Moralismi e retoriche a parte ,chi visse la guerra o chi a potuto parlare con chi l'ha vissuta sulla sua pelle,la sopprevvivenza abbatte qualsiasi etica a parte il cannibalismo, anche se in certi casi estremi si è verificato e non voglio neanche pensare, a come mi comporterei io in quelle situazioni,fino a quando non ci si trova coinvolti e nella cacca fino al collo, si possono solo fare congetture.
Oggi con il benessere, anche il coniglio è diventato animale d'appartamento e così anche le anatre non che meno i ratti bianchi.Con questo nessuno mangia coniglio, mentre magari ne ha uno in casa vizziato e coccolato,o il cavallo gran
bell'animale ,con questo però non c'è una legge che lo salvaguardi.La lanuta è a nostra disposizione e se l'uso di essa è misurato e consapevole non ci vedo niente di male, se un'uomo in bese alla sua cultura predilige, un gatto al conoglio o altro topi vermi cavallette,ecc..
Di leggi se ne fanno tante, troppe direi e non perchè è legge dev'essere per forza giusta.Io sono dell'idea, che qualsiasi animale che venga allevato a scopo alimentare e non bracconato in natura, sia possibile cibo.Chiunque di noi in situazione o mangi questo o muori ,l'istinto di sopravvivenza alla fine prevarrebbe, il suo assolutismo nel dichiarare io non mangerei mai un gatto o cane o altro risuonerebbe con un briciolo di ipocrisia.
Concludendo, nella possibilità di scelta pure io sceglierei un alimento rispetto ad un'altro, ma non giudico (visto che per chi crede solo DIO è giudice giusto) le scelte di altre persone, anche se diverse dalle mie anzi mi incuriosice di più il perchè lo mangia più che il gesto stesso.La non conoscenza del diverso e delle diverse abitudini, spaventa la gente e chi spaventato, reagisce in modi poco intelligenti perchè non pensati e tende a discriminare e accusare.Pensate a noi, per gli indiani induisti che venerano le mucche e noi le mangiamo da una vita tranquillamente e per loro è un animale sacro da sempre.
Riflettete avere idee diverse è giusto, ma giudicare il diverso no.