Beppe Bigazzi, l'amante dei felini (in senso culinario)

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nemox

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;-) nei contenutio che esprimi sono per certi versi d'accordo...sia mai che, per quanto mi piaccia mangiare gli animali, sia contrario alla loro tutela, ecc...
E sono anche contento che vi sia maggiore sensibilità nei loro riguardi.
Ma questo solo relazionato al contesto in cui viviamo, alle abitudini diffuse nella nostra società, e non in senso assoluto.
E' una direzione mia, tua, nostra, ma sempre di un numero limitato di esseri umani, e può essere positiva solo, ripeto, rapportata ad un contesto specifico, per quanto ampio come quello per esempio dei paesi europei.
Mai mi sognerei di considerarlo un principio valido per tutti...perché come questo lo potrebbero essere anche altri (forme politiche, religiose, alimentari, intellettuali)...e chi ha voluto far valere principi per tutti, considerando il cammino intrapreso da 'noi' come l'unico giusto e il migliore, ha fatto sì che si verificasse ciò che ho citato negli altri post!

Quindi, in parole povere...va bene sensibilizzare al rispetto degli animali, ma questo non è un percorso naturale che deve valere per tutti, prima o poi...è una scelta prima di un singolo, situato poi all'interno di una società ben specifica.

Non è un discorso semplice da fare in questa maniera...ma spero di aver reso l'idea.

Ok Kikhit credo di aver afferrato bene la tua idea. Come ottimo e recente esempio abbiamo avuto la così detta "esportazione della democrazia" (Ammettendo per un attimo che l'obiettivo fosse veramente questo...;-):mrgreen:) e i risultati si sono visti.
Però insomma, esisteranno pure dei valori umani universalmente positivi? Oppure tutto è assolutamente relativo e non esiste direzione per l'uomo?
Ok ,meglio fermarsi quì vah...:-)

Ma per chiarire ulteriormente la mia posizione devo dire per esempio che io possiedo armi e ne faccio anche uso su animali "nocivi". Il fatto fondamentale è come e perchè lo faccio. Sia chiaro quindi che non sono certo un estremista su questa questione!
 

bikerciuc

Biker infernalis
Ok Kikhit credo di aver afferrato bene la tua idea. Come ottimo e recente esempio abbiamo avuto la così detta "esportazione della democrazia" (Ammettendo per un attimo che l'obiettivo fosse veramente questo...;-):mrgreen:) e i risultati si sono visti.
Però insomma, esisteranno pure dei valori umani universalmente positivi? Oppure tutto è assolutamente relativo e non esiste direzione per l'uomo?
Ok ,meglio fermarsi quì vah...:-)

Ma per chiarire ulteriormente la mia posizione devo dire per esempio che io possiedo armi e ne faccio anche uso su animali "nocivi". Il fatto fondamentale è come e perchè lo faccio. Sia chiaro quindi che non sono certo un estremista su questa questione!

mah...senza fare discussioni politiche e senza voler giustificare in alcun modo le scelte di taluni Paesi realizzate in nome della 'democrazia' è però pur vero che, con tutti i limiti del caso, in talune zone ove tale esportazione è stata perpetrata la gente ha potuto ricominciare ad andare al cinema, a vedere le pubblicità sui cartelloni e le donne senza veli tipo sacco della 'rumenta' in testa...
E questo solo per dire che, mentre nel nostro civilissimo occidente ci scandalizziamo per un 'magnagati', ci sono paesi dove non esiste rispetto nemmeno per la vita ed i più elementari diritti umani.

poi quanto all'uso delle armi contro gli animali nocivi...bisognerebbe aprire una parentesi culturale su cosa s'intenda per nocivo giacchè l'animale non mette dolo nelle sue azioni volte alla sola sopravvivenza che magari sono di marginale nocumento alle nostre attività e/o beni.
Questo inoltre implica un giudizio di valore su quali animali sia lecito ammazzare, eventualmente solo per levarceli da' 'oglioni, e non per più logiche esigenze di nostra sopravvivenza quali il cibarsene. Ciò fa della tua posizione, forse, un singolare concentrato d'incoerenza ove il rispetto per la vita animale diviene il non sbagliare a sparare per ridurne perlomeno l'agonia al minimo.

