Punt ...non solo piacenza.......

miciolo

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GOLFO DIANESE (SV/IM)

DAY THREE


Il terzo giorno è dedicato a due discese non proprio scorrevoli della zona: Tecci e Caramello.

Partiamo sempre dal nostro alloggio ad Andora e percorriamo il solito Ponte romanico



Lungo tratto in piano dove bisogna stare attenti al rarissimo micio ligure



Poi asfalto sino all'abitato di Conna dove inizia finalmente lo sterrato.

Continuiamo a salire sino all'imbocco dei Tecci Alti, dove mettiamo le nostre protezioni.

Il trail nella sua parte alta è piacevole, lavorato dai cinghiali ma ancora degnamente percorribile





dopo aver ignorato un bivio spingiamo per un centinaio di metri lineari e la musica cambia.



molti tratti su roccia anche lustrascarpe con buon grip



Il sentiero picchia giù deciso sino alla Località Moltedo, dove incontriamo il raro e feroce micio ligure



costeggiamo un rio sino a PianGrande di Andora per poi riprendere a salire in modo deciso sulla dura sterrata del metanodotto.

La foto è forse sull'unico tratto "quasi" pianeggiante ma vi assicuro che è veramente dura!!



Finalmente il tratto duro termina ed in poco tempo raggiungiamo l'asfalto.

Ancora qualche km ed in prossimità di un tornante a destra, oltre il guard rail parte il trail Caramello.



Anche questo trail non è dei più semplici, non molla un attimo sempre sulle rocce e sulle pietre





e allora bisogna reintegrare con i corbezzoli!!



arriviamo al bivio tra Caramello e Caramello2 e noi seguiamo la prima direzione



alcuni tratti molto belli



sempre impegnativi





Quasi in fondo il freno dietro mi abbandona a causa di un botta al disco con conseguente piegatura;
sono cotto, non ho voglia di provare a raddrizzarlo e due passi a piedi li faccio con piacere.
Nel frattempo Ila continua la sua discesa.

Arriviamo in fondo e so già quello che devo fare a casa.
...cambio il disco e sono "pronto" per l'ultimo giro dell'indomani che ci porterà sul Pizzo d'Evigno.

Comunque anche la seconda parte dei Tecci ed il Caramello sono trail per giovani!!!
 

miciolo

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PIZZO D'EVIGNO (SV/IM)



Il Pizzo d'Evigno è una bella piramide di 989 mt slm in Liguria dove si riesce a riscontrare un ambiente montano anche in prossimità del mare.

Per risalire sul Pizzo la via più comoda sarebbe quella che passa a Diano ma noi, essendo ad Andora, preferiamo salire sull'altro versante di Stellanello.

Il primo tratto del giro è su asfalto, per poi iniziare a salire veramente su sterrata ed infine nella sua parte finale su sentiero.

Una volta raggiunto il crinale si aprono le vedute ed i pascoli.



Davanti a Ila la nostra meta con la grande croce di vetta.



In lontananza le montagne piemontesi imbiancate.



Pascoli verdissimi





duri ma pedalabili con un po' di fatica





Nell'ultimo breve tratto, appena prima della cima, minimo sindacale di portage





Arriviamo in cima con un cielo che più sereno non si può ma nel giro di 15 minuti, proprio come in montagna, il meteo cambia ed il sole viene coperto dalle nubi.



Non c'è caldissimo, dopo aver mangiato il nostro panino scendiamo al volo; anche perchè le nubi sono solo sul Pizzo e dalle altre parti splende il sole.





Il primo tratto ripercorre la parte fatta appena prima.



si intravede anche la costa



poi, tenendo la destra puntiamo decisi verso il versante lato mare.



Scendiamo sulle prime grippose rocce della Costa Teudeun







il panorama sul Mar Ligure



tra curiose spettatrici



arriviamo finalmente ai cartelli che indicano l'inizio del trail Maiali, il più giocoso che abbiamo trovato in zona.



è un trail alla portata di tutti coloro che hanno un minimo di dimestichezza con la mtb

ci sono lunghi tratti belli scorrevoli



qualche compressione





tanti salti di tutte le dimensioni, tutti bypassabili



tratti su roccia



tratti su strutture



il trail è bello sino in fondo



Arriviamo a toccare il mare a San Bartolomeo.



Finalmente una discesa "tranquilla" dove abbiamo potuto giocare con le nostre bici.

Il rientro ad Andora è su asfalto sull'Aurelia ma abbiamo saputo che dovrebbe essere inaugurata a breve un tratto di ciclabile lato mare.

 
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miciolo

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MONTE OSERO TRA NEVE E GHIACCIO (PC)



Dopo un mese esatto riprendiamo le bici per un'escursione insieme a Paolino sul Monte Osero, primo rilievo serio della Val Nure.

