Punt ...non solo piacenza.......

miciolo

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INDIGESTIONE DI CIME APPENNINICHE (PC/PR/GE)



Andiamo in cerca di refrigerio sulle cime più alte del nostro Appennino percorrendo scorrevoli sentieri in fresche faggete e ariosi trail al cospetto di pareti strapiombanti.
L'escursione si snoda esclusivamente su single track a quote comprese tra i 1250 mt ed i 1800 e dobbiamo terminarla entro il primo pomeriggio in quanto sono previsti temporali.

Dopo un breve tratto di asfalto sino al Passo dello Zovallo, confine tra le province di Piacenza e Parma, iniziamo a salire su bel sentiero sino a raggiungere la conca glaciale del Lago Nero a 1540 mt.



Dal Lago ora sezione mista spintage/portage per raggiungere la Costazza e poi ancora su sino alla cime del Monte Bue a 1775 mt.





Breve discesa sulla pista da sci



ammirando le fioriture del giglio martagone



Arriviamo sul Monte Maggiorasca che con i suoi 1805 mt di altezza segna il confine tra le province di Parma e di Genova.





E' un susseguirsi di grigie rocce strapiombanti e verdi distese di boschi



catene di monti sino al Mar Ligure



Perdiamo leggermente quota



per risalire sulla cima del Monte Croce di Martincano a 1724 mt









Un'altra cima minore e poco conosciuta ma molto panoramica è il Monte Picchetto a 1784 mt dove, per arrivare in cima, occorre seguire una breve e poco battuta traccia segnata da bolli gialli sugli alberi.



veduta sul Monte Maggiorasca da dove siamo appena scesi



Dietro a Paolino le rocce del Groppo Rosso che raggiungeremo a breve



Prima però un passaggio alla panoramica Rocca del Prete è d'obbligo







Facciamo rifornimento idrico alla fonte di Prato Cipolla



percorrendo sempre semplici e freschi sentieri



sino ai 1594 mt del Groppo Rosso





Nel frattempo il meteo sta cambiando, raggiungiamo anche i 1683 mt del Monte Roncalla



e, passando sul bel trail di Fontana Gelata, terminiamo il giro.

L'escursione si è svolta in una delle zone più belle dell'Appennino Ligure che come al solito ci ha procurato una discreta arsura prontamente placata. :prost:

Esiste già sul TC un itinerario simile che percorre gran parte dell'escursione.

 
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miciolo

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VIA FERRATA PAOLIN PICCOLIN - CIMA D'AUTA (BL)



bella e pesante escursione "pedestre" con annessa anche via ferrata sino a raggiungere i 2624 mt di altezza della vetta della Cima d'Auta Orientale nel Gruppo della Marmolada.

Sono previsti i soliti temporali pomeridiani e per questo motivo partiamo di buon ora e con buon passo dalla località Colmean, nel comune di Canale d'Agordo al fine di evitarli.
......non è bello trovarsi tra i fulmini a queste quote nelle vicinanze del cavo della via ferrata.

Ci leviamo in 2:30 ore i 1200 mt di dislivello, prima nel bosco e poi su ghiaione dove si possono ammirare le due piramidi delle Cime d'Auta; la nostra, su cui saliremo, è quella a destra.



Finalmente l'inizio della Via Ferrata



non è una Via Ferrata difficile ad eccezione del camino che Ila affronta nella foto sotto



l'ambiente è selvaggio



sotto lo sguardo di attenti spettatori



Oltrepassiamo la Forcella Medil dove puntiamo decisi verso la Cima d'Auta orientale





...piacevoli incontri





...."e questa qui cosa vuole??"



ultimi tratti prima della vetta





siamo in cima, dietro di noi l'imponente parete sud della Marmolada



un gracchio alpino ci fa compagnia



Croce di vetta



continuiamo il lungo anello alternando tratti attrezzati a tratti più tranquilli mentre in lontananza iniziamo a sentire i primi tuoni.

...ci vorrebbero le bici



sotto Il Lach dei Negher in sofferenza



Su ripidi sentieri e mulattiere concludiamo la lunga escursione di quasi 14 km e di 1662 mt di dislivello senza prendere una goccia d'acqua.

......alla frutta invece gambe piedi!!!
 

miciolo

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TRA I BORGHI DELLA VAL BIOIS (BL)

Tutta la mattina che piove con i siti meteo che prevedono aperture nel pomeriggio.

Con queste condizioni decidiamo per un giro pomeridiano tranquillo lasciando a casa protezioni e mentoniere.

L'escursione ci permetterà di visitare antichi borghi con i caratteristici tabià, antiche abitazioni ladine percorrendo rilassanti sentieri.

Partiamo dalla nostra base di Caviola e su ciclabile raggiungiamo Falcade.

Si alternano tratti asfaltati a sentieri ben tenuti che collegano i vari borghi.