Dunque il rispetto che invochi lo invochi per tutti i viventi o operi delle scelte? La discrezionalità unilaterale, specie se proveniente da una canna calibro 12 o .302 winchester mi lascia un tantino perplesso..
 

l.j.silver

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fatti miei
comunque la pensiate sia che mangiate carne,sia che siete vegetariani, fatelo in maniera consapevole........
magari leggendo questo bel libro :

"se niente importa" perchè mangiamo gli animali?
di jonathan safran foer

è uno scrittore ebreo che pur non essendo vegetariano ,ma divenuto padre di recente si interroga su cosa mangia e mangera' suo figlio,inizia una inchiesta che portera' a questo interessante libro.
 

sembola

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mah...senza fare discussioni politiche e senza voler giustificare in alcun modo le scelte di taluni Paesi realizzate in nome della 'democrazia' è però pur vero che, con tutti i limiti del caso, in talune zone ove tale esportazione è stata perpetrata la gente ha potuto ricominciare ad andare al cinema, a vedere le pubblicità sui cartelloni e le donne senza veli tipo sacco della 'rumenta' in testa...i.
Infatti a Kabul hanno organizzato perfino il concorso di miss Afghanistan... :omertà:

poi quanto all'uso delle armi contro gli animali nocivi...bisognerebbe aprire una parentesi culturale su cosa s'intenda per nocivo giacchè l'animale non mette dolo nelle sue azioni volte alla sola sopravvivenza che magari sono di marginale nocumento alle nostre attività e/o beni.
Ti dovesse capitare di sfasciare l'auto o peggio per l'impatto con un branco di cinghiali o caprioli, o di dover scegliere tra cacciarli, spendere decine di migliaia d'euro per i recinti o vendere l'azienda agricola forse, ma dico forse, non la penseresti così.
 

motobimbo

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poi quanto all'uso delle armi contro gli animali nocivi...bisognerebbe aprire una parentesi culturale su cosa s'intenda per nocivo giacchè l'animale non mette dolo nelle sue azioni volte alla sola sopravvivenza che magari sono di marginale nocumento alle nostre attività e/o beni.
Questo inoltre implica un giudizio di valore su quali animali sia lecito ammazzare, eventualmente solo per levarceli da' 'oglioni, ...

infatti... tu pensa che io d'estate evito persino di sterminare le zanzare che puntualmente mi assalgono a frotte perché poi penso ai poveri pipistrelli che altrimenti non avrebbero di che cibarsi...:smile:8-):prost:
 

bikerciuc

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Infatti a Kabul hanno organizzato perfino il concorso di miss Afghanistan... :omertà:


Ti dovesse capitare di sfasciare l'auto o peggio per l'impatto con un branco di cinghiali o caprioli, o di dover scegliere tra cacciarli, spendere decine di migliaia d'euro per i recinti o vendere l'azienda agricola forse, ma dico forse, non la penseresti così.

ma...con tutto il rispetto caro Sembola io non mi son mai professato nè difensore strenuo degli animali nè anticaccia, anzi io sono convinto che sia stato un errato 'protezionismo' mirato e sommato a taluni altri errori commessi (leggasi campagne di ripopolamento naturalisticamente discutibili) proprio dai cacciatori a far sì che caprioli,cinghiali ed altri animali crescessero in sovrannumero...

sono rimasto perplesso di fronte a quanto nemox invocava e/o preconizzava in termini di 'coscienza mondiale' nei confronti degli animali , salvo poi dire che se il cinghialozzo gli rompe le balle gli tira senza tanti problemi o eventuali scrupoli etici. E il cinghiale mica lo fa apposta a mangiarti le pannocchie sai... c'ha fame...punto...mangia dove trova cibo e vive nel territorio che la Natura gli ha dato da abitare senza badare al fatto che tu credi che la pannocchia sia tua o che debba stare alla larga da un pezzo di strada perchè tu ci possa sfogare sopra i tuoi 'rombanti HP'

Il problema forse è più ampio di così: è giusto fare gli abbattimenti selettivi, è giusto che l'uomo regoli il numero dei selvatici quando non ci sono predatori naturali in grado di farlo, è giusto che l'uomo intervenga con equilibrio...per cercare di stabilire un equilibrio... ma questo, perdonami, non mi sembra rispetto tout court, mi sembra 'dominio della razza umana' nè più e nè meno... quindi continuo a credere che non si possa invocare parità dei diritti animali con quelli umani e tenere sul camino uno schioppo ben oliato...ecco tutto
 

sembola

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La fame dell' animale rientra nelle regole del gioco come la presenza di un predatore, animale o umano che sia. D'altronde tutte le leggi della natura, in ambito biologico/ecologico ma anche fisico e sociale, non sono eludibili almeno nel medio-lungo periodo.