Con un bel -4° partiamo dal capiente parcheggio adiacente al Lago dei Pini, appena sopra a Bettola.

La temperatura comunque è in aumento e non patiamo più di tanto il freddo.

Risaliamo sino ai Ronchi dove, appena sopra, compare la prima neve.



Sfruttiamo la neve portante grazie alle basse temperature della notte e riusciamo a pedalare



Spingiamo nel tratto dopo il borgo fantasma di Chiappa ed arriviamo all'imbocco del sentiero che sale sul Monte Cogno.

Il trail è esposto al sole ed in molti punti la neve si è già sciolta





Dopo diversi tratti a spinta, anche duri arriviamo in vista della nostra meta





Alla sinistra di Paolino la Val Perino



in lontananza le cime dell'Appennino Parmense



ed ancora più in lontananza le frastagliate Alpi Apuane



Breve pausa in cima al Monte Osero



e giù verso la Val Nure sul ripido pendio





nei tratti all'ombra il sentiero è innevato



Perdendo quota la neve è sempre meno mentre aumenta il ghiaccio



Vietato toccare il freno anteriore



Arriviamo appena sopra all'abitato di Montosero e ci portiamo sui trail che scendono lato Bettola.



Il sentiero, se si esclude un breve tratto rovinato dal passaggio di moto e dall'acqua, è in ottime condizioni.

Stavolta concludiamo l'escursione non sulla solita discesa "Freeride" ma sulla "DH".



Su questa discesa sono presenti diverse strutture che lasciamo ai più giovani; tutte comunque facilmente bypassabili.

Trail bellissimo, finalmente un po' di flow con belle compressioni e con un grip fenomenale









Il trail "DH" originale termina a Bettola ma grazie alla nuova divertente variante, recentemente aperta, rientriamo praticamente alle auto.





Il giro termina come consuetudine grazie a Paolino!! :prost:
 

miciolo

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ROVEGNO (GE)



Negli ultimi 2 mesi, a causa del maltempo e di pallini vari, io e Ila siamo andati in bici 2 volte portando a casa solamente 2000 mt di dislivello.

L'escursione di Rovegno, in Alta Val Trebbia, che vado a raccontare, viene quindi affrontata con un allenamento prossimo allo zero!!

Partiamo dalla piazzetta antistante il Palazzo del Comune ed iniziamo a risalire su comoda asfaltata sino al bell'abitato di Pietranera dove, qualche km dopo, inizia la bella sterrata che ci porta in quota.

La decisione iniziale era di girare sui trail bassi al fine di evitare la neve ma vuoi non andare su ai 1500 mt del Montarlone?

Il Montarlone è il rilievo davanti a noi nella prossima foto e di neve ce ne sembra



La decisione di salire sul Montarlone viene avallata anche da Luciano che ci raggiunge sulla sterrata.

Luciano è un local e tra un "belin" ligure e diversi "...iga" piacentini scatta il gemellaggio nell'affrontare la salita con una bella misura di neve a terra.

Nei tratti dove la neve è ancora bassa si possono portare le bici in spalla



dove la misura della neve si alza conviene spingere per affondare meno



in cima la neve si è già parzialmente sciolta



la solita nostra foto di gruppo con la croce



Vista la condizione "nevosa" decidiamo di ripercorrere a ritroso il sentiero





la temperatura nel frattempo si è alzata e la neve diventa pesante



ma complice la pendenza riusciamo a scendere in sella



perdendo quota il manto nevoso diminuisce



e ci portiamo, dopo aver salutato Luciano, sulla prima discesa in prossimità del cancello.



questo trail è uno dei più belli in zona.
Tutto roccia, ripidi e gradoni con un grip fantastico!!







La giornata è splendida, non c'è una nuvola e non c'è freddo







alcuni passaggi sono bellissimi







Purtroppo, come ogni cosa bella, il trail termina troppo presto e ci ritroviamo a Casanova dove, non paghi, decidiamo per un'ulteriore risalita.
Dobbiamo affrontare la salita del Crescione e poi andare ad intercettare il trail Ciappe con un breve tratto a spinta.

....e qui, dopo 1000 mt di dislivello, salta fuori la mancanza di allenamento.

Ila in salita vola, ...Paolino e soprattutto il sottoscritto ....un pò meno!!

Comunque arriviamo in cima e siamo pronti per la seconda bella discesa, con qualche passaggio tecnico ed un pò più wild nella sua parte finale.

Tratto con bella veduta sui Monti Alfeo e Lesima innevati



anche qui il trail è tutto su roccia già asciutta







...le ombre si allungano



Il trail termina nel torrente a Foppiano dove su asfalto raggiungiamo ancora Pietranera e ci portiamo sull'ultima discesa di giornata: il Galletto



Trail molto flow nei castagneti che ci riconduce alla Ila mobile a Rovegno.