L'abitato di Somor



il bel sentiero delle Coste





Percorriamo il Sentiero Glaciologico con una breve A/R sino alle Cascate Barezze



Di fronte il Monte Pope



passaggio in freschi boschi



e su assolate sterrate



Passiamo in diversi nuclei abitati: Valt, Sappade, Colmean, Feder, Cogul, Pianezze, Vallate, Roi, Cencenighe

uno più bello dell'altro



anche il Civetta si toglie il cappello di nuvole



Percorriamo in discesa il Percorso Tematico "Dolomites Rock Miniatures" dove troviamo sculture di pietra che riproducono le principali bellezze dolomitiche.

Qui corono anche il sogno di salire sulla Cima Grande delle Tre Cime di Lavaredo



Un caratteristico sottopassaggio



a cosa servirà la passerella lungo la casa sulla sinistra nella prossima casa?
Ila dice per far salire il gatto :nunsacci:



Rientrando a casa immortaliamo prima il Civetta con i colori del tramonto



e poi le Cime d'Auta raggiunte qualche giorno fa seguendo la Via Ferrata.



Purtroppo dopo la galleria di Cencenighe dobbiamo affrontare un tratto di strada asfaltata in quando l'accesso alla ciclabile è bloccato per la costruzione di un ponte.

Rientriamo alla base dopo 38 km e 1500 mt di dislivello fattibili con front e credo anche con gravel.

Ricorderemo l'affabilità dei locals, sempre pronti a scambiare 4 chiacchiere e soprattutto a brindare con due arzilli pensionati!! :-P:
 

miciolo

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CIMA JURIBRUTTO E FUCIADE (BL)



Prima escursione cicloalpinistica nelle Dolomiti Bellunesi alla conquista della Cima Juribrutto a 2697 mt.

Io e Ila inizialmente siamo parecchio titubanti sull'affrontare questa escursione in quanto in rete non si trova nulla ad eccezione di una traccia caricata nella vecchia sezione degli itinerari qui sul forum
https://itinerari.mtb-mag.com/tours/view/21775

La traccia è del Lazza @lazzadielle, e questo è un motivo che aumenta le nostre preoccupazioni in merito alla fattibilità dell'escursione da parte di due pensionati.
Anche i commenti all'itinerario non fanno altro che aumentare i nostri dubbi.

...ma se il Lazza ha impiegato 8/9 ore per percorrere 45 km per 2500 mt di dislivello a fine settembre di 5 anni fa, vuoi non farcela ad inizio luglio con le giornate più lunghe?

Così con calma partiamo dalla nostra Caviola con destinazione Impianti di risalita di Molino sopra a Falcade dove prima una cabinovia "sauna" e poi una fresca seggiovia ci fanno risparmiare circa 800 mt di dislivello al modica cifra di 12 euro a testa (bici compresa).
Saranno i 12 euro miglior spesi!!!

Scaricate le bici inizia l'escursione.

Subito belle vedute sul Gruppo del Focobon con i suoi Campanili e sul Mulaz



bella veduta anche sul Lago Cavia



ha smesso di piovere da qualche ora ma il fondo non ne risente



salendo su rampe impegnative con veduta sulle Cime d'Auta, oggetto della Via Ferrata Paolin Piccolin percorsa qualche giorno fa



Arriviamo a Col Margherita dove finisce la sterrata ed inizia il Troi de la Mariota un trail up and down dove è un continuo salire e scendere dalle bici





Davanti a me, nella prossima foto, la nostra prima meta: Cima Gereburt o Cima Juribrutto.



Arriviamo alla Forcella Vallazza a 2518 mt



Ora ci sono circa 180 mt di dislivello di passione vera dove capisco perchè, Lazza a parte, non si trova nulla in rete



Prima di arrivare in cima si trovano i resti di trincee, camminamenti e postazioni della Prima Guerra Mondiale dove si affrontarono le truppe italiane e austro-ungariche



in cima



su le protezioni ed iniziamo a scendere; inizialmente sembra tutto troppo semplice ma poi la musica cambia.

Scendiamo sulle placche





non è semplice ma poi sarà anche peggio e per la maggior parte dei tratti dovremo scendere con bici al fianco sino al Passo Juribrutto.

Dal Passo la situazione migliora leggermente ma ci sono ancora tratti di portage per la presenza di grossi massi



Ora, dopo aver sbagliato sentiero ed essere risaliti, affrontiamo uno stretto e caratteristico trail che passa proprio sotto le pareti verticali



Finalmente si sale in sella non prima di esserci riposati al Col de la Palue



giù per il bel sentiero 628 che ben presto si trasforma in una impegnativa mulattiera sino al Passo San Pellegrino





Dal Passo prendiamo la rilassante sterrata che porta al Rifugio Fuciade



Sono le quattro del pomeriggio e la traccia del Lazza prevede un'ulteriore risalita verso Cima Cadine descrivendo la salita con "rattoni mortali".
Sguardo di intesa con Ila e si va!!