Quanto al tema dell' "evoluzione" e della "civiltà", lo ritengo un tema estremamente scivoloso e drammaticamente soggetto alle dittature delle minoranze non silenziose (figuriamoci delle maggioranze...)
 

bikerciuc

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La fame dell' animale rientra nelle regole del gioco come la presenza di un predatore, animale o umano che sia. D'altronde tutte le leggi della natura, in ambito biologico/ecologico ma anche fisico e sociale, non sono eludibili almeno nel medio-lungo periodo.

Quanto al tema dell' "evoluzione" e della "civiltà", lo ritengo un tema estremamente scivoloso e drammaticamente soggetto alle dittature delle minoranze non silenziose (figuriamoci delle maggioranze...)

sono però diversi i motivi della 'predazione' umana...rispetto a quella selvatica...e talvolta, consentimi, molto meno contingenti e/o giustificabili (leggasi: tutti i cacciatori che vanno a caccia per il gusto del trofeo e non per quello del cinghiale al civet)

quanto ad evoluzione e civiltà non sono qui per aggiungere banalità od opinioni... io credo che, nell'esercizio della caccia così come nel trasporto/abbattimento di ogni animale, occorra perlomeno scegliere metodi che ne limitino al massimo sofferenze ed agonia... e questo mi sembra logico ed un minimo rispettoso.

Taluni mi dissero che la caccia con l'arco è più ecologica e leale, ma avete mai visto quanto impiega a morire un animale cacciato con tale arma? (sul tubo alla voce bowhunting potrete farvi una cultura)... e francamente che un animale debba soffrire per sentire le urla compiaciute di un panzone americano appostato su un albero (al sicuro) che gioca a fare robin-hood a me pare una vera str.....
 

sembola

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sono però diversi i motivi della 'predazione' umana...
Non credo che ad un capriolo interessi sapere che sta morendo per opera di un branco di lupi o di un .308. Siamo noi a pensare che sia più "giusto" il primo caso e "ingiusto" il secondo.
Ripeto, le leggi di natura non hanno etica o morale: ci sono e basta.


io credo che, nell'esercizio della caccia così come nel trasporto/abbattimento di ogni animale, occorra perlomeno scegliere metodi che ne limitino al massimo sofferenze ed agonia... e questo mi sembra logico ed un minimo rispettoso.
Molto più banalmente è anche più redditizio, visto che gli animali maltrattati sviluppano facilmente patologie che ne impediscono la macellazione. Tanto per tornare alle leggi di natura difficilmente eludibili ;-)
 

Billo

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308, ottimo calibro.
i sovrannumeri esistono anche perchè sui nostri monti, la natura non ha più il suo predatore principale, ossia il lupo.
ora li hanno rimessi, e si moltiplicheranno anch'essi a dismisura, perchè?
perchè anch'essi non hanno il loro predatore principale di cuccioli, che possono essere i rapaci.
ci siamo messi, come razza umana, a sostituire anelli della catena senza avere la minima cognizione di ciò che stavamo facendo.
se poi ci si mette anche l'atavica paura che ancora esiste presso i cacciatori, o zone rurali, verso il lupo, visto come animale mitologico etc etc...addio core.
 

bikerciuc

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Non credo che ad un capriolo interessi sapere che sta morendo per opera di un branco di lupi o di un .308. Siamo noi a pensare che sia più "giusto" il primo caso e "ingiusto" il secondo.
Ripeto, le leggi di natura non hanno etica o morale: ci sono e basta.

non credo si possa considerare legge di natura la caccia effettuata per il solo trofeo... e lo dico da figlio e nipote di cacciatori che non hanno mai abbattuto nulla per il gusto di averci un paio di corna sul caminetto da far vedere agli amici...

era legge naturale quella dei sioux che cacciavano il bisonte nelle praterie, lo è quella degli Indios Yanomami e delle loro cerbottane, quella dei boscimani e dei loro archi...