Alla fine abbiamo portato a casa 1300 mt di dislivello di cui 400 fatti nella neve!!

Una ricompensa ci vuole!!

E così alle 18:00 alla Trattoria di Rocca Corvi, grazie alla disponibilità di Gianni il gestore, ceniamo con pansotti, cima alla genovese, tiramisù, caffè corretti ed ammazzacaffè come se non ci fosse un domani!!

...per fortuna Ila ci ha riportati a casa sani e salvi!! :balla-co:
 

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ROVEGNO (GE)



Negli ultimi 2 mesi, a causa del maltempo e di pallini vari, io e Ila siamo andati in bici 2 volte portando a casa solamente 2000 mt di dislivello.

L'escursione di Rovegno, in Alta Val Trebbia, che vado a raccontare, viene quindi affrontata con un allenamento prossimo allo zero!!

Partiamo dalla piazzetta antistante il Palazzo del Comune ed iniziamo a risalire su comoda asfaltata sino al bell'abitato di Pietranera dove, qualche km dopo, inizia la bella sterrata che ci porta in quota.

La decisione iniziale era di girare sui trail bassi al fine di evitare la neve ma vuoi non andare su ai 1500 mt del Montarlone?

Il Montarlone è il rilievo davanti a noi nella prossima foto e di neve ce ne sembra



La decisione di salire sul Montarlone viene avallata anche da Luciano che ci raggiunge sulla sterrata.

Luciano è un local e tra un "belin" ligure e diversi "...iga" piacentini scatta il gemellaggio nell'affrontare la salita con una bella misura di neve a terra.

Nei tratti dove la neve è ancora bassa si possono portare le bici in spalla



dove la misura della neve si alza conviene spingere per affondare meno



in cima la neve si è già parzialmente sciolta



la solita nostra foto di gruppo con la croce



Vista la condizione "nevosa" decidiamo di ripercorrere a ritroso il sentiero





la temperatura nel frattempo si è alzata e la neve diventa pesante



ma complice la pendenza riusciamo a scendere in sella



perdendo quota il manto nevoso diminuisce



e ci portiamo, dopo aver salutato Luciano, sulla prima discesa in prossimità del cancello.



questo trail è uno dei più belli in zona.
Tutto roccia, ripidi e gradoni con un grip fantastico!!







La giornata è splendida, non c'è una nuvola e non c'è freddo







alcuni passaggi sono bellissimi







Purtroppo, come ogni cosa bella, il trail termina troppo presto e ci ritroviamo a Casanova dove, non paghi, decidiamo per un'ulteriore risalita.
Dobbiamo affrontare la salita del Crescione e poi andare ad intercettare il trail Ciappe con un breve tratto a spinta.

....e qui, dopo 1000 mt di dislivello, salta fuori la mancanza di allenamento.

Ila in salita vola, ...Paolino e soprattutto il sottoscritto ....un pò meno!!

Comunque arriviamo in cima e siamo pronti per la seconda bella discesa, con qualche passaggio tecnico ed un pò più wild nella sua parte finale.

Tratto con bella veduta sui Monti Alfeo e Lesima innevati



anche qui il trail è tutto su roccia già asciutta







...le ombre si allungano



Il trail termina nel torrente a Foppiano dove su asfalto raggiungiamo ancora Pietranera e ci portiamo sull'ultima discesa di giornata: il Galletto



Trail molto flow nei castagneti che ci riconduce alla Ila mobile a Rovegno.



Alla fine abbiamo portato a casa 1300 mt di dislivello di cui 400 fatti nella neve!!

Una ricompensa ci vuole!!

E così alle 18:00 alla Trattoria di Rocca Corvi, grazie alla disponibilità di Gianni il gestore, ceniamo con pansotti, cima alla genovese, tiramisù, caffè corretti ed ammazzacaffè come se non ci fosse un domani!!

...per fortuna Ila ci ha riportati a casa sani e salvi!! :balla-co:
Noooo se non fossi stato impestato dalla malaria sarei venuto, ma al 80% per cenare in quella trattoria!
 

miciolo

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I TRAIL DI COLI (PC)



giretto infrasettimanale da turnisti e pensionati nella nostra Val Trebbia.

Partiamo da Bobbio in uno scenario novembrino tra nebbia e nuvole basse.



I primi 800 mt di dislivello passano rapidamente tra una chiacchiera e l'altra ed in un amen siamo all'inizio del primo trail di giornata: il Poggio dei Castelli.

