...che non servisse chissà quale studio per rendersi conto che Strava (o simili) possano generare tendenze compulsive è ovvio.
Certe "ricerche" lasciano sempre il tempo che trovano, e provano ovvietà, su questo siamo d' accordo.
Quello che personalmente trovo interessante (e inquietante, se devo essere onesto) è la profonda influenza che i social (e la comunicazione online in generale) hanno sui comportamenti umani nel mondo "reale".
Prendi lo sportivo amatoriale più competitivo della media, diciamo quello disposto a sfiancarsi per salire sul podio alla gara della polisportiva del paese, e dagli in mano Strava... non è garantito ma è abbastanza probabile che diventi un "drogato" del KOM.
Stesso discorso per l' endurista della domenica, che al massimo si confrontava con i compagni di merende, e poi si trova ad avere come ragione di vita quella di limare cinque secondi dalla discesa preferita.
La stessa cosa è successa con Instagram e gli appassionati di fotografia che cambiano stile in funzione di quello che "tira" di più sulla piattaforma del momento, e diventano schiavi dei like e dell' accumulare follower al prezzo di produrre contenuti tutti tragicamente identici.
Altra faccia dello stesso fenomeno è chi passa le giornate a litigare ferocemente per questioni varie (vaccini, politica, terrapiattismo, you name it...) su Facebook
Sono d' accordo con voi, non è "colpa" di Strava, la piattaforma è solo un mezzo, ma sono gli atteggiamenti umani che sono stati in un certo modo profondamente plasmati dall' evoluzione della comunicazione online, spesso in una direzione quasi patologica.