Quattro giorni dopo il Monte Bianco siamo a Monaco, davanti ad uno sportello per il check-in. Stranamente i 100kg di materiale che ci portiamo dietro vengono imbarcati senza problemi.
Poco più di tre ore a bordo di un Tupolev sgangherato ed atterriamo in Russia nella cittadella Min Vody. Ancora 4 ore di bus e finalmente siamo a destinazione: Terskol, ai piedi dell'Elbrus.
Dopo una breve gita di acclimatamento ci trasferiamo negli spartani "container" a 3700m. Il giorno successivo doveva essere dedicato ad un ulteriore acclimatamento, ma le previsioni dicono che il bel tempo durerà ancora per poco, così alle tre della stessa notte partiamo per la vetta. Il freddo è intenso ma la salita regolare e senza problemi.
Arriviamo fino alla sella con gli sci e poi affrontiamo gli ultimi 300 metri con i ramponi.
È mezzogiorno, siamo a 5642 metri. Sotto di noi le nuvole si infittiscono, la nostra scelta un po' azzardata di salire senza ulteriore acclimatamento si rivelerà più che giusta.
Ritorniamo velocemente al nostro materiale, e in un attimo sfrecciamo verso i rifugi, dove il buon Alexander (il responsabile del campo) si complimenta per la nostra salita.
Nei giorni seguenti neve e vento renderanno impossibile qualsiasi tentativo alla montagna.
Poco più di tre ore a bordo di un Tupolev sgangherato ed atterriamo in Russia nella cittadella Min Vody. Ancora 4 ore di bus e finalmente siamo a destinazione: Terskol, ai piedi dell'Elbrus.
Dopo una breve gita di acclimatamento ci trasferiamo negli spartani "container" a 3700m. Il giorno successivo doveva essere dedicato ad un ulteriore acclimatamento, ma le previsioni dicono che il bel tempo durerà ancora per poco, così alle tre della stessa notte partiamo per la vetta. Il freddo è intenso ma la salita regolare e senza problemi.
Arriviamo fino alla sella con gli sci e poi affrontiamo gli ultimi 300 metri con i ramponi.
È mezzogiorno, siamo a 5642 metri. Sotto di noi le nuvole si infittiscono, la nostra scelta un po' azzardata di salire senza ulteriore acclimatamento si rivelerà più che giusta.
Ritorniamo velocemente al nostro materiale, e in un attimo sfrecciamo verso i rifugi, dove il buon Alexander (il responsabile del campo) si complimenta per la nostra salita.
Nei giorni seguenti neve e vento renderanno impossibile qualsiasi tentativo alla montagna.



