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Pure la zattera..![]()
LorenzoBarone on Instagram: " After the Sahara and rowing across the Atlantic Ocean, I have now covered about 1,000 km in South America, mostly on dirt roads. . I'm currently in the jungle of Guyana, on routes that are largely absent from maps and vi
20K likes, 437 comments - lorenzbarone on February 16, 2026: " After the Sahara and rowing across the Atlantic Ocean, I have now covered about 1,000 km in South America, mostly on dirt roads. . I'm currently in the jungle of Guyana, on routes that are largely absent from maps and visible only...www.instagram.com
Dopo il Sahara e la traversata dell'Atlantico a remi, ora ho percorso circa 1000 km in Sud America, prevalentemente su piste sterrate.
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Mi trovo nella giungla della Guyana su tracciati in gran parte assenti sulle mappe, visibili solo dalle immagini satellitari. In questo momento ospite nella base dei cercatori d'oro che hanno la connessione internet ma tra circa un ora mi troverò nuovamente isolato nella foresta.
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Tra pochi giorni dovrei raggiungere il confine con il Brasile dove tenterò di raggiungere e seguire un fiume veramente remoto, probabilmente con una zattera che costruirò sul posto, evitando così i grandi fiumi principali come il Rio Negro a causa della criminalità.
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Il progetto Dust continua e questa è per ora forse la fase più bella e emozionante, tra piccoli villaggi isolati e la natura selvaggia.
Vedi l'allegato 710420
intanto ha una media ottima per essere in uno sterrato! e per chissà che bici ha sotto
spero per lui! così non arriva devastatissimo alla metasarà elettrica
Chissà se l'vrà comprata o si sarà limitato a noleggiarlaDal video si vede che la bici è una Rockrider Explore 50
Eh si...immagino la renderebbe proprio come nuova...."usata solo su asfalto e ciclabili"Chissà se l'vrà comprata o si sarà limitato a noleggiarla
p.s. può anche renderla entro i365 giorni

Concordo in parte. Lorenzo sa il fatto suo, paragonarlo al ragazzo di Into the wild non mi pare corretto. Che poi il suo progetto possa fallire per un piccolo parassita, un virus..un batterio ci sta tutto, ma potrebbe capitare anche al più esperto sul pianeta in fatto di esplorazioni. A me sinceramente fa più paura il fatto che possa lasciarci le penne per qualche essere umano. Li girano criminali come i Narcos..ma anche le popolazioni indigene non scherzanoL'inferno verde inghiotte ancora oggi persone e cose.
Anche nel 2026, nel mondo dei satelliti, attraversare quel luogo vuol dire misurarsi con scolopendre da 40cm, malattie, popolazioni che hanno scarsissimi contatti con l'uomo bianco e tempi di percorrenze folli ostacolati da vegetazioni e orografia.
Un mio conoscente, in una visita ai margini della foresta boliviana, se ne è tornato a casa con un parassita piantato sotto il piede che gli mangiava letteralmente la carne. In tre settimane aveva la dimensione di un nocciolo di pesca. E solo per esser smontato dalla canoa sulla battigia a piedi nudi. "Ho sentito una punturina"
Con tutta la simpatia che posso avere per chi si misura e si mette alla prova, non mi piace l'approccio di questa avventura.
Un po' troppo alla "into the wild". C'è gente che nasce e vive in quelle località e avrebbe (giustamente) timori reverenziali ad affrontare la traversata.
Gli auguro ogni bene, sia chiaro.
Ma non eleggo questa impresa come personale ispirazione, tutt'altro.
Beh, alla fine l'ha usata come bici da argine...Eh si...immagino la renderebbe proprio come nuova...."usata solo su asfalto e ciclabili"![]()
È comprensibile, non per nulla ho scritto "l'avventura impossibile di Lorenzo"L'inferno verde inghiotte ancora oggi persone e cose.
Anche nel 2026, nel mondo dei satelliti, attraversare quel luogo vuol dire misurarsi con scolopendre da 40cm, malattie, popolazioni che hanno scarsissimi contatti con l'uomo bianco e tempi di percorrenze folli ostacolati da vegetazioni e orografia.
Un mio conoscente, in una visita ai margini della foresta boliviana, se ne è tornato a casa con un parassita piantato sotto il piede che gli mangiava letteralmente la carne. In tre settimane aveva la dimensione di un nocciolo di pesca. E solo per esser smontato dalla canoa sulla battigia a piedi nudi. "Ho sentito una punturina"
Con tutta la simpatia che posso avere per chi si misura e si mette alla prova, non mi piace l'approccio di questa avventura.
Un po' troppo alla "into the wild". C'è gente che nasce e vive in quelle località e avrebbe (giustamente) timori reverenziali ad affrontare la traversata.
Gli auguro ogni bene, sia chiaro.
Ma non eleggo questa impresa come personale ispirazione, tutt'altro
Per me invece la grandezza di questo ragazzo sta proprio qui, nell'essersi lanciato in un AVVENTURA degna finalmente di questo nome, e lo ammiro proprio per questo.L'inferno verde inghiotte ancora oggi persone e cose.
Anche nel 2026, nel mondo dei satelliti, attraversare quel luogo vuol dire misurarsi con scolopendre da 40cm, malattie, popolazioni che hanno scarsissimi contatti con l'uomo bianco e tempi di percorrenze folli ostacolati da vegetazioni e orografia.
Un mio conoscente, in una visita ai margini della foresta boliviana, se ne è tornato a casa con un parassita piantato sotto il piede che gli mangiava letteralmente la carne. In tre settimane aveva la dimensione di un nocciolo di pesca. E solo per esser smontato dalla canoa sulla battigia a piedi nudi. "Ho sentito una punturina"
Con tutta la simpatia che posso avere per chi si misura e si mette alla prova, non mi piace l'approccio di questa avventura.
Un po' troppo alla "into the wild". C'è gente che nasce e vive in quelle località e avrebbe (giustamente) timori reverenziali ad affrontare la traversata.
Gli auguro ogni bene, sia chiaro.
Ma non eleggo questa impresa come personale ispirazione, tutt'altro.
gente come Barone avrebbe più timore a dover affrontare una vita da impiegato 40 ore settimanali !!Con tutta la simpatia che posso avere per chi si misura e si mette alla prova, non mi piace l'approccio di questa avventura.
Un po' troppo alla "into the wild". C'è gente che nasce e vive in quelle località e avrebbe (giustamente) timori reverenziali ad affrontare la traversata.
Gli auguro ogni bene, sia chiaro.
Ma non eleggo questa impresa come personale ispirazione, tutt'altro.