccare l'ultimo trail di giornata: il Costa del Cannone



divertentissimo





e molto panoramico nella sua prima parte





si vede che è un trail molto frequentato, soprattutto dalle pesanti e-bike, dalla presenza di un fastidioso canale centrale

...ma basta stare alti



Ila si sta proprio divertendo, il trail è tecnico al punto giusto e non presenta difficoltà particolari



Arriviamo in fondo pienamente soddisfatti ed in un attimo siamo alle auto.

Alla fine saranno circa 1400 mt di dislivello per poco più di 32 km dove le discese sono in grado di divertire anche i biker più esigenti.
 
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MONTE PIZZOCOLO (BS)



Dopo un'intensa attività micologica con Ila si decide che è giunto il momento di riprendere a pedalare.

Dove andiamo?

Scartiamo il territorio piacentino al fine di non farci traviare dalla ricerca dei funghi e decidiamo per un'escursione in terra bresciana.

La scelta cade sul Monte Pizzocolo da cui si può godere di uno splendido panorama sul sottostante Lago di Garda e sulle montagne circostanti sino ad intravedere i gruppi dell'Adamello, della Presanella e del Brenta.

L'ultima volta siamo saliti sul Pizzocolo tre anni fa ed il ricordo è di una bella massacrata in salita e discese bruciafreni.

Partiamo da Barbarano dove c'è un comodo e capiente parcheggio gratuito.

Saliamo per San Michele e per le dure rampe del Pirello sino ad arrivare a Passo Spino.

Ancora dure rampe ed usciamo finalmente allo scoperto dove si aprono le vedute.



Questa è la parte più bella del giro, anche se ci sono alcuni brevissimi tratti di portage o spintage





Arriviamo in cima ai 1581 metri di altezza della sommità dove finalmente possiamo tirare il fiato

Ila si studia tutti i suoi monti



io, molto più patriottico, vedo di recuperare le forze sotto la bandiera



Dopo un paio di panini con coppa rigorosamente piacentina si ragiona meglio e siamo pronti per la discesa



importante è non farsi distrarre dal panorama



perchè il primo tratto di discesa che ripercorre il sentiero fatto all'andata presenta alcuni tratti "croccanti"





Arrivati ad un cartello segnaletico parzialmente divelto giriamo a sinistra in direzione Lago



Ila tenta di raggiungere il parapendio più sotto



Sentiero molto selvaggio, sembra di atterrare sul sottostante Toscolano



....anche molto ripido



ancora grandi vedute



Praticamente il divertimento termina qui.

Una ripida sterrata e poi successivamente uno scassato trail denominato " Pedrosso", estremamente rovinato dall'acqua, ci portano a valle



Su un tranquillo ciottolato scendiamo a Gardone



e dopo qualche centinaio di metri siamo alla Ila mobile.

Itinerario che ha messo a dura prova la nostra resistenza sia per le dure salite (alla fine saranno quasi 1800 mt di dislivello), sia per il caldo (ancora 30 gradi).

Le gran belle vedute hanno in parte mitigato la delusione della discesa nella seconda parte; una ripida sterrata con binari in cemento ed un ripido e scassato trail con boccioni di tutte le dimensioni.




 

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BIKE AND MUSHROOM

Questo week end dobbiamo decidere tra due nostre grandi passioni: bici o funghi?

Il sabato non abbiamo dubbi; viste le previsioni meteo con abbondanti precipitazioni non andiamo da nessuna parte.

...ma la domenica?

Ormai anche l'andar a funghi è diventato un lavoro, sembra impossibile ma le buttate miracolose delle ultime settimane ci hanno tolto il piacere della ricerca. Funghi ovunque, anche i meno esperti hanno avuto la possibilità di portare a casa cestini di profumati porcini e di squisiti ovuli.
I boschi sono invasi da cercatori di funghi improvvisati e non c'è un week end che non venga richiesto l'intervento del Soccorso Alpino per gente che si perde, che si fa male o che purtroppo ci lascia la vita.

Con queste premesse andiamo in bici dove sappiamo che troveremo un fondo drenante nonostante le piogge del giorno prima.

Partiamo da Ferriere nella nostra Val Nure dove ci sorbiamo l'asfalto sino a Pertuso per poi guadagnare quota sulla bella sterrata che porta a Prato Grande.



