Lappuntamento del sabato alledueemezzo per me questa settimana è saltato. Il mio amico idraulico in settimana è impegnatissimo, quindi per me ha i week end, e visto che fra qualche mese dovrei andare a vivere a casa mia, il cantiere ha la precedenza. Anche il bros è travolto da questo mio impegno, quindi anche lui niente uscita.
Domenica mattina. Ho un impegno improrogabile alle 14. Cè tutto il tempo di pedalare. Gion vorrebbe uscire (anche lui ha saltato il sabato per impegni in famiglia), ma a lui va bene alle 14.30. Niente da fare. Ciccioallegri, che ieri era possibilista per una pedalata in mattinata risponde laconico con un sms, anche lui passa. Ok. Sono solo.
Mi preparo e parto. La giornata si annuncia fantastica. Cielo limpido e sereno, vento quasi zero e temperatura gradevolissima. Decido al volo cosa fare e dove andare, e il pensiero - inutile negarlo - va al percorso che abbiamo in cantiere per il 13 maggio. Domenica scorsa, tre soci volonterosi pare abbiano trovato il passaggio del fiume Taloro, sotto la diga, che ci mancava. Chi è uscito ieri lha provato, e io sono curioso. Curiosissimo.
Incontro una vicina di casa intenta a fare pulizie. Scambio di battute e proseguo. In paese non incontro nessuno. Ma proprio nessuno. Che strano... Esco dal paese e vado verso Sa Matta. Anche qui nessuno... Mah... Dopo i primi cinque chilometri ho incontrato solo due esseri viventi. Un po poco, visto che non è prestissimo e che è domenica. Questa situazione mi fa sentire ancora più solo, ma non è un problema, anzi devo ammettere che mi piace tantissimo questa tranquillità. Il sole mi riscalda e mi fa sentire bene, la giornata è fantastica ed ho intenzione di godermela tutta, accompagnato dal cinguettio degli uccellini.
I chilometri passano veloci, e voglio arrivare dritto e filato ai single che mi interessano. Se rimane tempo pedalerò dopo, sullaltro versante. Arrivo al primo single: la discesa sotto la diga. Adesso cè anche un percorso alternativo, molto bello anche se ancora troppo smosso, ma decido - per una sorta di parcondicio ciclistica - di fare il vecchio single. Una settimana per uno...
Questo single lho fatto decine di volte e in tutti i modi: con la front, con la full e anche a piedi, ma per sua natura ogni volta che passo lo trovo diverso. Il fondo è asciutto, terribilmente asciutto, come se non piovesse da mesi. Da mesi... Lascio dietro di me una scia di polvere spaventosa, ma oggi non disturba nessun compagno davventure. Le pietre smosse galleggiano sulla superficie farinosa della traccia, oggi le trovi qui, domani di là, poi chissà. Anche loro contribuiscono a rendere il tutto più interessante e imprevedibile. Non esistono traiettorie preconfezionate, ma bisogna ogni volta trovare la soluzione migliore. Forse è per questo che mi piace così tanto...
Arrivo giù e prendo la sterrata che scende verso Taloro, e poi la lascio alla ricerca del nuovo passaggio. I Soci hanno fatto un bellissimo lavoro. Hanno liberato una traccia a larghezza di manubrio, senza devastare il paesaggio. Sono stati attenti e - anche se è la prima volta che passo - non ho difficoltà a trovare il percorso. Nella seconda metà sono in un campo, scosceso ma aperto. Anche qui mi ingegno e trovo i passaggi giusti. Curva a sinistra e... Magia. Si scende e si punta al guado. Perfetto! Abbiamo il passaggio che ancora ci mancava!
Risalgo alla strada e trovo due macchine ferme. Persone che parlano. Ripartono e la macchina in direzione contraria alla mia si ferma e attacca bottone. E il proprietario di diversi terreni in quella zona, e scambiamo quattro chiacchiere. Per fortuna nel dicotomico mondo delle due ruote sono dalla parte giusta, dalla parte che lui preferisce (da tollerare e non da praticare, sia chiaro!), la parte senza motore. Via alle lamentele contro gli endurisiti!!! Tic toc tic toc, il tempo passa e cerco di ripartire. Quando rispondo che sto andando alla cava strabuzza gli occhi e cerca - in tutti i modi - di convincermi a passare in un suo terreno perchè la cava è troppo dura. Gli dico che la conosco e che lho già fatta. Insiste. Sarà... Declino più volte lofferta e riparto. Verso la cava.
Al cancello dellingresso dalla parte bassa della cava cè laltra macchina che ho visto prima. Entro e dopo pochi metri sento una voce che chiama. Niente visioni mistiche, solo due persone arrampicate fra i massi che mi chiedono dove vado.Chiaramente due persone pratiche del posto, ma non i proprietari. In quel momento sto bevendo dal camelback quindi rispondo indicando la parte alta della cava, sopra le loro teste. Guardano in su. Si guardano. Mi guardano.
Chiedono: li su?
Si
Non ti ha detto che cè unaltra strada? riferendosi alluomo incontrato prima
Si
E più indietro, però
Si, ma passo da qui
Da qui?
Si
E si può fare?
E rispondo Certo! perchè si può fare, è dura, ma si può fare...
Si guardano nuovamente e dopo un attimo mi dicono: vabbè...
Sono passato da zero persone a persone troppo premurose. Ceto che una via di mezzo...
Riparto e salgo. Pedalo e salgo. Spingo e salgo. Arrivato su proseguo su un altro single e sono sotto la casa cantoniera. Controllo lorario e via, altro single tra la SS128 e il lago. Bello, tranquillo e piacevolissimo. Arrivato al piazzale del ponte decido che devo lasciare lo sterrato e rientrare. Ormai il tempo per questa mattina è finito, quindi asfalto e via verso la doccia, il pranzo e poi limpegno delle 14.