La prima parte è anche discretamente pedalabile





si alternano anche lunghi tratti a spinta a cui non facciamo caso in quanto rapiti dalla bellezza del luogo







trail alpino



All'arrivo del sentiero proveniente dalla Forca Rossa iniziamo a scendere





tra numerosi branchi di cavalli al pascolo



con puledri curiosi



finalmente un po' di flow



perdiamo quota su sentieri da cartolina sino ad intercettare una lunga mulattiera bruciafreni che ci deposita a Valt.

Rientriamo a casa alle 20 dopo circa 11 ore di escursione e per fortuna ci siamo tolti 800 mt di dislivello con gli impianti!!!

....comunque il Lazza non è umano!!!
 

miciolo

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ANELLO DELLE PALE DI SAN MARTINO (BL)



Questa è una di quelle escursioni che non deve assolutamente mancare nel palmares di tutti quei biker che amano i trail alpini.

Per la buona riuscita dell'escursione occorre avere meteo stabile in quanto i panorami sono il piatto forte e non bisogna avere pneumatici leggeri o una guida aggressiva in quanto il fondo di roccia smossa ti presenta il conto.

Partiamo, come al solito, da Caviola ed in una mezz'oretta siamo a Molino, appena sopra a Falcade, per sfruttare gli impianti e portarci in quota. Prima sino alle Buse con cabinovia e poi con seggiovia sino a Laresei (totale solo andata € 12 a testa bici compresa).

Appena scesi dalla seggiovia belle vedute sul Gruppo del Focobon



Raggiungiamo il bivio per scendere a Passo Valles dove, approfittando dei numerosi tagli su sentiero, incrociamo diverse local (prestare attenzione ai loro ricordini)



A Passo Valles c'è un breve tratto di bici a spinta o a spalla sino a raggiungere la Forcella Venegia



E qui iniziano ad apparire loro, Le Pale!!



Diversi escursionisti di varie nazionalità ti fermano per chiederti informazioni sulle bici, Ila viene addirittura intortata da un sud-koreano! (...forse non era interessato alla bici :nunsacci:)

Il trail prosegue verso la Val Venegia





Raggiungiamo la sterrata che porta alla Baita Segantini e qui le vedute sulle Pale sono ancora più belle.
Giuro di non aver mai visto tanti escursionisti e pseudo escursionisti in una volta sola!!
Solamente far le foto senza "infiltrati" è stata un'impresa!!





Alla Baita Segantini



Scendiamo verso Passo Rolle



da dove scappiamo subito, ci sono auto parcheggiate ovunque.

Purtroppo dobbiamo scendere su bitume per qualche centinaio di metri in quanto il sentiero che avremmo voluto intraprendere è inagibile per lavori.
Comunque su sentiero rilassante arriviamo agli Impianti Colverde- Rosetta.

Il primo tratto da San Martino sino a Colverde è con cabinovia mentre il secondo tratto da Colverde sino all'Altopiano è con funivia con costo a testa di € 26,50 (solo andata con bici). Il secondo tratto con funivia chiude per pausa pranzo alle 13:00 e riapre alle 13:40.

Scendiamo dalla funivia e sino al Rifugio Rosetta c'è l'obbligo di bici a spinta (saranno 10 minuti circa).





A Passo Rosetta montiamo in sella per percorrere qualcosa che ricorderemo per un bel pezzo!

Il trail è tutto su roccia e bisogna guidare sulle uova per non tagliare o stallonare gli pneumatici.



Davanti a noi le Pale!!



non c'è anima viva, siamo soli io ed Ila



in questo luogo magico



L'Altopiano è veramente esteso e lo ripeto: occorre percorrerlo con meteo stabile e possibilmente con traccia GPS.





Percorriamo l'Altipiano cercando di non perdere nulla di quanto si presenta ai nostri occhi









anche la sosta panino la facciamo nel ristorante con vista Pale



Nel frattempo raggiungiamo Loris, biker conosciuto qualche ora prima alla Forcella Venegia, alle prese con una stallonata all'anteriore.



Rimessa in sesto la Santa di Loris scendiamo insieme per un breve tratto





Ora un breve tratto esposto ma su sentiero largo





Termina la roccia e inizia un bel trail su terra



dove occorre prestare attenzione nell'affrontare un tratto franato.
Niente di che ma occiù!!

Arriviamo alla Malga Campigat dove troviamo una fonte.
Bisogna avere molta pazienza perchè di acqua ne scende veramente poca.





Continuiamo su bel trail a tratti impegnativo sino a Gares dove con diversi tagli raggiungiamo Canale d'Agordo.

Ormai manca poco alla fine del tour e come al solito plachiamo l'arsura nella piazza del paese :prost:

Su una fresca sterrata Via Crucis rientriamo a Caviola.

Certe escursioni lasciano il segno e questa è una di quelle!



Un caro saluto a Loris anche da parte di Ila. :celopiùg:

La traccia che abbiamo seguito è caricata sul TC del Forum

 

miciolo

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ALTA VIA BEPI ZAC E CIMA D'UOMO (TN)



Lunga e faticosa escursione di cresta sulla vecchia linea di confine e di fronte della Prima Guerra Mondiale sul Gruppo dei Monzoni.