non lo è quella dei cacciatori bianchi che hanno intere gallerie di amimali 'esotici' impagliati (ne ho vista una ed ho provato schifo ed orrore credetemi) messi lì a dar macabro sfoggio dell'abilità nel tiro che è stato effettuato con tutte le attenzioni a non rovinare la pelliccia...

cacciare per avere un trofeo...no... non è nè etico nè naturale... mia opinione...:i-want-t:
 

sembola

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se poi ci si mette anche l'atavica paura che ancora esiste presso i cacciatori, o zone rurali, verso il lupo, visto come animale mitologico etc etc...addio core.
Aspetta che i lupi inizino ad incidere sulla selvaggina e vedrai l'atavica puara come si volatilizza... o pensi che sparino alle volpi per fare le pellicce? ;-)
 

Billo

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Aspetta che i lupi inizino ad incidere sulla selvaggina e vedrai l'atavica puara come si volatilizza... o pensi che sparino alle volpi per fare le pellicce? ;-)

qui in zona le squadre già li fanno fuori.
spari...radiolina: che hai preso? no, nulla vedevo muovere ma è scappato, non so cosa fosse...
 

sembola

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non credo si possa considerare legge di natura la caccia effettuata per il solo trofeo... e lo dico da figlio e nipote di cacciatori che non hanno mai abbattuto nulla per il gusto di averci un paio di corna sul caminetto da far vedere agli amici...

era legge naturale quella dei sioux che cacciavano il bisonte nelle praterie, lo è quella degli Indios Yanomami e delle loro cerbottane, quella dei boscimani e dei loro archi...

non lo è quella dei cacciatori bianchi che hanno intere gallerie di amimali 'esotici' impagliati (ne ho vista una ed ho provato schifo ed orrore credetemi) messi lì a dar macabro sfoggio dell'abilità nel tiro che è stato effettuato con tutte le attenzioni a non rovinare la pelliccia...

cacciare per avere un trofeo...no... non è nè etico nè naturale... mia opinione...:i-want-t:


Resta il fatto che un capriolo azzannato alla gola da un lupo o infilzato dalla freccia di un nostro antenato che se ne cibava non prova minore dolore e terrore di un capriolo trapassato da un 308.

Allo stesso modo dubito fortemnente che il bisonte appena abbattuto dai Sioux si consolasse quando gli recitavano la preghiera di ringraziamento. Se avesse potuto, si sarebbe salvato e sarebbe andato riccamente in cxxo alla saggia politica "ecologica" di prelievo operata da secoli dai popoli delle praterie. Era morto, come sarebbero stati morti i suoi discendenti abbattuti (meglio, sterminati) dalle fucilate dei visi pallidi. "Etica" è una parola fuori luogo, se vogliamo usiamo il termine più corretto, cioè "sostenibile". La caccia dei Sioux era sostenibile, quella dei visi pallidi no. Ma dal punto di vista dell' animale, benchè sostenibile la prima morte non era certo "giusta" o "morale".
 

bikerciuc

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tuttavia la caccia o la predazione prescindono dal punto di vista del predato già che altrimenti non esisterebbero nè caccia nè predazioni...

è chiaro che per chi muore e soccombe non cambia un tubo se viene poi mangiato o messo a prender polvere in un salotto una volta impagliato...e non cambia nemmeno un tubo se a seccarlo sia stato un lupo famelico o un dermatologo di Pistoia in regolare tenuta d'ordinanza con stivaloni di gomma e brache di fustagno...

ma il problema è che la predazione è mossa da un istinto volto a soddisfare un bisogno fisico...e la trofeizzazione...è invece una sovrastruttura dell'intelletto umano...per la qualcosa assolutamente avulsa dalla legge naturale...

poi si può star qua a discutere per anni, rispetto il tuo punto di vista, magari lo condivido solo in parte... una preghiera però ce l'avrei: porta almeno una di codeste bottiglie di rosso della zona di Bolgheri o di Valdicornia che a' i' cinghiale e ci penso io...:-)
 

sembola

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tuttavia la caccia o la predazione prescindono dal punto di vista del predato già che altrimenti non esisterebbero nè caccia nè predazioni...