Arriviamo a Prato Grande e anche se siamo in tenuta estiva fa decisamente fresco



Dopo esserci fermati per una barretta al salame dai ragazzi del Rifugio Monte Ragola proseguiamo verso i Laghi



Arriviamo a Lago Bino, sempre bello



sulla sua superficie si vedono ancora le piante che in un determinato periodo dell'anno lo ricoprono di ninfee





Il lago non è alto e passiamo anche sull'altra sponda







Scendiamo per la sassosa sterrata sino ad intercettare il tecnico trail che scende a Lago Moo



Qualche tratto rilassante



Sulla prateria di Lago Moo



Non ci complichiamo la vita cercando di evitare il fango percorrendo sentieri e sterrate dal fondo drenante





Ed in un attimo siamo a Ferriere alle auto.

Ed i funghi?

Ci sono, ci sono! Ila è un cecchino infallibile

 

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AUTUMN IN DOLOMITI DI BRENTA (TN)



Non ancora guariti da influenza e raffreddore Ila e da Covid io, decidiamo che non possiamo passare la mia ultima settimana di ferie di quest'anno a casa.
Siamo in dubbio se andare in Liguria come fanno i nostri coetanei oppure salire in Val Rendena in Trentino per vedere lo spettacolo dei larici che si colorano in questa stagione.
Decisione presa: ....si va in Trentino dove la ressa dei turisti è sparita ed i trail sono tutti per noi e per Yoghi e Bubu.

L'itinerario è il classico che facciamo almeno una volta all'anno, partendo però da Sant'Antonio di Mavignola.
In questo modo risparmiamo circa 300 mt di dislivello che, visto il nostro stato di salute, è tanta manna.

All'ombra fa decisamente fresco; i 5 gradi della partenza ti obbligano a coprirti con un leggero antivento che sparirà non appena il sole farà capolino.

Pedalando tranquilli raggiungiamo sulla comoda sterrata Madonna di Campiglio ed il successivo Campo Carlo Magno.

Ora dobbiamo affrontare la bella strada bianca che, con qualche rampa micidiale e senza anima viva, ci porta al Rifugio Graffer



inizia lo spettacolo dei larici in fiamme



i giganti del Gruppo del Brenta iniziano a comparire



anche sul lato opposto non si scherza con la sagoma affilata della Presanella



Oltrepassiamo il Rifugio Graffer e puntiamo il Rifugio Stoppani, dove si spinge la mtb per diversi tratti a causa della pendenza e del fondo ghiaioso.



Raggiunto il Passo del Grostè continuiamo a salire in direzione Cima Grostè



con sullo sfondo la Val di Non



giornata dal meteo stupendo



alla panchina breve sosta



e via nel cuore del Brenta



con alcuni brevi tratti di portage





alternati a tratti dove riusciamo a stare in sella





questo tratto, anche se non è completamente ciclabile, è decisamente il più bello



bisogna sempre guardare con attenzione dove si mettono le ruote





micro crepacci sono sempre presenti sulle bianche placche che stiamo percorrendo





per altri brevi tratti le nostre mtb salgono sulle nostre spalle



davanti, lo spettacolo delle nevi dell'Adamello



Scendiamo ad incrociare il sentiero che proviene dal Rifugio Tuckett



Cima Grostè è sempre uno spettacolo



giù c'è foschia ma qui a 2500 non c'è una nuvola



Ripassiamo al Rifugio Graffer e scendiamo in Vallesinella



verso la Corna Rossa



sopra la mia testa diversi corvi controllano la mia discesa



il trail è spettacolare, difficile il giusto





Alla Malga Vallesinella di Sopra troviamo questo....



Sempre tra i colori dei larici



e dei pini sul bel sentiero dell'Arciduca e dei faggi sulla bella discesa che scende al Ex vivaio in Vallesinella



Arriviamo belli provati a Sant'Antonio contenti di essere riusciti a portare a termine questa escursione che con i suoi 1600 mt di dislivello ci ha impegnati non poco.

Un giro del genere è senz'altro la miglior medicina, sono spariti quasi tutti i sintomi che avevamo all'inizio dell'escursione!!!
 