La prima parte è quella più interessante da un punto di vista storico, ricca di trincee, gallerie e postazioni utilizzate nelle fasi belliche del conflitto ed è anche la più semplice.
La seconda parte invece diventa più difficile in quanto spariscono gli "aiuti" che ti può fornire una via ferrata come cavo metallico, flange e fittoni.

Lasciamo l'auto al Passo San Pellegrino e su facile sentiero raggiungiamo Passo Selle, punto di partenza dell'escursione.

Rifugio di Passo Selle in vista



La Targa di inizio escursione



incontriamo subito un local



che dalla cresta sorveglia i nostri movimenti



Ci sono diverse gallerie dove torna utile la lampada frontale







strettoie



Prima croce di vetta della Cima Campagnacia raggiunta



Diversi tratti dell'escursione sono semplici e molto panoramici. Si vede il Gruppo del Sella con il Piz Boè



Anche la seconda croce di vetta alla Cima di Costabella è raggiunta



diversi tratti sono attrezzati





Davanti a Ila la Marmolada



Nella prossima foto si vede la finestra del Museo dove sono esposte fotografie dell'epoca che sono un pugno allo stomaco.
Una visita in questo luogo sarebbe particolarmente utile a tutte quelle persone che vivono e si riempiono la bocca di "guerra, sacri confini e altre c....)
Vedere quanti ragazzi da ambo le parti sono stati mandati a morire su queste montagne fa male.

La discesa dal Museo termina praticamente a Forcella Ciadin dove troviamo la prima via di rientro



Noi logicamente proseguiamo e l'escursione diventa sempre più faticosa in quanto è sparita la fune e i gradini metallici che ci avevano agevolato nella prima parte.

I punti esposti non mancano







anche stretti camini



Ila nel frattempo è attratta dai 3010 mt di Cima Uomo proprio davanti a lei.



Dietro a Ila l'affilata Torre California



Arriviamo a Forcella Uomo e sotto di noi c'è la nostra non semplice discesa.
...ma c'è anche la via di arrampicata sulla Cima Uomo.
Il tempo previsto tra A/R è di 2 ore.
Io sono cotto e so già come andrà a finire....

Io mi fermo ed attendo che Ila e una coppia conosciuta alla Forcella portino a termine la loro missione!

Ila sulla Cima Uomo



Nella prossima foto panorama di vetta verso i principali gruppi Dolomitici: il Latemar, il Catinaccio, il Sasso Lungo e il sasso Piatto, il Sella, la Marmolada.



Dopo 1:15 gli scalatori rientrano e finalmente iniziamo a scendere su un'instabile e stancante ghiaione



Tra i richiami delle sentinelle



Dopo circa 10 ore, con piedi e gambe alla frutta, ritorniamo all'auto al Passo San Pellegrino.
 

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ALTA VIA BEPI ZAC E CIMA D'UOMO (TN)



Lunga e faticosa escursione di cresta sulla vecchia linea di confine e di fronte della Prima Guerra Mondiale sul Gruppo dei Monzoni.

La prima parte è quella più interessante da un punto di vista storico, ricca di trincee, gallerie e postazioni utilizzate nelle fasi belliche del conflitto ed è anche la più semplice.
La seconda parte invece diventa più difficile in quanto spariscono gli "aiuti" che ti può fornire una via ferrata come cavo metallico, flange e fittoni.

Lasciamo l'auto al Passo San Pellegrino e su facile sentiero raggiungiamo Passo Selle, punto di partenza dell'escursione.

Rifugio di Passo Selle in vista



La Targa di inizio escursione



incontriamo subito un local



che dalla cresta sorveglia i nostri movimenti



Ci sono diverse gallerie dove torna utile la lampada frontale







strettoie



Prima croce di vetta della Cima Campagnacia raggiunta



Diversi tratti dell'escursione sono semplici e molto panoramici. Si vede il Gruppo del Sella con il Piz Boè



Anche la seconda croce di vetta alla Cima di Costabella è raggiunta



diversi tratti sono attrezzati





Davanti a Ila la Marmolada



Nella prossima foto si vede la finestra del Museo dove sono esposte fotografie dell'epoca che sono un pugno allo stomaco.
Una visita in questo luogo sarebbe particolarmente utile a tutte quelle persone che vivono e si riempiono la bocca di "guerra, sacri confini e altre c....)
Vedere quanti ragazzi da ambo le parti sono stati mandati a morire su queste montagne fa male.

La discesa dal Museo termina praticamente a Forcella Ciadin dove troviamo la prima via di rientro



Noi logicamente proseguiamo e l'escursione diventa sempre più faticosa in quanto è sparita la fune e i gradini metallici che ci avevano agevolato nella prima parte.

I punti esposti non mancano







anche stretti camini



Ila nel frattempo è attratta dai 3010 mt di Cima Uomo proprio davanti a lei.



