L'unica cosa che "mi fa stare bene con me stesso" è che non ho mai cambiato la mia opinione su Marco Pantani. Quello che pensavo prima, continuo a dirlo anche ora che non c'è più...Rimarrà sempre nella mia memoria con tutte le cose belle e quelle... meno belle che lo hanno caratterizzato.
E' vero il suo caso è servito per "depurare" il ciclismo e lavare le coscienze di chi di ciclismo ci viveva, ma l'ematocrito a 52 ce l'aveva lui. Probabilmente anche altri, che più furbi o più fortunati, non si sono fatti beccare. Ma lui sì. E per ben due volte. E non si accontentò degli spinaci per vincere in gara, aveva bisogno degli spinaci anche per vincere nella vita, e questa è una cosa che da un campione, dal MIO campione, non avrei voluto vedere.
Mi sono sentito tradito dall'uso dell'EPO e ancor di più da quello della cocaina.
Addio Campione
Ti rispondo anche io ovviamente premettendo, anche io nel rispetto della tua opinione...o-o@alexxangel
mi spiace, ma non sono molto d'accordo con te. E' vero che è difficile e ammirevole mostrare le proprie debolezze e la propria fragilità, ma, secondo me, bisogna saperle affrontare e superare e non farle diventare un alibi o un pretesto per tuffarsi nelle droghe. Altrimenti, visto che come tu dici tutti abbiamo la nostra fragilità, saremmo tutti caduti nella cocaina.
Tornando a Marco, come ho già detto è stato un campione sportivo che ha regalato emozioni incredibili, ma definirlo un grande uomo io non me la sento.
Volevo solo esprimere il disaccordo, ma nel pieno rispetto della tua opinione.
Ciao
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