Mah... via dico anche io la mia, tanto siamo qui per scazzare...
@ueppa... sara' lunga quindi salta pure direttamente alla fine

Io vado in MTB da una vita, da quando esite la MTB in Italia e prima andavo su e giu' dagli argini sulle piagge con una bici normalissima (una volta mi s'e' troncato il manubrio in mano) e prima ancora andavo nelle ripe degli ulivi dal mi' nonno con le bici che c'erano negli anni 70, finche' le
ruote non erano cosi' sgangherate da non girare piu' nei foderi... e mi sono sempre divertito abbestia, comprendendo da subito che, se la bici era il mio mezzo, la strada non era sicuramente il mio posto.
Purtroppo non ho mai avuto la costanza per fare qualcosa di serio ed ho avuto numerose pause, per lavoro e per famiglia, che poi sono pesate non poco nella mia 'crescita' ciclistica... pero' continuo a divertirmi, anche quando mi guadagno le discese facedomi venire le crisi in salita o mi devo fermare in discesa se (come dice Andrea) mi mancano le gambe (e magari mi fanno male le braccia) perche' comunque sono convinto che un certo tipo di 'soffrire' faccia parte del bagaglio di esperienza del biciclettista...
E anche ora, quando ormai mi sono reso conto di quanto gli anni che ho ormai addosso e il poco tempo a disposizione (nonche' una certa riluttanza fin'ora ad usare altre
protezioni che il casco e i guanti) mi limitino cio' che posso migliorare e imparare, ancora mi diverto un casino quando riesco a passare una (mezza) giornata in sella, cercando quando posso di scegliermi le uscite che piu' possono darmi soddisfazione e colmando qualche lacuna con un buon mezzo... e spero sempre che ci sia qualcuno nella compagnia che va piu' di me perche' cosi' ci sara' qualcosa da imparare (e meno da aspettare) ma sono anche contento quando c'e' chi ne sa meno di me e mi ringrazia per averlo aspettato e avegli mostrato quel che non pensava si potesse fare in bici.
Una cosa che vorrei comunque mettere in evidenza e' che, oltre alle capacita' tecniche indubbiamente diverse, ognuno ha un suo stile nel portare la bici che e' un po come il lato artistico del biciclettista... e' questo stile piu' che la tecnica che spesso gli fa decidere come affrontare un passaggio e che a volte entra in gioco per toglierlo d'impiccio nei tratti piu' rognosi e per questo va rispettato, che sia l'irruenza di AlfA', la zampata di classe del Secco, la caparbieta' del Pazzo, l'equilibrio di Niceleg, l'esperienza del Silvio, l'eta'

del Tomb, la versatilita' di Ziforty, l'entusiasmo di Cencio, il meteorismo del Nencio, la sobrieta' retorica del Sembola, la presenza

dell'Innominabile e, perche' no, la prudenza dei piu' che riportano a casa la pellaccia da "un giro quasi XC...

"
Un'altra cosa di cui sono convinto e' che quasiasi tecnica legata al saper portare la bici in ogni condizione, in discesa, in salita, veloce, lenta, in equilibrio, su una ruota, senza cambio, senza sospensioni, di notte, sotto la pioggia, a piedi, sul groppone e anche facendo trail building... tutto puo' aiutarmi a superare sempre piu' ostacoli ed a valutare cosa vale la pena di provare e cosa no (o non ancora), perche' comunque l'importante e' continuare a divertirsi, che vuol dire saper valutare i propri limiti, anche per riuscire a spostarli avanti senza farsi male (almeno... non troppo male

).
...insomma, tirando le fila (anche perche' e' un po' tardi)... fate tutti caa' ad andare in MTB!