Dietro a Ila l'affilata Torre California



Arriviamo a Forcella Uomo e sotto di noi c'è la nostra non semplice discesa.
...ma c'è anche la via di arrampicata sulla Cima Uomo.
Il tempo previsto tra A/R è di 2 ore.
Io sono cotto e so già come andrà a finire....

Io mi fermo ed attendo che Ila e una coppia conosciuta alla Forcella portino a termine la loro missione!

Ila sulla Cima Uomo



Nella prossima foto panorama di vetta verso i principali gruppi Dolomitici: il Latemar, il Catinaccio, il Sasso Lungo e il sasso Piatto, il Sella, la Marmolada.



Dopo 1:15 gli scalatori rientrano e finalmente iniziamo a scendere su un'instabile e stancante ghiaione



Tra i richiami delle sentinelle



Dopo circa 10 ore, con piedi e gambe alla frutta, ritorniamo all'auto al Passo San Pellegrino.
Abbiamo circa 15 anni di differenza....(io in meno) Siete i miei Eroi... Vi stimo molto...
 
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TRANSCIVETTA VERSIONE XL



Questa escursione permette di "percorrere" sentieri non proprio ciclabili al cospetto del Gruppo del Civetta immersi tra torri e pareti verticali.
Avviso che questo tour può essere percorso solo dagli amanti del cicloalpinismo in quanto la percentuale di portage, almeno per noi, è molto alta; per i biker "pedalatori" il giro si rivelerebbe un calvario.
Neanche da dire che la traccia che abbiamo seguito è una traccia di @lazzadielle che conosciamo bene come un biker a cui piace l'estremo e che ringraziamo.

https://itinerari.mtb-mag.com/tours/view/20693

Con queste premesse possiamo partire con il racconto dicendo che la traccia del Lazza è fuori dalla nostra portata con i suoi 2400 mt di dislivello. Per questo motivo lasciamo un'auto a Cencenighe e partiamo per l'escursione dal Rifugio Città di Trieste sopra a Listolade. Così facendo ci risparmiamo 400 mt di dislivello su bitume.

Con noi oggi c'è Andrea, @grip82 qui sul forum, che quando c'è da ravanare non si tira mai indietro; anzi!!!

Dal Rifugio Città di Trieste subito rampe pedalabili al limite a causa del fondo smosso con belle vedute prima sulla Torre Trieste e poi sulla Torre Venezia sino al Rifugio Vazzoler.



Se non si pedala duramente si porta



ma l'ambiente vale il prezzo della fatica



ci sono anche alcuni brevi tratti dove si può tirare il fiato



Ora la nostra prossima meta è il Rifugio Tissi ed il sovrastante Col Rean che raggiungiamo, tutto in portage, seguendo la Via Direttissima





Raggiungiamo il Col Rean





veramente impressionante essere al culmine della parete verticale con sotto il Lago d'Alleghe; non facciamo foto, bisogna sporgersi troppo!!

Scendiamo al sottostante Rifugio Tissi per reintegrare con strudel e coca-cola e tutti ci guardano come se fossimo dei marziani.
Lo stesso Rifugista ci conferma che negli ultimi tre anni non ricorda fuori di testa che siano saliti in mtb.

Iniziamo a scendere e la parete verticale del Civetta si avvicina sempre di più





tra gli incitamenti dei trekker



il trail non è semplice



immortalati dai fotografi



I tratti dove tirare il fiato sono molto pochi





il paretone verticale del Civetta è maestoso



Ora le mtb salgono di nuovo in spalla







Si vedono tutti i principali Gruppi Dolomitici ed in lontananza anche le Tre Cime di Lavaredo



Prima Forcella raggiunta



ci illudiamo su un breve tratto flow





per poi riprendere a salire sino ad arrivare al Lago Coldai



questo tratto è molto bello







altra breve risalita



e su tecnico trail raggiungiamo il Rifugio Coldai



discesa difficile e dura





breve tratto in piano



dove compare davanti a noi un altro gigante, El Caregòn del Padreterno (il Monte Pelmo).



La discesa termina a Malga Pioda e su sterrata saliamo al Col dei Baldi



sempre con El Caregon a rubare la scena



Raggiungiamo Cima Fertazza su una demenziale pista da sci



Le nostre fatiche in salita sono finite; abbiamo superato un dislivello prossimo ai 2000 mt con parecchi tratti di portage ed ora abbiamo una discesa, tutta su single trail, di 1000 mt di dislivello sino ad Alleghe.

La discesa presenta nella sua parte alta brevi tratti molto ostici per poi addolcirsi e diventare più godibile.

Raggiungiamo Alleghe dove le "persone normali" stanno facendo l'aperitivo nei baretti a bordo Lago.

Evitiamo la ciclabile per raggiungere Cencenighe in quanto presenta dei rilanci che non digeriremmo e scendiamo su bitume.

A Cencenighe carichiamo le tre bici sul Jogger di Ila ed andiamo a recuperare il Kangoo di Andrea al Rifugio Città di Trieste.

