Col Tioga la Giò (Bonazzi) ha vinto il mondiale, se non erro.
Di sicuro l'ha usata per un sacco di tempo , all' epoca sembrava una buona alternativa alle "biammortizzate" e forse lo era, viste le geometrie dei primi telai full...
In molti casi (sintesi e derivate, gt,...) il fulcro forcellone era talmente alto rispetto alla linea di
catena che pedalando la sospensione si chiudeva (l'ammo si estendeva completamente), bloccando quasi completamente l'azione ammortizzante, senza contare che le gambe dovevano fare gli straordinari per pedalare "sopra" al ritorno dei pedali.
Da fermo, infatti, caricando sulla sella si poteva osservare bene il fenomeno: durante l'affondamento della sospensione i pedali, liberi dal peso del biker, facevano uno scatto in dietro, bastava poggiare un piede su uno di questi e lo stesso carico esercitato precedentemente non provocava nessuna risposta, essendo la sospensione automaticamente in blocco.
Per la Gary Fisher il discorso valeva al contrario, pedalando si sarebbe dovuto teoricamente innescare un più accentuato lavoro del carro, avendo il fulcro in asse col movimento centrale. Il doppio elemento ammortizzante era però costituito da due elastomeri così piccoli e duri, totalmente inadeguati al pazzesco rapporto di leva, che il lavoro della sospensione si riduceva a ben poca cosa, caratterizzato dal ben noto affetto rimbalzo (non essendoci nessun controllo idraulico), che svariati cappottoni costò a Paolo Rosola.
Proprio Rosola tentò di risolvere il problema installando, tra uno dei due bracci del forcellone ed il tubo verticale, un ammortizzatore di sterzo di tipo motociclistico, con risultati tuttavia mediocri.
Scusate se mi sono dilungato troppo...