Su le protezioni e siamo sulle giostre



guado



ci sono un paio di alberi caduti facilmente bypassabili ma il fondo è perfetto e finisce tutto troppo presto sull'asfalto che porta all'abitato di Averaldi.
Si alternano poi su sterrata tratti pedalati a tratti a spinta in contesto quasi dolomitico.



Ormai siamo al punto panoramico



Nebbia e nuvole basse



ed iniziamo il secondo trail: Sant'Agostino DH in una spettrale faggeta



Arriviamo in fondo, percorriamo qualche centinaio di metri e via sul Lagòn Trail, il trail più giocoso





Terminato anche il Lagòn Trail dobbiamo risalire sulla dura sterrata alternando sempre tratti pedalati a tratti a spinta





Breve sosta alla fonte del Santuario di Sant'Agostino



e ci portiamo sul quarto trail di giornata: Peveri DH













Arriviamo in fondo e ci sarebbe un'ultima risalita da fare per andare a percorrere il trail I Calanchi.
Il bello di questo trail è il panorama ma oggi non si vede nulla e passiamo oltre.

Perdiamo ulteriormente quota sul trail Costa del Cannone: bellissimo e scorrevole







E dopo 1700 mt di dislivello percorsi ripercorriamo il Ponte Gobbo



Giornata molto divertente con i sentieri trovati in uno stato strepitoso, con un fondo perfetto.

Grazie a Natan per le foto e per l'idea del tour infrasettimanale a cui mi devo ancora abituare!!!
 

miciolo

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PARCO PROVINCIALE (PC)



bella reunion tra attempati biker sui trail del Monte Moria al Parco Provinciale in Val d'Arda.

Lo start è dalla Diga di Mignano, dove ci sorbiamo subito un bel 700 mt di dislivello su asfalto con zero traffico per risalire sino al Parco Provinciale da dove parte il trail più panoramico della zona: il Diavolo.

L'avvicinamento in castagneto è tranquillo



poi si aprono le danze sul bel trail con diversi gradoni





il trail nella sua parte iniziale non è difficile ma discretamente esposto





il fondo del trail nella parte alta è perfettamente asciutto





basta solo non guardare giù...





scendendo troviamo diversi tratti ripidi



e sempre abbastanza esposti





ed il Diavolo l'abbiamo portato a casa!



Ora altra breve risalita di circa 300 mt di dislivello e raggiungiamo l'imbocco del trail Bramble che confluirà successivamente sulla Poggiata

La prima sezione è divertente con lunghi tratti guidati







giù la testa!!



qualche tratto ripido





qualche sasso da usare come trampolino



e sempre passaggi nel bosco



Arriviamo in fondo e siamo pronti per la breve ed intensa risalita per andare ad imboccare l'ultima discesa di giornata: Cappuccetto Rosso.

Il trail parte bene ma presenta successivamente tratti molto scavati da acqua e moto e nella parte bassa anche parecchio fango (bisogna aspettare che asciughi ancora un pò)



Arriviamo tutti interi sul greto dell'Arda dove, dopo una breve risalita, siamo alle auto.

Terminiamo di ridere e scherzare al Bar di Lugagnano tra panini, birre e caffè corretti!! :prost::prost:
 

miciolo

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SULLE ALTURE LIGURI (GE)



Questa escursione ci permette di percorrere panoramici trail sui rilievi di Cogoleto, Arenzano e Varazze.

Lo start è da Lerca, una frazione sulle alture di Cogoleto, dove una volta parcheggiata l'auto, iniziamo a percorrere diversi km su asfalto passando per Sciarborasca, Deserto, Passo del Muraglione.

Siamo circondati da mimose in fiore



Da Faie in poi non vedremo più bitume ed iniziamo a salire veramente sulla bella sterrata in direzione Prariondo.



La temperatura è ideale, c'è solo una leggera foschia che ci impedisce di spaziare in lontananza con lo sguardo





Funghi e colchici



Al Rifugio di Prariondo prendiamo la panoramica sterrata





Ora inizia l'escursione vera, giriamo a sinistra seguendo i segni dell'Alta Via



...bici in spalla, non certo per la pendenza ma per i "pitruni" che rendono impossibile pedalare



la spallata dura poco e si aprono davanti a noi le visuali sulle praterie dei Piani di Lerca





Comunque i tratti pedalati si alternano a tratti con la bici a spinta o in spalla sino al Rifugio Argentea



Dal Rifugio inizia la parte più bella dell'escursione, un lungo e panoramico trail che nulla ha da invidiare ai sentieri alpini con destinazione Ca' della Gava





E' il classico trail ligure dove la pietra la fa da padrone ed alcuni punti sono parecchio tecnici



ma le vedute ripagano lo sforzo, è un continuo fare foto





ci sono anche lunghi tratti flow









occhio Ila a non finire di sotto!!