è chiaro che per chi muore e soccombe non cambia un tubo se viene poi mangiato o messo a prender polvere in un salotto una volta impagliato...e non cambia nemmeno un tubo se a seccarlo sia stato un lupo famelico o un dermatologo di Pistoia in regolare tenuta d'ordinanza con stivaloni di gomma e brache di fustagno...

ma il problema è che la predazione è mossa da un istinto volto a soddisfare un bisogno fisico...e la trofeizzazione...è invece una sovrastruttura dell'intelletto umano...per la qualcosa assolutamente avulsa dalla legge naturale...
Così come è un sovrastruttura (umana) l'assegnazione di un valore positivo alla predazione "naturale" o "tradizionale". Dal punto di vista di chi realmente ci rimette (la preda) è indifferente e negativo a prescindere (salvo il caso in cui la sopravvivenza dell' individuo viene sacrificata alla sopravvivenza della specie).
Ripeto, parlare di etica è fuori luogo. Altra cosa è parlare di sostenibilità ambientale: ma poi se una predazione risulta sostenibile, occorre accettarla anche se avviene per motivi diversi dalla sopravvivenza di un' altra specie.

una preghiera però ce l'avrei: porta almeno una di codeste bottiglie di rosso della zona di Bolgheri o di Valdicornia che a' i' cinghiale e ci penso io...:-)
Per questo va coinvolto il Nencio, visto che Bolgheri è zona sua. Io posso "solo" provvedere con Rosso, Brunello e qualche supertuscan sona Montalcino ;-)
 

l.j.silver

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Resta il fatto che un capriolo azzannato alla gola da un lupo o infilzato dalla freccia di un nostro antenato che se ne cibava non prova minore dolore e terrore di un capriolo trapassato da un 308.

Allo stesso modo dubito fortemnente che il bisonte appena abbattuto dai Sioux si consolasse quando gli recitavano la preghiera di ringraziamento. Se avesse potuto, si sarebbe salvato e sarebbe andato riccamente in cxxo alla saggia politica "ecologica" di prelievo operata da secoli dai popoli delle praterie. Era morto, come sarebbero stati morti i suoi discendenti abbattuti (meglio, sterminati) dalle fucilate dei visi pallidi. "Etica" è una parola fuori luogo, se vogliamo usiamo il termine più corretto, cioè "sostenibile". La caccia dei Sioux era sostenibile, quella dei visi pallidi no. Ma dal punto di vista dell' animale, benchè sostenibile la prima morte non era certo "giusta" o "morale".

mi spiace ma ti devo contraddire, il tuo discorso è di un materialismo tale che sfiora il cinismo.....
c'era un rapporto tra preda e cacciatore che oggi non esiste piu' ed infatti la caccia non è piu' una necessita' ma uno sport, l'unico in cui si uccide, gia' questo basterebbe a rfendere la caccia anacronistica ......poi il senso di ringraziamento verso l'animale ucciso fa parte di un contesto in cui l'animale stesso è visto come parte del disegno del creatore e non come una merce, ma come una parte del proprio mondo e come tale la sua uccisione non è indolore neanche x chi la compie x assolvere alle proprie necessita', li nasce il senso di ringraziamento, si ringrazia la vita che è stata tolta per sostenere la nostra.
erano consapevoli del dolore che provocavano e mai uccidevano gli animali per divertimento e men che meno lo avrebbero mai fatto per sport.
la morte dell'animale non era ne giusta ne morale ,considerazioni che in quel contesto non c'entrano nulla, ma necessaria ,ma nonostante la necessita' chi la compiva sentiva il bisogno profondo di ringraziare.
la "caccia" dell'uomo bianco era uno sporco business completamente privo di ogni senso morale, in quel contesto fatta x le pelli le lingue e x togliere la materia prima di sopravvivenza agli indiani delle pianure....
che poi per l'animale cambi poco o niente puo' essere o meno, certo è che x gli uomini ed il loro rapporto con la natura e con se stessi cambia e parecchio.
 

sembola

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mi spiace ma ti devo contraddire, il tuo discorso è di un materialismo tale che sfiora il cinismo.....
Mi dispiace se do' questa impressione. Ma negare l'evidenza delle cose non ne cambia la natura.