Dopo la doccia ceniamo alle 22:30 dopo 10 ore di escursione che per me e Ila rappresentano il nostro limite.

Non è così per Andrea che oggi si è andato a fare in solitaria il Giro delle Pale!!!
...Beata gioventù!!
 

windfed

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Queyras (F) - Eygliers (+Ceillac)

mi permetto di pubblicare qualcosa, pur essendo un ciclista "elettrico" e distante anni luce dal livello di cicloalpinismo del KING&QUEEN (Claudio&Ila).
Ho scoperto anni fa il Parco nazionale del Queyras grazie alle foto dei sovrani sopracitati e ogni tanto... ci torno.
Se cercate nei post di qualche anno fa troverete i loro giri meravigliosi e probabilmente vi verrà voglia di varcare il confine.
INFO: i miei giri sono sempre molto corti, mi piacerebbe pedalare tranquillo e salire in quota grazie alla ebike,ma per la mia incapacità di navigazione (e il tempo limitato a disposizione) mi trovo sempre a ravanare e spingere la maledetta su sentieri già difficili se fatti .. a piedi.
Quest'anno ho soggiornato a Eygliers, paesino in fondo valle vicino a Guillestre. Faceva un caldo assurdo, uscivo in bici al mattino prestissimo.
Ciclisticamente Eygliers non è il massimo (se cercate adrenalina e altitudine), però ci sono alcune discese interessanti. Vicino al paese a fondo valle trovate un laghetto, dove si può stare anche con 35° all'ombra, grazie al vento termico che soffia nel pomeriggio. Posti turistici da vedere e pedalare con calma (Mont Dauphin, una cascatella calcarea, un sentiero con marmotte. Ideale x famiglie e x chi cerca pedalate nostress.
Se invece volete... arrampicare con le ruote, c'è una forestale che sale in quota, si percorre facendo il Tour del Queyras... ma in senso contrario... NON FATELA!!!
finiti i primi km di asfalto , nella parte intermedia c'era un mezzo spaccapietre che ha trasformato la strada in uno strato di 15cm di polvere e pietrisco... per 2km! sembrava il fesh-fesh dei deserti africani!
Naturalmente io ci ho provato... sperando di raggiungere il versante opposto per arrivare al Col de la Furfande... e dopo aver superato il polverone, il sentiero diventa divertente.... invece no: impossibile proseguire: sentiero totalmente crollato a causa di un ruscello che ha scavato profondamente... e troppo pericoloso da passare con 25kg di bici e strapiombo (e da solo..).
Quindi dietro front e.... altri 2km nella polvere!!
Niente foto della zona... troppo inc@zz... per la ravanata polverosa.
Cmq... ecco alcune tracce in zona (by Trailforks)
eygl.jpg

Avevo voglia di paesaggi, altitudine, ravanate, marmotte che fischiano... quindi una mattina sono andato a Ceillac; risalita impegnativa a spintage verso il Lac St.Anne , non ho avuto il fisico per arrivare al Col du Melezet, ho fatto a piedi una buona parte della discesa .... e mi sono chiesto perchè non mi compro una VERA MTB x fare queste cose... gran godimento per i panorami.
20260710_093705.jpg 20260710_093556.jpg VideoCapture_20260710-133635.jpg

p.s. se siete giovani e vi piacciono i bike park, a Risoul troverete tutto quello che cercate, compreso palazzi e residence per turisti, impianti di risalita, bar con la musica unz-unz per l'aperitivo (de gustibus).
 

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Queyras (F) - Eygliers (+Ceillac)

mi permetto di pubblicare qualcosa, pur essendo un ciclista "elettrico" e distante anni luce dal livello di cicloalpinismo del KING&QUEEN (Claudio&Ila).
Ho scoperto anni fa il Parco nazionale del Queyras grazie alle foto dei sovrani sopracitati e ogni tanto... ci torno.
Se cercate nei post di qualche anno fa troverete i loro giri meravigliosi e probabilmente vi verrà voglia di varcare il confine.
INFO: i miei giri sono sempre molto corti, mi piacerebbe pedalare tranquillo e salire in quota grazie alla ebike,ma per la mia incapacità di navigazione (e il tempo limitato a disposizione) mi trovo sempre a ravanare e spingere la maledetta su sentieri già difficili se fatti .. a piedi.
Quest'anno ho soggiornato a Eygliers, paesino in fondo valle vicino a Guillestre. Faceva un caldo assurdo, uscivo in bici al mattino prestissimo.
Ciclisticamente Eygliers non è il massimo (se cercate adrenalina e altitudine), però ci sono alcune discese interessanti. Vicino al paese a fondo valle trovate un laghetto, dove si può stare anche con 35° all'ombra, grazie al vento termico che soffia nel pomeriggio. Posti turistici da vedere e pedalare con calma (Mont Dauphin, una cascatella calcarea, un sentiero con marmotte. Ideale x famiglie e x chi cerca pedalate nostress.
Se invece volete... arrampicare con le ruote, c'è una forestale che sale in quota, si percorre facendo il Tour del Queyras... ma in senso contrario... NON FATELA!!!
finiti i primi km di asfalto , nella parte intermedia c'era un mezzo spaccapietre che ha trasformato la strada in uno strato di 15cm di polvere e pietrisco... per 2km! sembrava il fesh-fesh dei deserti africani!
Naturalmente io ci ho provato... sperando di raggiungere il versante opposto per arrivare al Col de la Furfande... e dopo aver superato il polverone, il sentiero diventa divertente.... invece no: impossibile proseguire: sentiero totalmente crollato a causa di un ruscello che ha scavato profondamente... e troppo pericoloso da passare con 25kg di bici e strapiombo (e da solo..).
Quindi dietro front e.... altri 2km nella polvere!!
Niente foto della zona... troppo inc@zz... per la ravanata polverosa.
Cmq... ecco alcune tracce in zona (by Trailforks)
Vedi l'allegato 720406