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Non ancora guariti da influenza e raffreddore Ila e da Covid io, decidiamo che non possiamo passare la mia ultima settimana di ferie di quest'anno a casa.
Siamo in dubbio se andare in Liguria come fanno i nostri coetanei oppure salire in Val Rendena in Trentino per vedere lo spettacolo dei larici che si colorano in questa stagione.
Decisione presa: ....si va in Trentino dove la ressa dei turisti è sparita ed i trail sono tutti per noi e per Yoghi e Bubu.

L'itinerario è il classico che facciamo almeno una volta all'anno, partendo però da Sant'Antonio di Mavignola.
In questo modo risparmiamo circa 300 mt di dislivello che, visto il nostro stato di salute, è tanta manna.

All'ombra fa decisamente fresco; i 5 gradi della partenza ti obbligano a coprirti con un leggero antivento che sparirà non appena il sole farà capolino.

Pedalando tranquilli raggiungiamo sulla comoda sterrata Madonna di Campiglio ed il successivo Campo Carlo Magno.

Ora dobbiamo affrontare la bella strada bianca che, con qualche rampa micidiale e senza anima viva, ci porta al Rifugio Graffer



inizia lo spettacolo dei larici in fiamme



i giganti del Gruppo del Brenta iniziano a comparire



anche sul lato opposto non si scherza con la sagoma affilata della Presanella



Oltrepassiamo il Rifugio Graffer e puntiamo il Rifugio Stoppani, dove si spinge la mtb per diversi tratti a causa della pendenza e del fondo ghiaioso.



Raggiunto il Passo del Grostè continuiamo a salire in direzione Cima Grostè



con sullo sfondo la Val di Non



giornata dal meteo stupendo



alla panchina breve sosta



e via nel cuore del Brenta



con alcuni brevi tratti di portage





alternati a tratti dove riusciamo a stare in sella





questo tratto, anche se non è completamente ciclabile, è decisamente il più bello



bisogna sempre guardare con attenzione dove si mettono le ruote





micro crepacci sono sempre presenti sulle bianche placche che stiamo percorrendo





per altri brevi tratti le nostre mtb salgono sulle nostre spalle



davanti, lo spettacolo delle nevi dell'Adamello



Scendiamo ad incrociare il sentiero che proviene dal Rifugio Tuckett



Cima Grostè è sempre uno spettacolo



giù c'è foschia ma a qui a 2500 non c'è una nuvola



Ripassiamo al Rifugio Graffer e scendiamo in Vallesinella



verso la Corna Rossa



sopra la mia testa diversi corvi controllano la mia discesa



il trail è spettacolare, difficile il giusto





Alla Malga Vallesinella di Sopra troviamo questo....



Sempre tra i colori dei larici



e dei pini sul bel sentiero dell'Arciduca e dei faggi sulla bella discesa che scende al Ex vivaio in Vallesinella



Arriviamo belli provati a Sant'Antonio contenti di essere riusciti a portare a termine questa escursione che con i suoi 1600 mt di dislivello ci ha impegnati non poco.

Un giro del genere è senz'altro la miglior medicina, sono spariti quasi tutti i sintomi che avevamo all'inizio dell'escursione!!!
Mi aveva portato grip tanti anni fa che posto stupendo
 
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VALAGOLA E SENTIERI IN VAL RENDENA (TN)



Altra bella escursione in Val Rendena sfruttando le strade forestali per la salita ed i single trail per la discesa.

Partiamo ancora da Sant'Antonio di Mavignola sempre per risparmiare qualche centinaio di metri di dislivello con destinazione Lago di Valagola.

Sterrata liscia come un biliardo con i colori autunnali del bosco



Arriviamo nei pressi della Malga di Valagola



e dell'omonimo lago dalle acque trasparenti





costeggiamo il lago



ora dobbiamo affrontare dure rampe a spinta per noi infattibili in sella



Sono circa 250 mt di dislivello che però passano in fretta



In passato questo trail era vietato alle bici; ora la situazione è migliorata ed il cartello di divieto è stato sostituito da quello che abbiamo fotografato qui sotto



Riprendiamo a pedalare



in un ambiente da sogno senza incontrare anima viva



Non c'è solo il Brenta ma sull'altro versante compare tra le nubi anche l'Adamello



Alla Cappelletta del Passo Bregn de l'ors pranziamo sotto un tiepido sole



Il panino con davanti lo scenario del Gruppo del Brenta con il Rifugio XII Apostoli è ancora più buono.



