Project Dust, la nuova avventura di Lorenzo Barone

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Nella foto mi trovavo di fronte al Rio Jatapu, in Brasile. Pronto per realizzare un'altro dei miei più grandi desideri, navigare in solitaria un fiume remoto nella giungla con un imbarcazione tradizionale.
.
Avevo caricato la bici, scorte di cibo per 16 giorni, delle camere d'aria di camion a prua e poppa in caso si fosse riempita d'acqua, un indigeno mi aveva regalato un remo di scorta, un'altra famiglia dei platani e della farina di manioca. l'inizio perfetto di un'esperienza che si accingeva ad essere straordinaria.
.
Ho affrontato le prime rapide prendendo confidenza con questo tipo di canoa. Sono andato avanti per qualche ora, in perfetta sintonia con ciò che mi circondava, poi si è avvicinato un motoscafo con tre uomini che mi hanno fermato. Mi hanno portato nel villaggio di Soma dove hanno fatto delle chiamate, dicendomi infine con toni decisi "Non puoi proseguire, ora torni indietro". Ho sottolineato loro che intendevo solo scendere il fiume senza lasciare traccia del mio passaggio e senza entrare nelle comunità, dormendo in amaca ai margini del fiume, nulla da fare.
.
L'entusiasmo si è rapidamente trasformato in frustrazione. Nei giorni precedenti avevo già incontrato e fatto conoscenza con decine di indigeni di quei villaggi perché risalgono il fiume con i motoscafi per andare a fare spese o per cure mediche in città. C'era anche chi mi aveva offerto ospitalità e chi mi aspettava lungo il fiume, tutti sorpresi, affascinati e un po' preoccupati dal percorso che intendevo affrontare.
.
Sono rimasto lì altri tre giorni, durante i quali ho tentato di tutto per ottenere il permesso di proseguire, ma senza successo.. Per avere l'ok dovevano riunirsi i capi "tuxaua" di 9 comunità diverse che a loro volta hanno un capo che gestisce tutte le comunità, che deve confrontarsi con degli enti Brasiliani.. L'ennesimo incubo burocratico di questo progetto. Tutti gli altri fiumi paralleli al Jatapu stesso problema.
.
A volte la determinazione e l'entusiasmo non bastano per superare determinate situazioni, ma ho promesso a me stesso che forse non ora e forse non in Brasile, ma l'esperienza che qui mi è stata negata la vivrò e lo farò al massimo del mio potenziale. Una motivazione in più per tentare un fiume che guardo sulle mappe da anni, a mio parere il più remoto e sconosciuto su questo pianeta, non ha nemmeno un nome e a confronto il Rio Jatapu sembrerà un ruscello per fare giocare i bambini.
.
Credo che nella vita, indipendentemente da ciò che facciamo e dalle nostre passioni, bisogna sempre trovare il modo e impegnarsi per trasformare le delusioni in occasioni e i fallimenti in successi.
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Questa fase fluviale del progetto è fallita e mi sto ora dirigendo in bici verso la Bolivia.
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Tutto avrà un proprio momento.

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stefanocucco83

Biker ciceronis
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Si, in quelle zone funziona così. Avevo visto una puntata di River Monster registrata in uno dei vari affluenti del Rio delle Amazzoni e, prima di poter proseguire, avevano dovuto chiedere il permesso ad un capo di un villaggio.
Altri li avevano messi in guardia dal rischio molto alto di lasciarci le penne a causa di queste popolazioni che vivono lungo i fiumi. Di fatto non vogliono che ci navighi nessuno senza il loro permesso e non ci vanno tanto per le leggera verso gli estranei
 
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cannon

Biker tremendus
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Nella foto mi trovavo di fronte al Rio Jatapu, in Brasile. Pronto per realizzare un'altro dei miei più grandi desideri, navigare in solitaria un fiume remoto nella giungla con un imbarcazione tradizionale.
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Avevo caricato la bici, scorte di cibo per 16 giorni, delle camere d'aria di camion a prua e poppa in caso si fosse riempita d'acqua, un indigeno mi aveva regalato un remo di scorta, un'altra famiglia dei platani e della farina di manioca. l'inizio perfetto di un'esperienza che si accingeva ad essere straordinaria.
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Ho affrontato le prime rapide prendendo confidenza con questo tipo di canoa. Sono andato avanti per qualche ora, in perfetta sintonia con ciò che mi circondava, poi si è avvicinato un motoscafo con tre uomini che mi hanno fermato. Mi hanno portato nel villaggio di Soma dove hanno fatto delle chiamate, dicendomi infine con toni decisi "Non puoi proseguire, ora torni indietro". Ho sottolineato loro che intendevo solo scendere il fiume senza lasciare traccia del mio passaggio e senza entrare nelle comunità, dormendo in amaca ai margini del fiume, nulla da fare.
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L'entusiasmo si è rapidamente trasformato in frustrazione. Nei giorni precedenti avevo già incontrato e fatto conoscenza con decine di indigeni di quei villaggi perché risalgono il fiume con i motoscafi per andare a fare spese o per cure mediche in città. C'era anche chi mi aveva offerto ospitalità e chi mi aspettava lungo il fiume, tutti sorpresi, affascinati e un po' preoccupati dal percorso che intendevo affrontare.
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Sono rimasto lì altri tre giorni, durante i quali ho tentato di tutto per ottenere il permesso di proseguire, ma senza successo.. Per avere l'ok dovevano riunirsi i capi "tuxaua" di 9 comunità diverse che a loro volta hanno un capo che gestisce tutte le comunità, che deve confrontarsi con degli enti Brasiliani.. L'ennesimo incubo burocratico di questo progetto. Tutti gli altri fiumi paralleli al Jatapu stesso problema.
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A volte la determinazione e l'entusiasmo non bastano per superare determinate situazioni, ma ho promesso a me stesso che forse non ora e forse non in Brasile, ma l'esperienza che qui mi è stata negata la vivrò e lo farò al massimo del mio potenziale. Una motivazione in più per tentare un fiume che guardo sulle mappe da anni, a mio parere il più remoto e sconosciuto su questo pianeta, non ha nemmeno un nome e a confronto il Rio Jatapu sembrerà un ruscello per fare giocare i bambini.
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Credo che nella vita, indipendentemente da ciò che facciamo e dalle nostre passioni, bisogna sempre trovare il modo e impegnarsi per trasformare le delusioni in occasioni e i fallimenti in successi.
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Questa fase fluviale del progetto è fallita e mi sto ora dirigendo in bici verso la Bolivia.
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Tutto avrà un proprio momento.

Vedi l'allegato 711482


Saggia decisione per me è già stata un'impresa ad arrivare lì...tanto di cappello!!
 

Reptilian90

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1772803374476.png
comunque viaggia spedito sulla br316 che va da Manaus a Porto Velho, ai confini con la Bolivia

è una strada che già da subito si è deteriorata e dalle foto si vede che non è il massimo da percorrere
1772803632247.png

è lunga 870 km
 
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