Ciao,
oggi a piedi ho esplorato la zona. Così, per non far perdere tempo a qualche altro, come è successo a me, vi faccio una relazione, identificando i luoghi come da IGM.
Parto da Gambarussa e risalgo lo sterrato che costeggia il rio Bidda Mores (bellissimo per i primi 2,5 km), poi:
1. La mulattiera che risale il T. Capeddu (T. = torrente?) è segnalata con una freccia gialla dipinta con colature su una roccia lunga (opposta a un'altra freccia che indica di proseguire sulla strada principale). E' un pacco, all'inizio sembra ottima, dopo pochi metri c'è persino una panchina e un cestino dei rifiuti, ma poi è mangiata dal ruscello. Sparita, impossibile continuare, sarebbe torrentismo in salita.
2. La mulattiera che risale il Rio Chiccu Melis idem come prima. Si trova senza troppa difficoltà l'accesso, dall'altra parte del letto del Can.le Is Tuvus, ma poi il ruscello se l'è completamente mangiata.
3. La mulattiera che si sviluppa tra M. Is Pauceris Mannus e M. Levanti è in pessime condizioni sin dall'inizio e in ogni caso si interrompe quasi subito sepolta da una frana di rocce e dalla vegetazione che è cresciuta sopra le rocce franate. Nelle mie intenzioni doveva arrivare a Is Pauceris Mannus e così ricollegarsi al sentiero che arriva alla cima partendo dallo sterratone di Guturu Mannu. Invece no, non provateci, manca questo pezzo alto, da Is Pauceris Mannus all'ex sterrato (ora mangiato dall'acqua) di Can.le Is Tuvus.
4. Concluso l'ex sterrato, anziché girare a destra verso la parte in buone condizioni (verso Perrugasu), vado a sinistra a vedere la situazione dall'alto. L'ingresso da monte della ex mulattiera che costeggiava il Rio Chiccu Melis è ben visibile, anche se invaso dal cisto, ma ho già visto dal basso che a un certo punto è interrotta e non ci provo neanche.
5. Si continua sul sentiero principale e si arriva fino alla sommità della gola dalla quale nasce il T. Capeddu. Il sentiero si apre, sembra promettere bene e invece è completamente mangiato dall'acqua. Sparito. Vedo il muro di una carbonaia ma è completamente circondata dalla vegetazione fitta, impossibile anche soltanto intuire il sentiero, neanche l'avessero costruita dal cielo i marziani.
6. Fine dell'esplorazione ma, mentre torno verso Gambarussa, pur di portare a casa qualcosa, poco dopo l'ultimo (dall'alto) ponte sommergibile distrutto, quello in corrispondenza del T. Capeddu, prendo a destra una mulattiera in salita, parallela alla sterrata che scende. Belle gallerie sotto gli alberi, all'inizio è in ottime condizioni, poi si attraversa un affluente e un po' peggiora, ma la massicciata è sempre in ottime condizioni, solo invasa dal cisto. Non la percorro tutta, ma da IGM dovrebbe riportare alla sterrata un po' più avanti.
Questo è tutto: in sostanza, l'ex sterrata del Rio Bidda Mores-Can.le Is Tuvus serve soltanto per ricollegarsi a ovest, verso Perrugasu.
Per i GuturuMannari non ho sicuramente scoperto niente di nuovo, ma per uno del sud-est come me, queste sono conquiste
Ciao.