Riprendiamo a pedalare verso Malga Movlina



il trail è fin troppo semplice, ma va bene così!!





Prima della Malga Movlina scende un sentiero, inizialmente su prato



poi nel bosco tra mille radici





anche tratti flow



Arriviamo alla Malga Bandalors da dove parte il trail che ci porta a Pra Rodont



Questo trail NON E' tutto pedalabile e ci sono diversi brevi tratti a spinta per superare gradoni e radici

Ila si diverte ugualmente



il panorama del Brenta è sempre magnifico



unico porcino trovato ma lasciato sul posto



Il trail presenta anche qualche breve tratto flow



tra l'erba ingiallita



Dopo Pra Rodont ci spostiamo su comoda forestale sino ad imboccare in successione i trail Circinà e Cavradoss, garanzia di divertimento.
Su questi due trail, trovati in condizioni ottimali, abbiamo rinunciato alle solite foto per scendere senza interruzioni.

Solo uno scatto



Terminato il trail Cavradoss oltrepassiamo l'omonimo ponte ed in un attimo siamo alla Ila mobile a Sant'Antonio.

Credo che questo sia il periodo migliore per girare in Val Rendena: colori magnifici, zero confusione e temperature che ancora ti permettono di girare in pantaloncini corti e maglietta!!
 

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PRADALAGO E LAGO NAMBINO (TN)



L'ultima escursione in Val Rendena, manco a dirlo, parte da Sant'Antonio di Mavignola; dove su strada secondaria raggiungiamo una deserta Madonna di Campiglio ed il successivo Campo Carlo Magno.

Lasciamo la strada principale per salire sul versante fronte Dolomiti di Brenta

Superata Malga Zeledria ben presto i tratti sterrati diventano cementati e davanti a noi si presentano rampe dalle pendenze assurde



Si spinge sino ad arrivare finalmente dove la sterrata spiana



sull'altro lato della Valle i primi avamposti del Brenta



Con i larici nella loro livrea autunnale



Purtroppo la zona, pur presentando un colpo d'occhio notevole sulle cime circostanti, è parecchio devastata dagli impianti.

Arriviamo al laghetto in prossimità del Rifugio Viviani-Pradalago





La nostra prossima tappa è il Rifugio Nambino che con il suo omonimo Lago si trova in una posizione top!

Ma per raggiungerlo dobbiamo scendere per un sentiero al fianco delle piste e poi intraprendere un single trail con parecchi tratti gradonati non pedalabili dove occorre portare al fianco la bici.





Arriviamo al Lago Nambino







Dopo aver scambiato 4 chiacchiere con il simpatico gestore del Rifugio davanti a strudel e cioccolata siamo pronti per raggiungere il sottostante Patascoss.

Il sentiero che porta al Patascoss è il B06 detto anche Bolognini ed è liscio come un biliardo per permettere anche alle persone con disabilità di raggiungere la conca del Lago Nambino.
Il rovescio della medaglia è che è vietatissimo alle bici, ai cavalli e ad ogni sorta di mezzo di locomozione che non siano le gambe (carrozzine per disabili escluse).
Noi l'abbiamo percorso a piedi con le bici al fianco ma vi posso assicurare che è stata dura resistere a non salire in sella.
Importantissime sono state le parole del gestore del Rifugio che ci ha confermato che i controlli vengono effettuati anche nei periodi morti ed ogni tanto qualche multa ci scappa.

Risaliamo in sella al Patascoss ed oltrepassiamo Malga Ritorto proprio nell'orario dove i turisti escono dai locali con le pance piene.

Vabbè, noi ci accontentiamo delle vedute sul Brenta



Scendiamo sulle passerelle che ci permettono di superare le zone umide prima dei ruderi della Milegna



Nel Brenta gli Sfulmini sono sempre uno spettacolo



Passata la Milegna scatta il divertimento sui bei sentieri che scendono a valle a Sant'Antonio dove, dopo aver oltrepassato le prime case, ritroviamo la nostra auto.

