Non è che non esiste un "vivaio" italiano, ma credo che ci siano grosse crepe nel sistema di selezioni giovanili. Ricordo le parole di Baggio che di talento se ne intende. Aveva perplessità sul sistema di selezione giovanile. In Italia si preferisce il giocatore di costituzione sopra la norma, diligente e bravo un po' in tutti i fondamentali, ma privo di quella fantasia che un tempo abbondava in Italia. Questo perchè già li crescono "inquadrati" dietro la tattica di squadra. Invece lui sostiene che devono crescere "liberi" di esprimere le loro caratteristiche e divertirsi giocando, quando si è nelle giovanili e relativi campionati. Perchè il talento è innato, mentre la tattica e l'ordine in campo la puoi imparare dopo. In sostanza diceva questo.
Non è un caso che sono spariti i giocatori talentuosi, ed abbiamo tutti onesti mestieranti, spesso "piazzati" fisicamente, ma limitati tecnicamente. Una fucini di giocatori medi, bravi nelle basi, ma che non portano nessun "plus" ad una nazionale come la nostra.
Gli stranieri ci sono in tutti i campionati, ma chi è forte alla lunga emerge sempre. C'è solo più concorrenza.
Altro problema secondo me sono le valutazioni eccessive delle piccole realtà per i loro giocatori di talento. Acquistare stranieri di pari livello costa meno, e spesso importiamo anche brocchi che non valgono i nostri e che rimangono a giocare nelle piccole realtà senza mai "sbocciare" realmente. Ci ritroviamo ancora con giocatori definiti giovani di 23/24 anni, che non hanno mai giocato una coppa europea e che navigano a metà classifica nella loro squadra, senza pressioni e pretese particolari. Io penso che il carattere per i grandi eventi internazionali come mondiali, europei o le stesse coppe per club, te lo fai se giochi ad alti livelli, dove la pressione è alta e non hai scusanti ed alibi. Siamo passati da gente che andava a tirare rigori decisivi per un Mondiale (2006), a gente che si "ca*a" in mano per uno spareggio con la Bosnia. Penso che questo sia emblematico.