Parliamo di birra e vino...

sembola

Moderatur cartesiano
Membro dello Staff
Moderatur
27/2/03
51.165
10.113
0
59
Siena
www.sembola.it
Bike
una nera e l'altra pure
Rientrato dalla capitale passo a raccontare la mia esperienza ad EurHop.

Come potete facilmente immaginare la mia attenzione è stata indirizzata verso tipologie diverse da quelle care al "maestro" @gargasecca ;-) , e pur essendo stili non comuni nè popolarissimi era presente una buona offerta.

Mi hanno colpito le due "lambic" di Menaresta, la Bombyx alle more di gelso e la Madribulàn alle prugne selvatiche. Lambic tra virgolette ma forse anche no, poichè se è vero che la "lambic" è quella del Pajottenland, quando fermenti una birra con la pasta madre di fatto vai ad usare dei lieviti selvatici provenienti dall'ambiente, sebbene raccolti e selezionati per un obbiettivo diverso. Birre veramente ben riuscite, con un'acidità ben presente ma gradevole ed un leggerissimo sentore acetico, molto ma molto simili ad una "vera" lambic belga: che peraltro veniva spillata a pochi metri nello stand di Cantillon, dove la consorte del maestro (lei sì, molto più esplorativa) ha potuto provare l'incredibile Ashanti al pepe del Congo...

Altra birra in puro stile belga ma realizzata in modo creativo è stata la Imperial Flemish di Opperbacco. La red flemish viene prodotta maturando in botte una miscela di birra scura e birra a fermentazione naturale, ma i birrai abruzzesi hanno sostituito la parte a fermentazione naturale con uva Montepulciano di Abruzzo. Anche in questo caso il risultato è molto simile allo stile originale, ben supportata da un'acidità "morbida". Del resto anche De Ranke ne fa una in cui aggiunge l'uva...

Altra birra interessante è stata la U Orange 20 di Cà del Brado, una wild IGA con 20% di uva Tokaj passata in botte. L'apporto degli acini interi produce un'acidità contenuta e perfettamente supportata dalla leggera brettatura (aggiunta sia direttamente che dalla botte).

Da War ho invece bevuto una wild farmhouse con ciliegie di vignola. Molto ben riuscita la birra in sè, poco incisiva l'aggiunta della frutta. Per conto mio meglio visciole o comunque frutta più aspra/caratterizzante rispetto a frutta più dolce, tanto il dolce se lo porta via il lievito ;-)

Poi, due buone gose. Da Menaresta l'originale Go'Set ai capperi sotto sale, e vi assicuro che le aggiunte di questo tipo nelle gose ci stanno sempre molto bene (come quelle ai pomodori, ai peproncini o ai cetriolini sottaceto che vi ho raccontato dal Belgio); poi la Sconfort Food di Exuvia, con purea di mandarino e pepe verde di Sichuan. In entrambe si parla di aromi bilanciati , non di "succhi di frutta", come detto dalla consorte del maestro riguardo ad una fruit sour alla fragola...

Ho anche sconfinato dai miei territori ;-): ho provato la Tipopils di Birrificio Italiano ed ho capito al primo sorso perchè sia diventata il capostipite di uno stile, una discreta 'tmavè di Lucky Brews, la grisette dei 4Mori. Ma soprattutto ho ascoltato i suggerimenti del maestro, ed ho bevuto la porter dei simpaticissimi frati di Due Fusti e la clamorosa Papanero di Ritual Lab, una imperial stout maturata nelle botti di porto. Anche se la stout non è il mio genere, una birra davvero ottima.

Alla salute!!!

IMG-20261009-WA0013.jpeg
 
  • Love
Reactions: gargasecca