Innanzitutto partiamo dalla fine...
Sono già al terzo cambio che riduco a sto modo e un motivo ci sarà forse: forse è perchè sono disattento, forse è perchè di tanto in tanto fare certe cose in MTB può succedere, forse è perchè capita. Io invece credo di sapere cos'è: avventurarsi nei sentieri, andare a vedere cosa si nasconde dietro a un viottolo stretto, impestato di ogni cosa, pratiamente inciclabile, ha un suo prezzo, che almeno per quanto mi riguarda, ha una valenza secondaria rispetto a ciò che si vede e ciò che si fà.... Come ieri....
Io e Marco decidiamo in vista del giro di Sabato di andare a dormire a Castagno d?Andrea, piccola e graziosa frazione di San Godenzo incastonata all'interno della vallata del Monte Falterona e del Monte Falco. La mattina di sabato non appare delle migliori: nuvole nere e basse si addensano tutt'intorno e francamente sembra che debba piovere da un momento all'altro.
Alle 7.30 arriviamo a San Godenzo e Naldone ci aspetta al posto prefissato: scarichiamo le bici e merda.... non ho le
scarpe, fortuna che Michele ne ha un paio in + che oltremodo sono della mia taglia (che culo). E finalmente partiamo: ci aspettano 8 km di asfalto per arrivare al Muraglione dove Pablo e Stefanoscott ci aspettano.
Prendiamo un caffè con gli amici umbri e partiamo in direzione dello 00 che sta a mezza costa e che sbuca al valico dei 3 Faggi.
Stefanoscott è già su di giri!!!!
Arrivati al valico, scendiamo un po e prendiamo una carraia sino a Sambucheto, dove comincia un bel sentiero con tanti tornantini da fare in nose-press e alcuni tratti belli rotti. Finito il bel sentierino andiamo a vedere in successione le cascate delle Pratelle....
.... di Calabuia nella parte bassa.....
.... e di Calabuia nella parte alta....
Spingiamo un po e siamo sulla strada che sale verso Castagno d'Andrea in cui ci dirigiamo per far scorte di ciberie (e birraggi vari....) in quanto adesso ci aspettano ben 10 km e 900 m di dislivello sino alle Fontanelle. Facciamo un piccolo stop alla fonte del Borbotto...
Poi saliamo nella bella parte interdetta ai mezzi motorizzati in cui io vado in defaiance negli ultimi 2 km: vedo la madonna di Lourdes, ma invece è Marco che si arrampica come un grillo!
Arriviamo a Pian delle Fontanelle, stanco ma con un sorriso grande così, mangio, faccio due chiacchere e bevo una bottiglia di
integratori al luppolo e da lì è la svolta: finisce di colpo la stanchezza e metto sù la gamba di Absalon e la tecnica di Danny McAskill. Divento Teddy McAbsalon!!!!
Vabbè, cagate a parte cominciamo a scendere dalle Fontanelle in mezzo alla Faggeta sottostante poi Stefanoscott ci dice di girare e ci appare questo spettacolo in cui io rimango a bocca aperta: Le Balze di Rondinaia...
Tira un gran vento e er non agghiacciarci troppo decidiamo di scendere alla Posa, ma prima c'è da fare un paio di passaggi niente male...
...come questo in cui Pablo dimostra quanto ha del manico!
Poi arriviamo alla Posa....
Da quì comincia il must della giornata, il 14A: ho girato tanti sentieri, da quelli più flow, a quelli più trialistici, da quelli + esposti, a delle carraie alpine, ma questo racchiude in sè (IMO) una dose di tecnicità unica, fatta di combinazioni trialistiche veramente notevoli e tutte esaltanti. Purtroppo ero talmente preso dalla guida che ho fatto pochissime foto, sopratutto nei tratti + tecnici.
Arrivati in fondo, risaliamo e arrivati in uno spiazzo guardiamo sopra il cartello che si vede (e guardate cosa c'è scritto...) da dove siam scesi: sì da quelle ripe bianche... Le Rondinaie....
Ripartiamo ora alla volta del sentiero CAI 6B che ci deve condurre poi sul 6 per l'ultimo sentiero a scendere di oggi: Monte Onda. La prima parte è tutta in spingismo...
poi da una casa diroccata si ricomincia a pedalare sino all'innesto del 6. La prima parte scende per una carraia e dopo un tot che continuiamo a scendere cominciamo ad avere i dubbi che stiamo x prendere una "sòla", quando d'un tratto comincia uno spettacolo di balcone chiamato Monte Onda....
Quì rompo cambio,
catena e forcellino a fare un salto, ma mancano 3 km a San Godenzo e francamente non me ne può + fregare oramai. Singlespeed e via... e finalmente siamo a San Godenzo, ci guardiamo, ci abbracciamo, limoniamo e facciamo l'amore...

No, no, no... è che in un bar vediamo tanta patata (buona) e ci prende la fotta che tocca placare con 3 coca cola e 2 integratori al luppolo!
Abbiamo fatto 3 salite e 3 discese, 43 km e 2400 m di dislivello.
Viene il momento di salutarci, che è + un arrivederci in questo caso, ma devo ringraziare sopratutto Stefanoscott che ha inanellato una super compagnia e un supergiro, a Pablo per la compagnia e per averci deliziato con numerosi passagggi al limite, a Marco che mi accompagna sempre nelle mie scorribande e che ultimamente ha messo su un bagaglio fisico-tecnico che i più se li sognano e a Naldone sia per avermi prestato le scarpe sia per il fatto che quest'uomo è l'essenza della MTB: non si lamenta mai, sempre sorridente, sà stare con tutti e che poi venga con una full o con una front (come ieri visto che non aveva la full) x lui importa solo girare... ti stimo Michele, sei un grande biker ma sopratutto una splendida persona!
Alla fine che devo dire? Secondo voi un forcellino, un cambio e una catena, li sacrifichereste per tutto ciò... Io sì!!!!!