Escursione di cui non pubblico la traccia sul TC in quanto non il massimo da un punto di vista ciclistico e soprattutto a rischio multe qualora si decida di percorrere in sella il trail che scende dal Lago Nambino.
 

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MONTE CROCIGLIA (PC)

Si ricompone il trio con Paolino per una escursione in Alta Val Nure.

Partiamo da Pertuso dove iniziamo a risalire lungo la piacevole sterrata che, passando sotto il Monte Ragola, porta al Passo dello Zovallo.



E' un continuo alternarsi di sole e nubi con la costante del forte vento che spira in continuazione.

Quando ci sono queste giornate ventose non è piacevole percorrere i crinali e le cime dei monti. Ci andremo vicino ma cercheremo di restare il più possibile riparati.

Dopo il Passo dello Zovallo arriviamo a Prato Piccolo



A queste quote il foliage è già sparito ed un tappeto di foglie scricchiola sotto le nostre ruote



Oltrepassiamo Prato Grande ed arriviamo in prossimità del Monte Bue,



Non saliamo in vetta a causa del forte vento e percorriamo di conseguenza il bel sentiero che parte a destra





sino ad imboccare il single trail che porta al Groppo delle Ali



luogo molto panoramico, è anche il punto di arrivo della Ferrata Mazzocchi che vi consiglio di fare se non soffrite l'esposto.







Ila e Paolino con dietro la cresta del Monte Nero



passato il Groppo delle Ali inizia un altro sentiero poco segnato, molto bello che presenta però qualche breve tratto non proprio adatto alle mtb



qualche tratto ripido



ma nel complesso un ottimo sentiero con bella discesa sino a Fontana Gelata.

Scendiamo ancora



Sino ad intercettare il bel trail che, con dure rampe, ci porta praticamente a Passo Crociglia.







Arriviamo alla base del Monte Crociglia



con il suo Angelo sul pianoro sommitale



Scappiamo subito per il vento e scendiamo su sentiero verso il Rifugio del GAEP



per poi percorrere un tratto con bici al fianco



Picchiata su sterrata sino all'abitato di Selva, per poi scendere ancora sino in fondo alla valle dove scorre un giovane Nure







Perdendo quota troviamo anche i colori del foliage



nello splendido castagneto di Pertuso.



Ancora qualche up and down e siamo alla Ila mobile dove carichiamo al suo interno le nostre tre bici ed inizia la cantata che durerà sino a casa.

...strano!! oggi neanche una goccia nonostante la performance canora!! :mrgreen:
 

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PIETRAIL E COVID A PERINO (PC)

Avendo solo la mattina a disposizione e volendo evitare il fango dove si va?

Perino è il posto giusto; in poco più di mezz'ora si arriva da Piacenza ed i trail saranno senz'altro percorribili senza infangarsi.

Partiamo risalendo sulla sponda sinistra della Trebbia scaldandoci immediatamente sotto un tiepido sole su asfalto sino all'abitato di Brodo dove inizia lo sterrato con bella vista sulla Pietra Parcellara



con un alternarsi di brevi discese e di brevi tratti a spinta arriviamo alla Pietra Marcia



ora discesa sino all'inizio del Pietrail





All'inizio del Pietrail nel tratto della frana liberiamo il trail da diversi massi in traiettoria forse spostati dalle moto (ci sono i segni dei pneumatici) o dall'acqua.



Ora si passa bene



Il Pietrail è sempre bello divertente!







coi suoi ripidi



il fondo è perfetto





arriviamo in fondo vista Trebbia



breve trasferimento



e siamo alle auto dove rigonfiamo i nostri pneumatici e risaliamo sull'altro versante

un piccolo torrente da attraversare



passaggi in pineta



breve sosta alla baracca dei cacciatori



e via, coi colori autunnali verso l'imbocco del trail COVID



il trail, essendo sul versante in ombra, è leggermente umido ma perfettamente percorribile



anche per cavalletta Ila



Il rientro a Perino è rapido dove ci attende il nostro solito terzo tempo! :prost::sbavon:
 

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VAL TREBBIA GENOVESE



Riprendiamo le bici dopo aver lisciato 2 week end causa fango e mal tempo andando a percorrere i tecnici trail dell'Alta Val Trebbia in Provincia di Genova.