Avevo voglia di paesaggi, altitudine, ravanate, marmotte che fischiano... quindi una mattina sono andato a Ceillac; risalita impegnativa a spintage verso il Lac St.Anne , non ho avuto il fisico per arrivare al Col du Melezet, ho fatto a piedi una buona parte della discesa .... e mi sono chiesto perchè non mi compro una VERA MTB x fare queste cose... gran godimento per i panorami.
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p.s. se siete giovani e vi piacciono i bike park, a Risoul troverete tutto quello che cercate, compreso palazzi e residence per turisti, impianti di risalita, bar con la musica unz-unz per l'aperitivo (de gustibus).
Grande Max,
ci fa piacere vederti sempre all'opera!!
Posti bellissimi :}}}:
 
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miciolo

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LA MAGIA DELLE DOLOMITI (BL)



Ultima escursione nelle Dolomiti Bellunesi partorita dalle menti di Ila e Andrea dopo qualche ora di ricerche in rete sui vari siti di Escursionismo in bike e di Trekking.

La prima bozza dell'escursione inizialmente prevede un dislivello non consono alle nostre età e quindi dobbiamo ridurre.
Cerchiamo di sfruttare al meglio il fatto che a disposizione abbiamo due auto in grado di portare 3 mtb al loro interno e decidiamo di lasciare un' auto alla località Pian (presso Selva di Cadore) e risalire con l'altra auto sino al tornante da dove parte la bella sterrata per il Rifugio Città di Fiume.

E da qui inizia la nostra escursione che si rivela finalmente molto pedalata con pochi tratti di portage.

Una volta raggiunto il Rifugio Città di Fiume la sterrata si inerpica con pendenze importanti per poi farci rifiatare.

Belle vedute sull'altro versante del Gruppo del Civetta





e sul Monte Pelmo



Arriviamo alla Malga Prendera dove inizia il primo breve tratto di portage sempre con l'imponenza del Monte Pelmo alle spalle



e della frastagliata Croda da Lago davanti



Arriviamo alla Forcella Col Duro dove inizia un sentiero da sogno sempre con vista Croda da Lago e Mondeval





In un attimo siamo al crocevia di Forcella Ambrizzola dove iniziamo a scendere in direzione Lago Federa





con il Becco di Mezzodì in ombra





Il Lago di Federa



Dal Lago, dopo qualche centinaio di metri, parte un tecnico sentiero un pò rovinato dagli eventi atmosferici con alcuni brevi tratti che non siamo riusciti a fare in sella





In questo tratto di sentiero tecnico l'ammo di Andrea termina il suo ciclo vitale e su un gradone si sgonfia completamente.

sul finire il trail si addolcisce



Arriviamo ad una casetta con una bella fonte (credo Peziè de Parù) dove riprendiamo a salire su una comoda sterrata.

I vari siti meteo prevedono per il pomeriggio i soliti temporali e dobbiamo ancora risalire alle 5 Torri e al successivo Rifugio Averau.

Cambio di programma e decidiamo di utilizzare la seggiovia che porta alle 5 Torri.

Per raggiungere la seggiovia che porta alle 5 Torri percorriamo un breve tratto asfaltato della strada che porta al Passo Giau e una bella sterrata con vista Tofana



ed infine un tratto asfaltato della strada che porta al Passo Falzarego sino all'imbocco degli Impianti.

In 10 minuti arriviamo al Rifugio Scoiattoli dove, turisti a parte, ti sembra di essere arrivato in Paradiso.

Le 5 Torri



La prima parte della salita verso il Rifugio Averau la si pedala



la seconda parte invece no





Dopo torta e limonata al Rifugio iniziamo a scendere con vista su quel che resta del ghiacciaio della Marmolada



Sulla destra parte un sentiero da urlo che, passando sotto all'Averau e sotto alla Croda Nera, ci fa perdere quota dolcemente







E' il classico sentiero alpino





La roccia lascia il posto a verdi pascoli



si scende dolcemente



verso il Monte Pore





intanto qualche nuvola temporalesca si presenta





Arriviamo al Rifugio Federa e prendiamo il bel sentiero flow: Triol dei Siori



Sentiero molto bello e scorrevole che troviamo appena rasato.

