stamane di buona lena con alcune vecchie volpi del forum tra cui Ching, gege, superAle, ToreSerra, Profet71, Cnoxvil, ci dirigiamo verso la foresta del Sulcis in zona Gutturu Mannu per affrontare, almeno sulla carta, quello che doveva essere una super maratona di 60 km con parecchio dislivello.
Personalmente ho le nuove sciualbe Alberto da 2.25 da svazzinare e in testa quello che per me è l'obbiettivo della giornata e cioè percorrere un sentiero che da un monte porta ad una valle....insignificante risulta essere la descrizione dei toponimi. Infatti come metto le terga sopra la sella mi accorgo di non essere in forma "forma".
E' dalla trasferta di Antoss e LIcan che non tocco bici, e prima di allora l'ho toccata solo in fine settimana x altri 15 gg. Penso, ma che vuoi che siano qualche settimana di inattività ? io che sono sempre il mauntain baicher - ciclista-trecchista senza alti e bassi sempre mediamente allenato, capace di grossi sforzi ecc ecc.
Beh dopo l'ecc ecc si son perse le mie tracce subito dopo aver iniziato le tremende salite che da San Pantaleo di Santadi conducono verso la Punta Sebera. Inutile descriverle, chi le conosce sa di che parlo.
Più avanzavo e + mi accorgevo che, complice la testa, anche le gambe cedevano di brutto brutto brutto. Tentavo di fermarmi x rifiatare confortato dai miei splendidi compagni di escursione (gege e Cnox nel mentre arrivavano a Domus de Maria e risalivano, ehheheh), ma non era il fiato a mancarmi ne tantomeno gli zuccheri. Era sa conca e is gambasa che mi hanno portato senza pedalare fino alla desiderata ed inutile postazione del punto + alto del percorso costringendo me e gli altri meravigliosi giovini ad un mesto dietro front.
Intesi, non che il giro di 50 km non ci sia uscito con dislivelli anche importanti (il mio gps ha abbondantemente superato i 1500 mt di disl), ma solo oggi dopo diversi anni di attività ho provato sulla mia pelle che cavolo significa rimanere senza benzina e preferire andare a piedi combattendo con i crampi, piuttosto che salire in bici ed andare di rampichino....
La bici non perdona, la Montagna non ti perdona e quando meno te lo aspetti ti fa capire chi è il più forte. Tu sei solo un ospite.
Un ringraziamento grande grande agli amici tutti che mi incoraggiavano davvero: a superale che +tosto che percorrere un succulento single guidati da Cnox ha preferito farmi compagnia in discesa carrozzabile e a Tore che si faceva i pezzi a piedi con me !
Naturalmente questo mio post può essere ampliato con le vostre esperienze, mì !
Personalmente ho le nuove sciualbe Alberto da 2.25 da svazzinare e in testa quello che per me è l'obbiettivo della giornata e cioè percorrere un sentiero che da un monte porta ad una valle....insignificante risulta essere la descrizione dei toponimi. Infatti come metto le terga sopra la sella mi accorgo di non essere in forma "forma".
E' dalla trasferta di Antoss e LIcan che non tocco bici, e prima di allora l'ho toccata solo in fine settimana x altri 15 gg. Penso, ma che vuoi che siano qualche settimana di inattività ? io che sono sempre il mauntain baicher - ciclista-trecchista senza alti e bassi sempre mediamente allenato, capace di grossi sforzi ecc ecc.
Beh dopo l'ecc ecc si son perse le mie tracce subito dopo aver iniziato le tremende salite che da San Pantaleo di Santadi conducono verso la Punta Sebera. Inutile descriverle, chi le conosce sa di che parlo.
Più avanzavo e + mi accorgevo che, complice la testa, anche le gambe cedevano di brutto brutto brutto. Tentavo di fermarmi x rifiatare confortato dai miei splendidi compagni di escursione (gege e Cnox nel mentre arrivavano a Domus de Maria e risalivano, ehheheh), ma non era il fiato a mancarmi ne tantomeno gli zuccheri. Era sa conca e is gambasa che mi hanno portato senza pedalare fino alla desiderata ed inutile postazione del punto + alto del percorso costringendo me e gli altri meravigliosi giovini ad un mesto dietro front.
Intesi, non che il giro di 50 km non ci sia uscito con dislivelli anche importanti (il mio gps ha abbondantemente superato i 1500 mt di disl), ma solo oggi dopo diversi anni di attività ho provato sulla mia pelle che cavolo significa rimanere senza benzina e preferire andare a piedi combattendo con i crampi, piuttosto che salire in bici ed andare di rampichino....
La bici non perdona, la Montagna non ti perdona e quando meno te lo aspetti ti fa capire chi è il più forte. Tu sei solo un ospite.
Un ringraziamento grande grande agli amici tutti che mi incoraggiavano davvero: a superale che +tosto che percorrere un succulento single guidati da Cnox ha preferito farmi compagnia in discesa carrozzabile e a Tore che si faceva i pezzi a piedi con me !
Naturalmente questo mio post può essere ampliato con le vostre esperienze, mì !