Il punto comunque è un altro, è nel modello di "business" che deriva da quello dei prodotti di consumo del boom del dopoguerra: le automobili.
L'industria americana dell'auto era arrivata al punto di cambiare modello ogni anno, pur di creare la necessità di cambiarla e di vendere (Chi si ricorda della Edsel, il colossale fallimento targato Ford?). Per un pezzo se la vedevano tra loro, chi non ce la faceva veniva fagocitato e alla soglia degli anni '80 erano rimasti in tre. Poi sono arrivati i giapponesi e pure la triade ha rischiato di essere spazzata via.
Questa mentalità è rimasta in un certo modo di dirigere le aziende, basti vedere il settore dell'elettronica di consumo dove ogni anno uno dovrebbe cambiare telefono per inseguire l'evoluzione tecnologica che comunque in quel settore è continua.
Il settore bici ha cercato di adottare la stessa strategia, solo che il prodotto bici è maturo che più maturo non si può e quindi si cerca di cambiare sempre qualcosa senza inventare niente perché ciclicamente le cose ritornano (vedi le gravel che stanno diventando come le MTB dell'epoca del boom).
Per carità, bisogna dire che rispetto a trent'anni fa non c'è paragone, ma va ricordato che trent'anni fa le bici erano ancora pensate alla vecchia maniera, fatte su alla "abbiamo sempre fatto così" con le prove, se le facevano, svolte dal cugino che giocava a rugby e che veva come compito quello di provare a vedere se si scassava (non sto scherzando, nel 2000 facevano proprio così, ero all'Ofmega e i clienti cioè i biciclettari brianzoli erano di quel livello).
Adesso la tecnologia, i metodi di progettazione e costruzione che un tempo erano appannaggio solo dei settori più ricchi (automotive) sono diventati accessibili praticamente a tutti e una bici di oggi è indubbiamente tutta un'altra cosa.
Ma il mercato langue, cioè è saturo, l'espansione di uno è la contrazione di un altro (per salvare Focus hanno chiuso GT, per non parlare di tutti gli altri in quasi liquidazione).
Adesso cercheranno di scannarsi con le 32", magari un domani con le 36" e poi avremo di nuovo le "penny farthing"?
Quello che fanno è cercare di rubarsi la solita clientela, quella che deve sfoggiare la bici, quella che deve fare la gara al cassonetto, eccetera eccetera.
Sempre quelli sono, anzi, forse stanno pure calando.
Il bello è che al di fuori c'è un terreno vergine di gente che magari vorrebbe la bici ma si trova con una offerta di roba inarrivabile per il prezzo o improponibile (le e-bike sono diventate dei pachidermi incredibilmente pesanti e mastodontici, per dire), gente che entra in un negozio per vedere una bici e ne esce sconvolta...
Non lo dico io, lo dicono altri che ne capiscono di più.
Qualcuno lo capirà?