Arriviamo alla Ca' della Gava e nei pressi di una vasca prendiamo il sentiero A come da traccia disegnata da Ila.

Sentiero appena sistemato evvai!!





Perdiamo quota sino al Passo Gua dove imbocchiamo il divertente trail Alta Tensione



e a seguire il trail Lerone DH con alcuni passaggi belli tosti.

Arriviamo in fondo a passare il torrente su un caratteristico ponte



Dopo diversi tratti a spinta e rilanci pedalati passiamo un altro ponte



e con le ultime energie rientriamo a Lerca.

Il giro è stato impegnativo; alla fine saranno 40 km per 1600 mt di dislivello, con alcuni tratti di portage/spintage in piano/salita ed alcuni tratti in discesa belli croccanti.
Comunque abbiamo sofferto principalmente due cose:
le ultime rampe prima di rientrare a Lerca e
l'assenza di bar dove poter reintegrare i liquidi persi!!!

...comunque posti da urlo!!!

traccia gpx

 
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Questa escursione ci permette di percorrere panoramici trail sui rilievi di Cogoleto, Arenzano e Varazze.

Lo start è da Lerca, una frazione sulle alture di Cogoleto, dove una volta parcheggiata l'auto, iniziamo a percorrere diversi km su asfalto passando per Sciarborasca, Deserto, Passo del Muraglione.

Siamo circondati da mimose in fiore



Da Faie in poi non vedremo più bitume ed iniziamo a salire veramente sulla bella sterrata in direzione Prariondo.



La temperatura è ideale, c'è solo una leggera foschia che ci impedisce di spaziare in lontananza con lo sguardo





Funghi e colchici



Al Rifugio di Prariondo prendiamo la panoramica sterrata





Ora inizia l'escursione vera, giriamo a sinistra seguendo i segni dell'Alta Via



...bici in spalla, non certo per la pendenza ma per i "pitruni" che rendono impossibile pedalare



la spallata dura poco e si aprono davanti a noi le visuali sulle praterie dei Piani di Lerca





Comunque i tratti pedalati si alternano a tratti con la bici a spinta o in spalla sino al Rifugio Argentea



Dal Rifugio inizia la parte più bella dell'escursione, un lungo e panoramico trail che nulla ha da invidiare ai sentieri alpini con destinazione Ca' della Gava





E' il classico trail ligure dove la pietra la fa da padrone ed alcuni punti sono parecchio tecnici



ma le vedute ripagano lo sforzo, è un continuo fare foto





ci sono anche lunghi tratti flow









occhio Ila a non finire di sotto!!



Arriviamo alla Ca' della Gava e nei pressi di una vasca prendiamo il sentiero A come da traccia disegnata da Ila.

Sentiero appena sistemato evvai!!





Perdiamo quota sino al Passo Gua dove imbocchiamo il divertente trail Alta Tensione



e a seguire il trail Lerone DH con alcuni passaggi belli tosti.

Arriviamo in fondo a passare il torrente su un caratteristico ponte



Dopo diversi tratti a spinta e rilanci pedalati passiamo un altro ponte



e con le ultime energie rientriamo a Lerca.

Il giro è stato impegnativo; alla fine saranno 40 km per 1600 mt di dislivello, con alcuni tratti di portage/spintage in piano/salita ed alcuni tratti in discesa belli croccanti.
Comunque abbiamo sofferto principalmente due cose:
le ultime rampe prima di rientrare a Lerca e
l'assenza di bar dove poter reintegrare i liquidi persi!!!

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PILLERONE (PC)

Le previsioni meteo non sono incoraggianti, sul nostro Appennino nubi basse e piogge; stando bassi invece una finestra asciutta sino alle 13 dovrebbe esserci.

E allora?

Ritorniamo dopo una vita sui trail del Monte Pillerone nella media Val Trebbia nella speranza di non bagnarci e nello stesso tempo divertirci!

Partiamo con la prima risalita, veramente tosta, che faremo tre volte.



Arriviamo in cima alla croce



dove ci prepariamo per la prima discesa, la PillerExpress, a mio avviso la più divertente.

curve e controcurve molto flow nella prima parte





qualche breve tratto un attimo più impegnativo





la seconda parte presenta alcune sezioni più ripide



qualche saltino



e delle belle compressioni



Arriviamo in fondo e riprendiamo quota con un giro largo su sterrata ritornando all'inizio del secondo trail che spezzetteremo in due: la PillerOne. Ora faremo solo il primo segmento.

Anche qui curve e controcurve e divertimento assicurato



sul trail incontriamo Nicola intento a seguire i preziosi consigli del Leo



Arriviamo in fondo alla prima sezione della PillerOne e ultima risalita mortale sino alla croce, da dove parte il trail Gianhansel.