Che bella giornata!!!!
Domenica mattina. Ho un impegno improrogabile alle 14. Cè tutto il tempo di pedalare. Gion vorrebbe uscire (anche lui ha saltato il sabato per impegni in famiglia), ma a lui va bene alle 14.30. Niente da fare. Ciccioallegri, che ieri era possibilista per una pedalata in mattinata risponde laconico con un sms, anche lui passa. Ok. Sono solo.
Mi preparo e parto. La giornata si annuncia fantastica. Cielo limpido e sereno, vento quasi zero e temperatura gradevolissima. Decido al volo cosa fare e dove andare, e il pensiero - inutile negarlo - va al percorso che abbiamo in cantiere per il 13 maggio. Domenica scorsa, tre soci volonterosi pare abbiano trovato il passaggio del fiume Taloro, sotto la diga, che ci mancava. Chi è uscito ieri lha provato, e io sono curioso. Curiosissimo.
Incontro una vicina di casa intenta a fare pulizie. Scambio di battute e proseguo. In paese non incontro nessuno. Ma proprio nessuno. Che strano... Esco dal paese e vado verso Sa Matta. Anche qui nessuno... Mah... Dopo i primi cinque chilometri ho incontrato solo due esseri viventi. Un po poco, visto che non è prestissimo e che è domenica. Questa situazione mi fa sentire ancora più solo, ma non è un problema, anzi devo ammettere che mi piace tantissimo questa tranquillità. Il sole mi riscalda e mi fa sentire bene, la giornata è fantastica ed ho intenzione di godermela tutta, accompagnato dal cinguettio degli uccellini.
I chilometri passano veloci, e voglio arrivare dritto e filato ai single che mi interessano. Se rimane tempo pedalerò dopo, sullaltro versante. Arrivo al primo single: la discesa sotto la diga. Adesso cè anche un percorso alternativo, molto bello anche se ancora troppo smosso, ma decido - per una sorta di parcondicio ciclistica - di fare il vecchio single. Una settimana per uno...
Questo single lho fatto decine di volte e in tutti i modi: con la front, con la full e anche a piedi, ma per sua natura ogni volta che passo lo trovo diverso. Il fondo è asciutto, terribilmente asciutto, come se non piovesse da mesi. Da mesi... Lascio dietro di me una scia di polvere spaventosa, ma oggi non disturba nessun compagno davventure. Le pietre smosse galleggiano sulla superficie farinosa della traccia, oggi le trovi qui, domani di là, poi chissà. Anche loro contribuiscono a rendere il tutto più interessante e imprevedibile. Non esistono traiettorie preconfezionate, ma bisogna ogni volta trovare la soluzione migliore. Forse è per questo che mi piace così tanto...
Arrivo giù e prendo la sterrata che scende verso Taloro, e poi la lascio alla ricerca del nuovo passaggio. I Soci hanno fatto un bellissimo lavoro. Hanno liberato una traccia a larghezza di manubrio, senza devastare il paesaggio. Sono stati attenti e - anche se è la prima volta che passo - non ho difficoltà a trovare il percorso. Nella seconda metà sono in un campo, scosceso ma aperto. Anche qui mi ingegno e trovo i passaggi giusti. Curva a sinistra e... Magia. Si scende e si punta al guado. Perfetto! Abbiamo il passaggio che ancora ci mancava!
Risalgo alla strada e trovo due macchine ferme. Persone che parlano. Ripartono e la macchina in direzione contraria alla mia si ferma e attacca bottone. E il proprietario di diversi terreni in quella zona, e scambiamo quattro chiacchiere. Per fortuna nel dicotomico mondo delle due ruote sono dalla parte giusta, dalla parte che lui preferisce (da tollerare e non da praticare, sia chiaro!), la parte senza motore. Via alle lamentele contro gli endurisiti!!! Tic toc tic toc, il tempo passa e cerco di ripartire. Quando rispondo che sto andando alla cava strabuzza gli occhi e cerca - in tutti i modi - di convincermi a passare in un suo terreno perchè la cava è troppo dura. Gli dico che la conosco e che lho già fatta. Insiste. Sarà... Declino più volte lofferta e riparto. Verso la cava.
Al cancello dellingresso dalla parte bassa della cava cè laltra macchina che ho visto prima. Entro e dopo pochi metri sento una voce che chiama. Niente visioni mistiche, solo due persone arrampicate fra i massi che mi chiedono dove vado.Chiaramente due persone pratiche del posto, ma non i proprietari. In quel momento sto bevendo dal camelback quindi rispondo indicando la parte alta della cava, sopra le loro teste. Guardano in su. Si guardano. Mi guardano.
Chiedono: li su?
Si
Non ti ha detto che cè unaltra strada? riferendosi alluomo incontrato prima
Si
E più indietro, però
Si, ma passo da qui
Da qui?
Si
E si può fare?
E rispondo Certo! perchè si può fare, è dura, ma si può fare...
Si guardano nuovamente e dopo un attimo mi dicono: vabbè...
Sono passato da zero persone a persone troppo premurose. Ceto che una via di mezzo...
Riparto e salgo. Pedalo e salgo. Spingo e salgo. Arrivato su proseguo su un altro single e sono sotto la casa cantoniera. Controllo lorario e via, altro single tra la SS128 e il lago. Bello, tranquillo e piacevolissimo. Arrivato al piazzale del ponte decido che devo lasciare lo sterrato e rientrare. Ormai il tempo per questa mattina è finito, quindi asfalto e via verso la doccia, il pranzo e poi limpegno delle 14.
Che bella giornata!!!!











