La domanda, invero un po' provocatoria, riguardava (anche) i ciclisti.In Svezia se arrivi in una rotatoria nessuno ti supera, aspettano dietro in fila (quelli che guidano le macchine). Quindi tu in bici non hai nessun motivo per svicolare di qua e di là.
Ma lo fanno ovunque, a cominciare da Slovenia, Austria, Svizzera e Francia.
Al rientro dalla Svezia, a Tarvisio, ho litigato con la polizia italiana perché mi volevano superare in rotatoria per uscire tagliandomi la strada, e hanno pure avuto la faccia tosta di dirmi che, inseguendomi per chiedermi perché avessi messo fuori il braccio a sinistra, gli avevo sottratto tempo al controllo stradale...![]()
Perché, come giustamente fai notare, il problema alla base è che in Italia le rotonde non le sappiamo percorrere. Vuoi perché nessuno lo insegna (ho visto cose con le scuola guida che...meglio lasciar perdere), vuoi perché a modo nostro se non siamo fantasiosi non è bello, vuoi perché "ma me l'haddetto miocuggino", vuoi perché tante altre cose.
Non ho particolari dubbi sul fatto che in Svezia, con ogni probabilità, non rischi la vita a percorrere una rotonda in bici, non rischi di trovarti dei ciclisti sul portapacchi mentre se dentro una rotonda in auto, non rischi che arrivi un missile terra-terra che ha equivocato il concetto di "precedenza a chi è dentro la rotonda" con "ma io ho visto che era vuota (200 metri prima...)".
In Italia invece rischi la vita a percorrere una rotonda in bici, ma rischi anche che c'hai davanti il solito gruppo di ciclisti, lo superi passando a due metri quando in direzione opposta non c'è nessuno, arrivi alla rotonda e tene trovi uno a destra e uno a sinistra, entrambi nell'angolo cieco, entrambi che "assumono" che tu esca alla loro stessa uscita. E se non lo fai si gioca a bowling.
E' un problema di mentalità a monte, l'incapacità di stare in strada senza arrecare fastidio al prossimo.
Quanto sopra, ovviamente, in generale. John Wayne che spara dai finestrini non rientra nella casistica.