Nel risalire, incontriamo tre loschi figuri che ci sembra di conoscere



Non diamo loro confidenza :smile: e procediamo andando ad imboccare la discesa Gianhansel





Abbiamo fatto tutto?

No! Manca la seconda parte del trail PillerOne che abbiamo lasciato per ultima in quanto termina qualche centinaio di mt dalla nostra auto.

Questo tratto di PillerOne è senz'altro impegnativo e occorre prestare attenzione dove c'è la roccia con i bancali appena dopo questa foto



vi assicuro però con delle buone scarpe si scende senza problemi!! :mrgreen:



Che ore sono? Le 13:00

Giro finito. Siamo all'auto ed inizia a piovere. Cosa vuoi di più??

Condividere il tavolo con quei tre brutti elementi incontrati prima!



(foto pessima per colpa mia che non ho regolato la macchina fotografica nel modo corretto! ...la fame!!)

I trail del Pillerone non deludono mai se fatti con il fondo che abbiamo trovato oggi, asciutto ma non secco ma, pur avendo fatto solo 1100 mt di dislivello, le salite ti cuociono a puntino.

Un saluto al Leo e Nicola e ai tre moschettieri Max, Ricky e Sandrino, rivisti dopo un mare di tempo. :bacetto:
 

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Le previsioni meteo non sono incoraggianti, sul nostro Appennino nubi basse e piogge; stando bassi invece una finestra asciutta sino alle 13 dovrebbe esserci.

E allora?

Ritorniamo dopo una vita sui trail del Monte Pillerone nella media Val Trebbia nella speranza di non bagnarci e nello stesso tempo divertirci!

Partiamo con la prima risalita, veramente tosta, che faremo tre volte.



Arriviamo in cima alla croce



dove ci prepariamo per la prima discesa, la PillerExpress, a mio avviso la più divertente.

curve e controcurve molto flow nella prima parte





qualche breve tratto un attimo più impegnativo





la seconda parte presenta alcune sezioni più ripide



qualche saltino



e delle belle compressioni



Arriviamo in fondo e riprendiamo quota con un giro largo su sterrata ritornando all'inizio del secondo trail che spezzetteremo in due: la PillerOne. Ora faremo solo il primo segmento.

Anche qui curve e controcurve e divertimento assicurato



sul trail incontriamo Nicola intento a seguire i preziosi consigli del Leo



Arriviamo in fondo alla prima sezione della PillerOne e ultima risalita mortale sino alla croce, da dove parte il trail Gianhansel.

Nel risalire, incontriamo tre loschi figuri che ci sembra di conoscere



Non diamo loro confidenza :smile: e procediamo andando ad imboccare la discesa Gianhansel





Abbiamo fatto tutto?

No! Manca la seconda parte del trail PillerOne che abbiamo lasciato per ultima in quanto termina qualche centinaio di mt dalla nostra auto.

Questo tratto di PillerOne è senz'altro impegnativo e occorre prestare attenzione dove c'è la roccia con i bancali appena dopo questa foto



vi assicuro però con delle buone scarpe si scende senza problemi!! :mrgreen:



Che ore sono? Le 13:00

Giro finito. Siamo all'auto ed inizia a piovere. Cosa vuoi di più??

Condividere il tavolo con quei tre brutti elementi incontrati prima!



(foto pessima per colpa mia che non ho regolato la macchina fotografica nel modo corretto! ...la fame!!)

I trail del Pillerone non deludono mai se fatti con il fondo che abbiamo trovato oggi, asciutto ma non secco ma, pur avendo fatto solo 1100 mt di dislivello, le salite ti cuociono a puntino.

Un saluto al Leo e Nicola e ai tre moschettieri Max, Ricky e Sandrino, rivisti dopo un mare di tempo. :bacetto:
Sempre i n.1 !
 
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MARSAGLIA (VAL TREBBIA) PC



Bella e variegata escursione in Val Trebbia stavolta in compagnia.

Tutto parte da venerdì sera dove con Ila, Paolino e Andrea si decide di fare quello che normalmente fanno i comuni mortali.
......uscire!!

Logicamente il tema dell'uscita è a sfondo mtb e la destinazione è la sede del CAI di Piacenza dove Maurizio (il Lazza) ed Angelo rivivono con il pubblico la loro avventura in mtb sugli over 5000 del Perù.
Passiamo due ore piacevolissime ammirando scenari unici grazie al video ed al racconto dei protagonisti.

Morale?

L'indomani per la consueta escursione in mtb siamo in sei; oltre a noi si aggiungono il "peruviano" Angelo ed il Leo.

L'escursione è la solita che facciamo solitamente quando partiamo da Marsaglia in Val Trebbia ma con qualche variante.

Si potrebbe guadagnare quota su un comodo asfalto ma noi preferiamo sempre complicarci un po' la vita andando a ripercorrere un sentiero con qualche passaggio non proprio ciclabile.