Se arrivate da Piacenza o dalla Lombardia dovrete portare un po' di pazienza sulla Statale 45 a causa degli innumerevoli cantieri con tratti a senso unico alternato regolati da semafori che logicamente, per la maggior parte delle volte, sono rossi.

Con Paolino arriviamo a Gorreto, primo paese ligure dopo il confine regionale, dove ci attende Luca.

Scaricate le bici siamo pronti a percorrere il tratto più freddo del giro, i tre km che ci separano da Rovegno tutti all'ombra e con
temperatura sotto lo zero.

Salendo troviamo il sole e la situazione mani e piedi migliora nettamente.

Passiamo alla spettrale EX Colonia



e poi su asfalto oltrepassiamo l'abitato di Pietranera e pedaliamo sino quasi a Foppiano, dove svoltiamo a destra sulla bella sterrata che ci porta in quota.

Saliamo sino all'imbocco della discesa del Cancello Basso

Trail tutto su roccia con un grip pazzesco



Luca riprende confidenza con la bici dopo un lungo periodo di stop forzato.



Conoscendo le traiettorie il trail risulta molto diverte







anche Ila e Paolino si divertono non poco



..basta lasciarla andare...





alcuni tratti sembrano impossibili, ma basta scegliere la traiettoria giusta...





purtroppo ormai siamo in fondo



Togliamo le protezioni e siamo pronti per la risalita del Crescione prima su asfalto e poi su sterrata.

Al sole non si sta male e durante la risalita riesco a stare anche in maniche corte



Saliamo sino a Passo Ertola dove con diversi up and down ci portiamo sulla parte alta del trail Mirtilli Neri



c'è un lungo tratto in faggeta



nel versante a nord la spolverata di neve della scorsa settimana resiste



Intanto le ombre si stanno allungando e noi dobbiamo ancora affrontare due impegnative discese







Arriviamo all'imbocco del trail La Ciappa

la primissima parte è un po' rovinata da acqua e moto ma poi diventa bellissima



Ila e la Luna



all'imbocco del canalone che scende a Foppiano



il primo tratto è ok



poi bisogna prestare molta ma molta attenzione alle lastre di pietra ricoperte dal ghiaccio dove è un attimo scivolare.

Arriviamo in fondo al torrente vivi dove ravaniamo un poco per intercettare il sentiero che ci porta sull'ultima discesa del Crocione.

Qui si alternano tratti semplici a tratti veramente molto difficili con le foglie che ricoprono il trail nascondendo pericolosamente sassi e legni.

Questa è la discesa più wild e più difficile!!





La discesa termina nei pressi delle case di Rettagliata e per noi sarebbe molto semplice scendere su asfalto ed arrivare alle auto.

Ma chiudiamo il giro così?? Sguardo d'intesa ed andiamo a percorrere la vecchia strada sterrata che porta a Garbarino ormai in stato di abbandono.
Qui purtroppo c'è una bella frana da bypassare dove occorre aiutarsi l'un con l'altro.



A Garbarino scendiamo sulla Statale 45 ed in un attimo siamo alle auto.

Giornata finita?? Ed il terzo tempo??

La soluzione in zona è sempre a portata di mano!!

La Trattoria di Rocca Corvi, con il suo gentile proprietario, è in grado di placare le ire funeste dei nostri appetiti anche alle 17.30.

Salumi e formaggi, insalata russa e giardiniera ed infine tiramisù fatti al momento come se non ci fosse un domani!!



Io e Ila abbiamo messo piede in casa alle 8 di sera!!!

Bella giornata! Grazie ragazzi!! :}}}:
 

windfed

Biker extra
6/7/14
730
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Piasintein dal sass!
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Trek Rail 9.9 & BMC RoadMachine02
È uno dei miei percorsi preferiti, salgo anche sul montarlone... trail tutto pedalabile (con la ebike!).
Guro sempre in "solitario" e ho abbandonato da 2 anni l'ultima discesa dal torrente di Foppiano...credo che anche la discesa della chiesetta sia franata.
Io parto e arrivo da Rovegno....quando arrivo a Foppiano, attraverso il torrente, bevo un caffè al barettino e torno a Pietranera su asfalto, tengo la dx alla chiesetta...c'è un trail facile nella pineta che riporta a Rovegno.