c'era un rapporto tra preda e cacciatore che oggi non esiste piu' ed infatti la caccia non è piu' una necessita' ma uno sport, l'unico in cui si uccide, gia' questo basterebbe a rfendere la caccia anacronistica ......poi il senso di ringraziamento verso l'animale ucciso fa parte di un contesto in cui l'animale stesso è visto come parte del disegno del creatore e non come una merce, ma come una parte del proprio mondo e come tale la sua uccisione non è indolore neanche x chi la compie x assolvere alle proprie necessita', li nasce il senso di ringraziamento, si ringrazia la vita che è stata tolta per sostenere la nostra.
erano consapevoli del dolore che provocavano e mai uccidevano gli animali per divertimento e men che meno lo avrebbero mai fatto per sport.
la morte dell'animale non era ne giusta ne morale ,considerazioni che in quel contesto non c'entrano nulla, ma necessaria ,ma nonostante la necessita' chi la compiva sentiva il bisogno profondo di ringraziare.
la "caccia" dell'uomo bianco era uno sporco business completamente privo di ogni senso morale, in quel contesto fatta x le pelli le lingue e x togliere la materia prima di sopravvivenza agli indiani delle pianure....
che poi per l'animale cambi poco o niente puo' essere o meno, certo è che x gli uomini ed il loro rapporto con la natura e con se stessi cambia e parecchio.[/QUOTE]

Ecco, il punto è qui.

Se si fa un ragionamento legato al rapporto tra specie (cosa che condivido e sostengo, credimi...) e quindi alla sostenibilità della predazione ogni argomento "etico" è fuori luogo. Del resto la predazione rientra nelle leggi della natura, perchè tende a ristabilire un equilibrio alterato per le più svariate cause. Insomma, se in un determinato territorio ci sono 100 animali di troppo, che se li mangino i lupi o i cacciatori non cambia nulla.

I Sioux operavano una caccia sostenibile, che garantiva la sopravivenza della specie cacciata e quindi anche della propria, anno dopo anno. Ma se la stessa cosa la si fa nei confronti di un animale dannoso, come è diventato ormai in Toscana il capriolo, si piange per i "poveri bambi". Sarò cinico, ma questa è una schizofrenia che rifiuto e che è figlia di un mondo a pancia troppo piena e con troppo tempo da perdere.
 

kikhit

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mi spiace ma ti devo contraddire, il tuo discorso è di un materialismo tale che sfiora il cinismo.....
c'era un rapporto tra preda e cacciatore che oggi non esiste piu' ed infatti la caccia non è piu' una necessita' ma uno sport, l'unico in cui si uccide, gia' questo basterebbe a rfendere la caccia anacronistica ......poi il senso di ringraziamento verso l'animale ucciso fa parte di un contesto in cui l'animale stesso è visto come parte del disegno del creatore e non come una merce, ma come una parte del proprio mondo e come tale la sua uccisione non è indolore neanche x chi la compie x assolvere alle proprie necessita', li nasce il senso di ringraziamento, si ringrazia la vita che è stata tolta per sostenere la nostra.
erano consapevoli del dolore che provocavano e mai uccidevano gli animali per divertimento e men che meno lo avrebbero mai fatto per sport.
la morte dell'animale non era ne giusta ne morale ,considerazioni che in quel contesto non c'entrano nulla, ma necessaria ,ma nonostante la necessita' chi la compiva sentiva il bisogno profondo di ringraziare.
la "caccia" dell'uomo bianco era uno sporco business completamente privo di ogni senso morale, in quel contesto fatta x le pelli le lingue e x togliere la materia prima di sopravvivenza agli indiani delle pianure....
che poi per l'animale cambi poco o niente puo' essere o meno, certo è che x gli uomini ed il loro rapporto con la natura e con se stessi cambia e parecchio.

trooopppi lughi comuni....quando si fanno discorsi coì generici, si perde la specificità, si decontestualizza rispetto a usi e costumi di determinate culture, e il discorso non ha più senso.

Caccia dell'uomo bianco? di chi? chi è l'uomo bianco? le motivazioni del lord inglese che caccia la volpe sono le stesse del trapper nordamericano che caccia il cervo? e le emozioni sono le stesse?

Chi non uccideva animali per divertimento? Tutti quelli che non sono l'uomo bianco? o tutte le 'cosiddette società "primitive "(????)'? hai un repertorio etnografico così ampio, o è una tua deduzione su un paio di informazioni reperite online o su qualche testo?

Ringraziamento per l'animale ucciso, disegno di un creatore? ma per chi, sempre?

Non avertene a male, ma come sarà già emerso in altri miei interventi, queste generalizzazioni idealistiche sono prive di senso, nel senso che non descrivono nulla di reale.
 
Stato
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