Raggiugiamo l'abitato di Castelcanafurone e con una breve deviazione arriviamo sul Monte Gratra

bella veduta sulle cime circostanti con un innevato Monte Lesima davanti a noi



siamo a strapiombo sulla Val d'Aveto







un breve passaggio anche al Santuario di Santa Maria del Gratra



Ritorniamo velocemente sui nostri passi e continuiamo la nostra ascesa



Vari single trail...



Nel frattempo il cielo azzurro lascia il posto alle nubi e decidiamo di intraprendere un taglio mai provato da nessuno di noi che, in teoria, dovrebbe farci risparmiare tempo e km.

Ben presto capiamo che l'idea non è delle migliori però indietro non si torna e procediamo a fatica

spostando piante cadute



il gps indica un sentiero che non è più percorso dalla razza umana da parecchio tempo



Usciamo vivi dalla giungla e ritroviamo la civiltà sull'asfalto che arriva a Castelvetto.

Ora bella sterrata sino a Fontana Marenga ed ai pratoni sotto il Monte Aserei



Ora su le protezioni e via si scende nei calanchi



tratti molto ripidi ma con un grip eccezionale





luogo pazzesco







Sempre su sterrato/sentiero arriviamo alla Chiesa di Barche e successivamente su asfalto all'abitato di Rosso.

Ora affrontiamo il trail che ci porterà a Metteglia passando nella selvaggia Val Curiasca di Rosso

Prestare attenzione sempre sulle passerelle



Angelo: più si tribola più si diverte



le ultime energie di Paolino



la cascatella ha una buona portata d'acqua



altra passerella



le ultime rampe veramente dure



Ed arriviamo a Metteglia.

Ora ci aspettano 700 mt di dislivello in discesa; dobbiamo solo decidere su quale trail scendere:
la classica ed adrenalinica Stampa oppure
la Costa percorsa tanti anni fa quando si chiamava DH (se non sbaglio).

Angelo e Leo optano per la Stampa
noi per la Costa.

La prima parte è bella scorrevole su sentiero, poi un tratto su sterrata ed in fondo alcuni tratti belli scavati (forse troppo!)



Stampa e Costa si congiungono nella parte finale del traliccio



dove si scende con passaggi trialistici sui tetti delle case di Marsaglia





Arriviamo dopo 1500 mt di dislivello belli impegnativi al nostro terzo tempo dove rivediamo con piacere Gianugo e Nanni, anche loro su questi trail. :prost:



Grazie a tutti per la compagnia,
tutti accomunati dallo stesso spirito di avventura (specialmente nel ravanare nel bosco!!)
e soprattutto per aver accettato le nostre soste per le foto. :celopiùg:
 
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MONTE REIXA (GE)



nuova trasferta in terra ligure sui selvaggi sentieri nel Parco del Beigua.

Lo start è dal capiente parcheggio zona stazione di Arenzano dove oltre a Paolino ci raggiungono Andrea e Luca.

Guadagniamo subito quota passando al Santuario Gesù Bambino di Praga sino all'imbocco del Sentiero degli Inglesi dove inizia l'escursione.

Il Sentiero degli Inglesi è percorso dai biker in ambo i sensi anche se farlo in salita, come abbiamo fatto noi, richiede un discreto allenamento.



anche la sterrata successiva che porta ai 752 mt del Passo della Gava presenta delle rampe impegnative soprattutto nella prima parte



Al Passo della Gava il territorio cambia e ci troviamo catapultati in un ambiente di montagna vera nonostante la bassa quota e la vicinanza al mare.

Dobbiamo ora raggiungere i 1183 mt del Monte Reixa, nostra meta odierna e ben sappiamo quello che ora ci aspetta.

Le bici salgono sulle nostre spalle per un lungo e bellissimo trasferimento in ambiente selvaggio.



Si pedala anche per diversi tratti





ma spintage e portage la fanno da padrone



posti unici







dietro a Luca il bel traverso non tutto ciclabile che abbiamo appena percorso



Paolino soffre ma non molla



anche Ila sale con il suo passo



le nostre sono escursioni dove le soste in contemplazione dei panorami sono sempre numerose



ultime fatiche



e finalmente siamo sull'Alta Via dove si riprende a pedalare con regolarità





Arriviamo sulla cima del Monte Reixa





Ora un po' di up and down sino al Rifugio Argentea vista mare





Seguiamo sempre l'Alta Via



Al Rifugio Argentea prendiamo il lungo traverso che porta alla Ca' della Gava percorso con Ila 15 giorni fa





Risaliamo di nuovo al Passo della Gava e spingiamo/portiamo le bici sino al Passo Tardie evitando la prevista risalita al Monte Tardie.