Ah già...se è troppo facile voi non vi divertite :-) :-)
 
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luca9913

Biker ciceronis
30/1/14
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mulazzano
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Specialized
VAL TREBBIA GENOVESE



Riprendiamo le bici dopo aver lisciato 2 week end causa fango e mal tempo andando a percorrere i tecnici trail dell'Alta Val Trebbia in Provincia di Genova.

Se arrivate da Piacenza o dalla Lombardia dovrete portare un po' di pazienza sulla Statale 45 a causa degli innumerevoli cantieri con tratti a senso unico alternato regolati da semafori che logicamente, per la maggior parte delle volte, sono rossi.

Con Paolino arriviamo a Gorreto, primo paese ligure dopo il confine regionale, dove ci attende Luca.

Scaricate le bici siamo pronti a percorrere il tratto più freddo del giro, i tre km che ci separano da Rovegno tutti all'ombra e con
temperatura sotto lo zero.

Salendo troviamo il sole e la situazione mani e piedi migliora nettamente.

Passiamo alla spettrale EX Colonia



e poi su asfalto oltrepassiamo l'abitato di Pietranera e pedaliamo sino quasi a Foppiano, dove svoltiamo a destra sulla bella sterrata che ci porta in quota.

Saliamo sino all'imbocco della discesa del Cancello Basso

Trail tutto su roccia con un grip pazzesco



Luca riprende confidenza con la bici dopo un lungo periodo di stop forzato.



Conoscendo le traiettorie il trail risulta molto diverte







anche Ila e Paolino si divertono non poco



..basta lasciarla andare...





alcuni tratti sembrano impossibili, ma basta scegliere la traiettoria giusta...





purtroppo ormai siamo in fondo



Togliamo le protezioni e siamo pronti per la risalita del Crescione prima su asfalto e poi su sterrata.

Al sole non si sta male e durante la risalita riesco a stare anche in maniche corte



Saliamo sino a Passo Ertola dove con diversi up and down ci portiamo sulla parte alta del trail Mirtilli Neri



c'è un lungo tratto in faggeta



nel versante a nord la spolverata di neve della scorsa settimana resiste



Intanto le ombre si stanno allungando e noi dobbiamo ancora affrontare due impegnative discese







Arriviamo all'imbocco del trail La Ciappa

la primissima parte è un po' rovinata da acqua e moto ma poi diventa bellissima



Ila e la Luna



all'imbocco del canalone che scende a Foppiano



il primo tratto è ok



poi bisogna prestare molta ma molta attenzione alle lastre di pietra ricoperte dal ghiaccio dove è un attimo scivolare.

Arriviamo in fondo al torrente vivi dove ravaniamo un poco per intercettare il sentiero che ci porta sull'ultima discesa del Crocione.

Qui si alternano tratti semplici a tratti veramente molto difficili con le foglie che ricoprono il trail nascondendo pericolosamente sassi e legni.

Questa è la discesa più wild e più difficile!!





La discesa termina nei pressi delle case di Rettagliata e per noi sarebbe molto semplice scendere su asfalto ed arrivare alle auto.

Ma chiudiamo il giro così?? Sguardo d'intesa ed andiamo a percorrere la vecchia strada sterrata che porta a Garbarino ormai in stato di abbandono.
Qui purtroppo c'è una bella frana da bypassare dove occorre aiutarsi l'un con l'altro.



A Garbarino scendiamo sulla Statale 45 ed in un attimo siamo alle auto.

Giornata finita?? Ed il terzo tempo??

La soluzione in zona è sempre a portata di mano!!

La Trattoria di Rocca Corvi, con il suo gentile proprietario, è in grado di placare le ire funeste dei nostri appetiti anche alle 17.30.

Salumi e formaggi, insalata russa e giardiniera ed infine tiramisù fatti al momento come se non ci fosse un domani!!



Io e Ila abbiamo messo piede in casa alle 8 di sera!!!

