Che si tratti di quello che va a mangiare la polenta alla malga (ho fatto dei mini corsi di guida ad almeno 3/4 coppie della mia età - 50 e oltre, neo ciclisti che si sono avvicinati per via del motore, altrimenti avrebbero fatto altro. Mai pedalato in vita loro se non per prendere il pane) o dell'endurista di ritorno (ma sempre 40-50enne è, cambia lo spirito ma non l'età) la MTB si è completamente elettrificata o quasi e mi sembra che confermino.
È successo, non voglio aprire flame, ma poi farsi le domande "quanti ragazzini oggi praticano ciclismo come sport?" nella stessa frase è un controsenso. Sono due facce della stessa medaglia.
Il mercato ha trasformato un'attività sportiva in un'attività ludica per signori di mezza età ed ora lo stesso mercato si chiede perché questo abbia delle conseguenze sulle nuove generazioni?
Il mercato è stato poco lungimirante a pompare così tanto il mondo elettrico.
In fondo alla china della elettrificazione si vedevano già i segnali della morte dello sport.
Che sia sci, bici, moto, tennis, ... lo sport agonistico si tiene in piedi sulla base delle sponsorizzazioni che a loro volta si finanziano con la base dei praticanti.
E il meccanismo è sempre lo stesso: guarda che figo quel freerider, che bravo. Vedi che sci usa? Compra quelli sci e diventerai figo e bravo anche tu. E lo stesso lo potete trasportare sulla bdc di Pogocar, la racchetta di Sinner, la mtb di Shurter...e no, qui il giochino si è rotto.
Se il panzone elettrificato con la bici totalmente "starata" ergonomicamente e il piede malamente appoggiato sui talloni sui pedali ti sorpassa mentre sfiati sulla Scott Spark limited ultimo modello... il meccanismo di emulazione e di "sogno" ad occhi aperti di raggiungere il proprio idolo, salta. Rendere la mtb una attività ludica accessibile a tutti, anche con zero preparazione atletica e tecnica, svilisce e finisce col far allontanare i praticanti di lungo corso.
Ma non solo, non innesca nei giovani quella sana voglia competitiva di "voglio esser come lui". Come lui chi? Il panzone 60enne libero professionista? Ci stupiamo che non vi sia più ricambio generazionale?
La gravel non è solo una moda. E' anche lo sfogo di tanti mtbikers che, trovando i trail intasati di cavalieri medievali bardati in sella ai loro destrieri elettrici, preferiscono la sfida della lunga distanza sulla sterrata facile. Dove, a meno che i panzoni non sblocchino i 25km/h, i suddetti te li lasci alle spalle. Da qui anche il grande successo del bikepacking, che sta vivendo una diffusione incredibile, dopo esser stato relegato per decenni ad attività "per fissati che attaccano cose alla bici".