Dal Passo parte il roccioso sentiero che porta alla Cà del Dazio







Ora si scende per il sentiero Cà del Dazio segnato con una A Rossa.

Il trail alterna tratti fattibili a tratti dove non me la sono sentita di scendere in bici, il trail già difficile di suo in alcuni tratti è parecchio rovinato e ringrazio le mie scarpe con la suola in vibram!!!

Arriviamo in fondo a fine giornata



Per me giro dai due volti, bellissimo sino alla Cà del Dazio, troppa tecnica invece la discesa successiva.
Saranno i quasi 63 anni, sarà la stanchezza accumulata dopo 1500 mt di dislivello pedalati/spallati, ma quando ho ritrovato l'asfalto ho tirato un sospiro di sollievo.

Inutile dire che la discesa l'Andrea se l'è fatta praticamente tutta in sella....
....beata gioventù!!

 
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Sul Reixa non c'ero mai salito. Panorami e ambiente stupendi!!. Il prezzo da pagare è lo spintage/portage....lascia il segno.. almeno a me.:nunsacci:
Poi però il tratto dal Reixa all'Argentea e il traverso fino alla ca della Gava ti riportano energie e sorriso e dimentichi le fatiche.:-)
L'ultima discesa...si bella tecnica...Per me fino alla parte che passa nei pini fattibile poi...ho usato le scarpe..:-)
Grazie per la bella giornata, ragass..:prost:
 
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MONTI PRACABAN E PAVAGLIONE (GE)



stavolta siamo in Valle Stura, ma non quella che di solito frequentiamo in Piemonte.

Ci troviamo in Liguria è più precisamente nella zona di Campo Ligure e di Rossiglione che sarà il nostro punto di partenza dell'escursione.

Lasciamo l'auto in uno dei pochi parcheggi trovato a bordo torrente ed iniziamo a risalire verso la nostra prima meta di giornata: il Monte Pracaban a 946 mt di altezza.

I primi km sono tranquilli, ci inoltriamo nella valle su pendenze modeste ma poi all'improvviso la musica cambia e compaiono le prime rampe, inizialmente asfaltate e poi sterrate.

Una volta raggiunto il crinale ci troviamo su una bella mulattiera/sentiero



sempre su sentiero panoramico usciamo dal bosco



e puntiamo decisi verso la sommità del Monte Pracaban davanti a noi.



con l'arco alpino davanti



sempre ben riconoscibile il Re di Pietra, il Monviso



ultimo tratto



e siamo sulla sommità del Monte Pracaban



Ci prepariamo per la prima discesa, inizialmente su sentiero aperto e panoramico





Rientriamo nel bosco sui trail Barbanera e Revenge, trovati in condizioni perfette.

La prima parte (Barbanera) è molto flow, poi scendendo il trail Revenge diventa più ripido con qualche passaggio tecnico.
Comunque tutto molto divertente!











Arrivati in fondo notiamo e rispettiamo le indicazioni riportate su diversi avvisi appesi alle piante dove si chiede ai biker di procedere a passo d'uomo nel centro abitato.

Arriviamo a Campo Ligure, veramente un bel borgo con il suo ponte medievale, il suo castello e le case colorate che si affacciano sul torrente.



Ora altra risalita verso la seconda nostra meta: il Monte Pavaglione a mt 890

per arrivarci facciamo un largo giro su strada asfaltata dove non incontriamo anima viva sino a raggiungere l'imbocco del sentiero che rapidamente ci porta in cima







dopo esserci ripresi dall'ultima salita siamo pronti per la discesa sul trail Il Poggio



l'inizio è bello tosto



poi bella e lunga cavalcata in zona aperta





Il trail è in parte naturale ed in parte lavorato di recente





anche questo trail molto divertente





Scendendo il trail diventa decisamente più tecnico per la presenza di rock garden dove per stare in sella occorre trovare la traiettoria migliore e non è il mio caso!

Purtroppo appena arrivati sotto l'Autostrada il sentiero non è ben visibile a causa dei danni causati dall'acqua ma, con un breve tratto a piedi, si passa ugualmente (occorre individuare dove passare per non finire chiusi all'interno di una proprietà privata).

Arriviamo a Rossiglione dove facciamo tappa prima al bar :-P: e poi in gelateria :-o.

Alla fine ci siamo sorbiti circa 1400 mt di dislivello con discese in alcuni tratti belle toste e molto divertenti.
Questi trail sono stati oggetto della seconda e terza prova speciale della 4Enduro che si è tenuta a maggio 2024 e sono mantenuti dalla ASD VALLE STURA HIKE & BIKE a cui vanno i nostri ringraziamenti.
Senza i trailbuilder questi sentieri non esisterebbero!!