Bella giornata! Grazie ragazzi!! :}}}:
Grazie veramente a tutti x la pazienza ed il supporto!
 

miciolo

Biker obiettivus
15/6/08
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62
piacenza
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GOLFO DIANESE (SV/IM)

Breve ed intensa trasferta di 4 giorni sui trail del Golfo Dianese tra Cervo e San Bartolomeo al Mare sino alle vicine Andora e Laigueglia sconfinando spesso nel primo entroterra.

Siamo andati tutti e 4 i giorni senza Shuttle e senza motori, totalizzando circa 6000 mt di dislivello su salite impegnative e discese in alcuni tratti molto tecniche e difficili.

Abbiamo trovato alloggio ad Andora, da dove siamo partiti tutte e 4 le volte.

DAY ONE

Il primo giorno Ila propone di esplorare i trail di Capo Mele, scendere al mare di Laigueglia e risalire sino al Monte Chiappa per percorrere la sua panoramica cresta e terminare con un trail poco battuto denominato San Giovanni DH.

Ad Andora veloce visita al Castello con la sua Chiesa posto logicamente su un'altura.



Salendo nell'entroterra anche i resti di un mulino



Si alternano tratti wild a tratti curati



Basta prestare attenzione ai pungenti agavi tra vecchi sentieri che passano a ridosso di ville con giardini in posizioni spettacolari



Arriviamo al mare a Laigueglia





Risaliamo decisi prima su asfalto e poi su cresta sterrata per raggiungere il panoramico Poggio Balaie



tra pini marittimi



Non molto lontano non sembra di essere al mare....



Dopo il bel trail traverso chiamato Mezzacosta Campo Sportivo scendiamo in valle per risalire su interminabile sterrata sulla cresta del Monte Chiappa.



anche il trail di cresta è "ligure"!!



rocce e pietre non mancano









belle vedute sulla costa sottostante



sino all'imbocco del trail San Giovanni DH dove, percorrendo i primi metri, capiamo che è in stato di abbandono.
Poi, se anche non lo fosse in abbandono, per noi sarebbe troppo difficile.
...per fortuna che ai piedi abbiamo sempre scarpe robuste perchè dovremo affrontare una bella camminata con bici al fianco in discesa tra sassi di ogni dimensione!!!

Arriviamo a pomeriggio inoltrato alla base passando sul bel ponte romanico di Andora



La prima è andata anche se è stato un mezzo buco nell'acqua per lo stato del trail San Giovanni DH che non consiglio di percorrerlo neanche al mio peggior nemico!!
 
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miciolo

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GOLFO DIANESE (SV/IM)

DAY TWO


Il secondo giorno ci spostiamo lato San Bartolomeo/Cervo nella speranza di trovare trail più consoni alle nostre bici e alle nostre capacità.

Partiamo sempre dalla nostra Andora dove, su asfalto prima e sterrata con tratti panoramici, guadagniamo quota



Dobbiamo arrivare all'imbocco del trail San Rocco.



Scendendo si alternano tratti scorrevoli a tratti molto tecnici.





Nella parte finale del trail ci sono i passaggi più ostici dove occorre scegliere la traiettoria giusta



un passaggio proprio nel tratto finale su roccia è veramente da cardiopalma e a piedi lo si fa in sicurezza!!

La nostra prossima meta è il trail Antenne, famoso per il suo Salto nel Blu.

Logicamente dobbiamo risalire e l'ultimo tratto per raggiungere l'ennesima cresta è a spinta



o a spalla



Su bel sentiero percorriamo il tratto di cresta del Monte Chiappa che non avevamo fatto il giorno precedente



sempre belle vedute sulla costa



sempre prestando la massima attenzione





arriviamo all'imbocco del trail Antenne



finalmente un pò di flow





la curva sotto il Salto nel Blu





ci sono diverse opzioni di discesa





riusciamo a percorrere anche la parte finale di un divertente Joker







Giunti in fondo risaliamo su asfalto sino all'abitato di Rollo e raggiungiamo su sterrato il Luogo dove sembra fosse apparsa la Madonna



Mettiamo un'ultima volta le protezioni su panchina vista Andora



Da qui parte un trail molto battuto anche dalle moto che, con un largo giro, arriva giù in direzione casa.

Secondo giorno senz'altro meglio del primo, anche se il primo trail fatto San Rocco è forse più adatto a gente giovane!!!