Su una piacevole sterrata raggiungiamo il parcheggio dove al mattino avevamo lasciato la prima auto.

Carichiamo le bici in auto ed andiamo a recuperare la seconda auto lasciata sulla strada che porta al Rifugio Città di Fiume.

.....ed inizia a piovere e non prendiamo neanche una goccia!!

In tutto saranno circa 35 km per un dislivello di circa 2000 mt di cui 370 mt con la seggiovia delle 5 Torri.

Un bravo ad Andrea che, stringendo i denti, è riuscito a chiudere il giro con l'ammortizzatore senz'aria e un grazie per aver condiviso con noi queste esperienze!!!
 

diesel62

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Queyras (F) - Eygliers (+Ceillac)

mi permetto di pubblicare qualcosa, pur essendo un ciclista "elettrico" e distante anni luce dal livello di cicloalpinismo del KING&QUEEN (Claudio&Ila).
Ho scoperto anni fa il Parco nazionale del Queyras grazie alle foto dei sovrani sopracitati e ogni tanto... ci torno.
Se cercate nei post di qualche anno fa troverete i loro giri meravigliosi e probabilmente vi verrà voglia di varcare il confine.
INFO: i miei giri sono sempre molto corti, mi piacerebbe pedalare tranquillo e salire in quota grazie alla ebike,ma per la mia incapacità di navigazione (e il tempo limitato a disposizione) mi trovo sempre a ravanare e spingere la maledetta su sentieri già difficili se fatti .. a piedi.
Quest'anno ho soggiornato a Eygliers, paesino in fondo valle vicino a Guillestre. Faceva un caldo assurdo, uscivo in bici al mattino prestissimo.
Ciclisticamente Eygliers non è il massimo (se cercate adrenalina e altitudine), però ci sono alcune discese interessanti. Vicino al paese a fondo valle trovate un laghetto, dove si può stare anche con 35° all'ombra, grazie al vento termico che soffia nel pomeriggio. Posti turistici da vedere e pedalare con calma (Mont Dauphin, una cascatella calcarea, un sentiero con marmotte. Ideale x famiglie e x chi cerca pedalate nostress.
Se invece volete... arrampicare con le ruote, c'è una forestale che sale in quota, si percorre facendo il Tour del Queyras... ma in senso contrario... NON FATELA!!!
finiti i primi km di asfalto , nella parte intermedia c'era un mezzo spaccapietre che ha trasformato la strada in uno strato di 15cm di polvere e pietrisco... per 2km! sembrava il fesh-fesh dei deserti africani!
Naturalmente io ci ho provato... sperando di raggiungere il versante opposto per arrivare al Col de la Furfande... e dopo aver superato il polverone, il sentiero diventa divertente.... invece no: impossibile proseguire: sentiero totalmente crollato a causa di un ruscello che ha scavato profondamente... e troppo pericoloso da passare con 25kg di bici e strapiombo (e da solo..).
Quindi dietro front e.... altri 2km nella polvere!!
Niente foto della zona... troppo inc@zz... per la ravanata polverosa.
Cmq... ecco alcune tracce in zona (by Trailforks)
Vedi l'allegato 720406

Avevo voglia di paesaggi, altitudine, ravanate, marmotte che fischiano... quindi una mattina sono andato a Ceillac; risalita impegnativa a spintage verso il Lac St.Anne , non ho avuto il fisico per arrivare al Col du Melezet, ho fatto a piedi una buona parte della discesa .... e mi sono chiesto perchè non mi compro una VERA MTB x fare queste cose... gran godimento per i panorami.
Vedi l'allegato 720407 Vedi l'allegato 720408 Vedi l'allegato 720409

p.s. se siete giovani e vi piacciono i bike park, a Risoul troverete tutto quello che cercate, compreso palazzi e residence per turisti, impianti di risalita, bar con la musica unz-unz per l'aperitivo (de gustibus).
Grazie per il titolo onorifico, Massimo, esagerato, ma appagante dopo le fatiche sostenute nelle nostre esplorazioni.
Complimenti a te che non demordi nonostante la solitudine e i limiti di tempo. Sbaglio, o c'è sotto una passione vera?
Grazie anche per i report. Sono importanti per tutti.
 
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Grazie per il titolo onorifico, Massimo, esagerato, ma appagante dopo le fatiche sostenute nelle nostre esplorazioni.
Complimenti a te che non demordi nonostante la solitudine e i limiti di tempo. Sbaglio, o c'è sotto una passione vera?
Grazie anche per i report. Sono importanti per tutti.
La passione resiste
Il mio primo amore resta il windsurf, ma appena posso...pedalo, (troppo) in asfalto e (troppo poco) in fuoristrada.
Voi (inclusi Andrea e Natan) fate giri spaziali... e siete di grande ispirazione x visitare posti magnifici...anche se "dal basso"!