forse si dovrebbe provare a ribaltare la problematica sugli effetti (positivi) che l'opera potrebbe indurre... se si dovesse aspettare di avere i clienti per aprire un'attività economica, allora, credo saremmo tutti a piedi...questo però spiega perchè al mondo ci sono gli imprenditori (cioè coloro disposti ad accettare il rischio di impresa) e quelli che no.
caro onirico, ci si dissocia dalla violenza specialmente quando ci si avvolge in una bandiera bianca e si sbandiera di esser non violenti...
Andrebbe però sottolineato che, di fatto, il libero mercato cui ti riferisci non esiste...
Non esiste, tengo a precisare, sopra un X livello di euro.
Il livello X di euro varia, si sposta in funzione del mercato di beni cui si fa riferimento, che si parli di immobiliari o mobiliari, di ambito commerciale, ovvero di commercio al minuto o all'ingrosso, di utilità, quindi beni di prima necessità o voluttuari... Eccetera...
Sopra detto livello X il libero mercato non esiste, ed è una realtà, dimostrata dal fatto che la fanno da padroni imprenditori, imprenditori molto tra virgolette, che, ad esempio, quando ricevono notizia di nuovi terremoti stappano casse champagne millesimato!
Questi non operano “intuendo/prevedendo” l'andamento della domanda in modo da essere presenti, con tempismo in termini di investimento, per rispondere con la propria offerta... Ma aspettano la domanda, indotta, forzata, inevitabile, protetti dai loro santi in paradiso, monopolizzano l'offerta, si organizzano ed investono in funzione di un fatturato praticamente già in cassa...
Garantito.
Esempio “terremoto in Abruzzo” citato con pressappochismo testuale ma fedeltà di contenuto:
“rimozione di macerie e detriti in economia... Una pacchia” .
Per chi non se ne intende, in “economia” significa che non c'è preventivo se non un accordo sul costo unitario... Alla fine del lavoro si rimettono le quantità da moltiplicare per il costo unitario!
Questo non è libero mercato.
Sotto il livello X di euro il libero mercato, con le dovute eccezioni, esiste:
è quello dei poveri bottegai come me!